In occasione della giornata nazionale contro il bullismo ed il cyberbullismo, una piaga sociale sempre più dilagante, abbiamo voluto raccogliere le storie degli sportivi di successo che purtroppo, loro malgrado, sono state vittime di bullismo quando erano più piccoli. Una bella rivincita.

TIGER WOODS

Nonostante il declino degli ultimi anni, il campione di 79 PGA tours e uno degli sportivi più ricchi di sempre, il piccolo Tiger veniva “bullizzato” a scuola perché balbuziente e ancora peggio per il colore della sua pelle.

MICHAEL PHELPS

Il nuotatore e atleta olimpionico più decorato della storia con 23 medaglie, da piccolo veniva preso in giro per le sue grandi orecchie e per quelle braccia spropositatamente lunghe. Ironia della sorte, quelle braccia  hanno reso lo “Squalo di Baltimora” il nuotatore più forte di tutti i tempi.

RONDA ROUSEY

La campionessa olimpionica e prima donna a diventare campionessa UFC, Ronda è definita dai suoi fans “la donna più tosta del pianeta”. I suoi detrattori, quelli che da piccola la prendevano in giro per problemi di peso sono spariti nel nulla. Meglio starle alla larga per evitare ferite e ossa rotte.

CRISTIANO RONALDO

Il cinque volte pallone d’oro, oggi sex symbol, da piccolo non era di certo un adone. Appena arrivato allo Sporting Lisbona, il suo accento molto marcato e alle orecchie dei suoi compagni molto strano della sua terra natia, l’isola di Madeira, gli ha procurato tantissime prese in giro e l’emarginazione da parte dei suoi compagni.

LEO MESSI

Come Ronaldo anche Messi è stato vittima di bullismo da bambino. Il fatto che i due calciatori più dominanti del pianeta e i più premiati e vincenti della storia del gioco siano stati presi in giro oggi fa sorridere. La pulce durante la sua escalation nella Masia del Barcellona ha incontrato l’ostracismo del direttore dell’accademia e dei suoi compagni di squadra che lo prendevano in giro per la bassa statura e non gli passavano mai il pallone.

CHRIS BOSH

Il campione NBA da piccolo era davvero troppo alto e magro tanto da attirare l’attenzione dei bulli della sua scuola. Bosh, nato a Dallas – Texas, veniva preso in giro anche perché parlava un inglese “troppo corretto”, cosa rara in Texas e maggiormente nei quartieri ad alta popolazione afroamericana.

SAUL NIGUEZ

La stella dell’Atletico Madrid già all’età di 11 anni ha subito capito la differenza tra giocare nell’Elche o nelle giovanili dell’altra squadra di Madrid, il Real: “Mi rubavano di tutto: scarpe, cibo, vestiti. Mi incolpavano di cose che non facevo e per questo venivo punito” il suo racconto prima di scappare a gambe levata dall’altra parte della città

MUHAMMAD ALI

A dire il vero mai nessuno ha pensato di prendere in giro Alì infatti, prima di cambiare nome, fu il giovanissimo Cassius Clay la vittima del furto della sua preziosissima bicicletta. Quando andò a chiedere spiegazioni ad un poliziotto che insegnava pugilato in una palestra dicendogli di voler trovare il ladro per fargliela pagare, questo rispose: “Forse è meglio che prima impari a tirare di boxe”. Detto fatto.

FRANCK RIBERY

Fu il destino il primo a bullizzare il talento francese facendolo prima abbandonare dai propri genitori davanti al portone di una chiesa e poi regalandogli quella vistosa cicatrice sul volto a seguito di un incidente d’auto quando aveva solo due anni. I soprannomi di “Quasimodo” e “Scarface” sono solo il risultato di anni di prese in giro.

JOHN CENA

Anche il campione WWE John Cena prima di diventare il re della F-U e della mano sul volto a simboleggiare il suo immortale “U can’t see me” da piccolo veniva preso in giro per i suoi gusti musicali devoti al rap.

DREW BREES

Quando a scuola fai il quarterback e sei uno dei più bravi nella storia della NFL come Drew Brees la vita, almeno quella raccontata dai film americani, sembra facilissima. Non è stato il caso della stella dei Saints che a causa di una  vistosa voglia sulla guancia destra è stato sin da piccolo vittima di scherno da parte dei compagni.

MIKE TYSON

Il premio di “folle del millennio” va al bullo che se l’è presa da piccolo con “Iron Mike”. Nonostante l’incredulità la notizia non è che Tyson sia stato vittima di bullismo ma che il bullo sia ancora vivo. Il motivo: qualcuno rubò al Tyson bambino il suo piccione e, quando lui lo chiese indietro, il bullo gli staccò la testa e gliela tirò addosso. Quell’episodio fu anche la prima volta in cui Iron Mike fece a pugni. Il primo KO di una lunghissima serie.

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