L’esperienza del tifo organizzato nel Regno Unito e le conquiste conseguite in questi ultimi anni grazie ad attività congiunte da parte delle tifoserie di tutte le categorie, offrono uno spunto interessante per approfondire come tale cooperazione trasversale sia stata incisiva nel tempo e come abbia consentito di aumentare la consapevolezza del ruolo centrale che possono avere i supporters nel favorire un processo di riforma a 360° del calcio.

Dai primi anni del 2000 ad oggi è cresciuto esponenzialmente il numero dei ‘tifosi attivi’, ora il network inglese conta oltre 300.000 tra singoli associati e centinaia di gruppi organizzati affiliati alle due principali reti indipendenti e democratiche di coordinamento nazionale: la Football Supporters Federation(FSF) e Supporters Direct UK(SD UK) che, con priorità e competenze diverse, hanno portato avanti progetti di sensibilizzazione su specifiche tematiche risultati particolarmente positivi per l’intero settore, fino a giungere a cooperare con la Commissione dello Sport, Media e Cultura del Governo britannico nel tentativo di introdurre nuove regole per la sicurezza, trasparenza, rappresentatività e sostenibilità.

La cooperazione tra le diverse tifoserie, partendo dal supporto tecnico alla nascita di nuove realtà e al sostegno di specifiche iniziative, ha consentito l’innalzamento del livello del dibattito, trasformando la protesta semplice di gruppi sparsi in proposte collettive concrete e approfondite, dando vita e forza alle organizzazioni di coordinamento nazionale che hanno portato autorevolmente le istanze dei supporters alle istituzioni sportive e amministrative. Un azione parallela delle due organizzazioni, che spesso si è intrecciata in attività condivise e nel Summit annuale estivo, per favorire e sviluppare l’introduzione di misure per migliorare le relazioni con i supporters (fanengagement) e per l’implementazione di nuove regole per la governance dei club e delle istituzioni sportive.

La FSF dal 2002, anno della costituzione ufficiale a seguito della fusione della Football Supporters’ Association (FSA) e National Federation of Supporters’ Clubs (NATFED), opera in prima linea per la tutela dei diritti dei supporters, nella promozione del dialogo tra club, tifosi e i principali soggetti istituzionali in tutti gli aspetti in cui il punto di vista della fanbase può essere utile nella definizione di interventi. In particolare per le materie che riguardano la sicurezza, e per lo sviluppo a più ampio raggio di politiche fans-friendly per favorire l’accessibilità e la partecipazione alle manifestazioni sportive per tutti. Al Presidente dell’organizzazione spetta anche un posto come rappresentante dei tifosi presso il Consiglio della Football Association(FA).

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Le iniziative di sensibilizzazione si sono spesso articolate su livelli diversi, dagli eventi locali, utili a centrare l’attenzione su specifiche problematiche, dove non sono mancate proteste pacifiche, per poi allargare il dibattito attraverso campagne informative e coinvolgendo in dibattiti e conferenze esperti in materia. La diffusione attraverso la forte rete dei social network ha consentito l’allargamento della platea e dell’impatto dei temi trattati. Non è un caso che lo sviluppo di nuovi canali di comunicazione abbia accelerato in maniera consistente lo sviluppo dell’intero movimento nell’ultimo decennio.

Le attività delle principali campagne condivise portate avanti dalla FSF, che hanno prodotto risultati concreti e incentivato alla realizzazione di nuove strategie di confronto con la base della tifoseria, hanno riguardato molti degli aspetti del ‘matchday‘ con particolare attenzione per la sostenibilità della partecipazione agli eventi sportivi(costi e incentivi rivolti alle categorie protette e ai giovani), la promozione della lotta ad ogni tipo di discriminazione, il contributo nella definizione di buone pratiche di dialogo con la base per materie di sicurezza e per il miglioramento dell’esperienza nel corso dei match. Una panoramica sulle principali campagne

Watching Football Is Not A Crime!

E’ la campagna con cui dal 2014 la FSF ha promosso il confronto costante tra le rappresentative dei tifosi con le forze dell’ordine locali e le autorità preposte alla sicurezza (Sports Ground Safety Authority, SGSA) al fine di garantire le migliori condizioni possibili per la partecipazione ai match, sopratutto per le tifoserie ospiti, e per prevenire situazioni critiche per l’ordine pubblico. L’iniziativa segue gli sviluppi prodotti dalla campagna Fair Cop? del 2008 in cui erano state sollevate le prime voci che reclamavano una maggiore attenzione e sensibilità su questi temi da parte dei soggetti istituzionali. In questo ambito sono state ridotte le misure restrittive in diversi match attraverso il coordinamento tra i soggetti interessati e il network di supporters è attivamente coinvolto nell’implementazione della figura del Supporters Liaison Officer, quale riferimento di prima linea per la tifoseria su questi specifici temi. La figura dello SLO nasce sulla base dell’idea è che si possa e si debba sviluppare un dialogo costruttivo e strutturato tra una società di calcio ed i propri tifosi come avviene concretamente e con effetti positivi già in alcune nazioni europee, Germania e Svezia ad esempio, oltre ad essere una figura obbligatoria dal 2011 in quanto prevista, nell’art.35 del UEFA Club Licensing and Financial Fair Play Regulations, tra i criteri per il rilascio della Licenza UEFA.

Fans For Diversity

Qui rientrano le iniziative portate avanti dalla FSF, presso club professionistici e non, in collaborazione con l’organizzazione Kick It Out, attiva dal 1993, per promuovere l’inclusione nel calcio a tutti i livelli, combattere il razzismo e le discriminazioni di ogni genere attraverso attività condivise, collaborazioni con le scuole, match amatoriali, conferenze informative e approfondimenti, coinvolgendo società e istituzioni sportive di tutti i livelli e le associazioni/organizzazioni della società civile che operano in questo settore(al LINK l’ultimo report). Tra i temi rilevanti anche la promozione del ruolo della donna sia come appassionata e spettatrice, sia nella promozione della pratica sportiva e nelle strutture dirigenziali, accompagnata in questi anni da una crescente attenzione sull’argomento e da concreti investimenti per lo sviluppo da parte delle federazioni.

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Safe Standing Campaign

La campagna dedicata alla richiesta di reintroduzione di settori con spalti in piedi nel calcio inglese. Banditi dagli stadi in UK dalla tragedia di Hillsborough, frettolosamente liquidati per scaricare la responsabilità nella gestione dell’ordine pubblico in occasione dell’incidente, riammessi da qualche anno nel dibattito dopo le sentenze definitive, sono ora tornati al centro dell’interesse di numerose tifoserie e club che vedono nelle soluzioni sviluppate in diversi Paesi, ad esempio i rail seats in Germania, lo spazio per restituire atmosfera e favorire la presenza negli impianti di settori a prezzi popolari. La promozione del dibattito si è articolata con la visione e l’approfondimento da parte delle delegazioni dei gruppi affiliati alla FSF di case study ed esperienze all’estero, da cui è poi partito un roadshow itinerante in UK con cui sono state condivise con la base le informazioni raccolte, attraverso incontri locali e presentate nelle occasioni di confronto con gli esperti di sicurezza, di progettazione degli stadi e con le istituzioni sportive.

La Safe Standing Campaign ha inoltre favorito l’emergere sempre più costantemente di meccanismi di consultazione periodica tra le organizzazioni e la tifoseria, che si sono spesso estesi ai molteplici aspetti del matchday e in molti casi sono stati assorbiti e replicati dai club, permettendo ai gruppi di stabilire un filo costante di confronto sia con la propria base sia con la società. Leghe, club e supporters sono ormai favorevoli a sperimentare nuove soluzioni, il progetto pilota al Celtic Park partito la scorsa estate sta riscuotendo giudizi positivi, dopo il mandato esplorativo alla Premier League, che valuterà possibili interventi, manca solo la politica ora per l’ultimo passo decisivo.

Away Fans Matter

In questa iniziativa rientrano le diverse attività, tra cui la famosa campagna ‘Twenty’s Plenty’, portate avanti in questi anni per favorire la presenza nelle trasferte, garantire sicurezza e accessibilità ai supporters ospiti. Nel riconoscimento dell’importanza per lo spettacolo della presenza di tifosi ospiti in occasione dei match la campagna ha portato avanti proposte per migliorare sia l’accoglienza (parallelamente alle attività svolte nell’ambito di Watching Football Is Not A Crime!), raccogliendo i feedback dei supporters in trasferta a seguito di ciascun match, utili ad evidenziare criticità e fornire un quadro per interventi mirati, da cui è poi nato anche un premio annuale assegnato dalla FSF per celebrare i migliori club per l’accoglienza; sia l’accessibilità delle stesse riuscendo ad ottenere strumenti e incentivi alla riduzione dei costi e alla limitazione degli spostamenti dei match. In particolare: la nascita e l’implementazione dell’Away Fans Fund, a cui contribuiscono club e leghe, usato come strumento per ridurre i costi delle trasferte, per incoraggiare convenzioni per i viaggi e per lo sfruttamento di mezzi pubblici gratuiti. Una delle proposte più positive in questo contesto è stata anche quella dello sviluppo di accordi bilaterali tra i club per proporre reciprocamente prezzi contenuti per i supporters ospiti che dall’introduzione ha consentito di risparmiare ai tifosi mediamente circa 400.000 sterline all’anno.

L’introduzione del tetto massimo a 30 sterline per i biglietti delle trasferte, che dovrebbe partire per l’edizione 2017/18 dei campionati inglesi. Una mezza conquista raggiunta nel corso di questa stagione rispetto alle richieste del network nazionale del cap a 20.

Queste piccole conquiste, ottenute negli anni con grande fatica e perseveranza, hanno consentito ai gruppi di accreditarsi come interlocutori rilevanti e sottolineano le grandi potenzialità della fanbase di ciascun club nel miglioramento del rapporto con la propria comunità.

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