Occorre perdersi per ritrovarsi? Per Anthony Ervin, conoscendo nel profondo la sua storia, sembra sia andata proprio così. Da ragazzino, raccontano, che era iperattivo e poco prima di iniziare le superiori, ormai grandicello, inizia a soffrire della sindrome di Tourette, disturbo neurologico che si manifesta con tic, sia motori sia fonetici. I genitori, causa questa situazione, decisero di indirizzarlo al nuoto. Scaricare la tensione in vasca poteva essere più che utile per i problemi del giovane Anthony. Nel frattempo scopre e porta avanti un’altra passione: inizia a suonare la chitarra e si innamora sempre di più della musica. Nel nuoto però, comincia a fare sul serio: a Sydney, a 19 anni, vince l’oro nella 50 metri stile libero. Un predestinato che con le sue doti avrebbe dominato in lungo e in largo per numerosi anni. Eppure, la storia cambia: Ervin decide di intraprendere la strada della musica, sognando di diventare un musicista affermato. Inizia così il suo nuovo percorso. Tanti viaggi, sparisce dal mondo del nuoto e suona nella band ‘Weapons of Mass Destruction’. Oltre a ciò entra in un vicolo cieco: fa uso di droga e alcol che lo portano ad andare in depressione e tentare il suicidio farmacologico.

Nel 2004 dopo lo tsunami che travolge il sud est asiatico, decide di vendere la sua medaglia olimpica e dona i 17 mila dollari ricavati alla Croce Rossa che opera in quelle terre. Si cimenta in altre cause sociali, forse per ripulirsi. Decide anche di tatuarsi sul braccio destro una fenice, l’uccello della rinascita dalle ceneri, ma tutto ciò non basta. Ricade nelle cattive abitudini. Ancora droga e alcol: in quel periodo non ha una fissa dimora e la ottiene solo grazie agli amici. Nel 2010 prova a ripartire, cercando di chiudere questa parentesi facendo l’insegnante di nuoto a New York. Nel 2012 decide di tornare in piscina da atleta e grazie alle sue grandi doti, riesce a qualificarsi e a competere alle olimpiadi di Londra. Un anno dopo torna sul podio ai mondiali, contribuendo all’argento nella 4×100 stile libero per gli Stati Uniti. Il lieto fine arriva quando a Rio 2016 a 35 anni, si rimette al collo quella medaglia d’oro che aveva messo all’asta su Ebay (conquisterà un altro oro nella 4×100 stile libero).
Una vasca, 50 metri: la rinascita di un talento che dopo un giro mostruoso torna e si ritrova.

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