Il problema della Ludopatia in Italia rischia di allargarsi a macchia d’olio e raggiungere dimensioni pari se non superiori alle dipendenze da droga e alcol. Nel nostro Paese, infatti, le persone a rischio di Gap (gioco d’azzardo patologico) sono più di 2 milioni della popolazione, e la misura dei giovani che giocano costantemente si aggira intorno ad un milione di unità.

Solo nel 2017, gli italiani hanno giocato” ben 95 miliardi di euro: 260 milioni al giorno, 3.012 euro al secondo. 

La popolazione interessata al fenomeno riguarda prevalentemente gli uomini con una percentuale del pubblico femminile in ascesa. Allo stesso modo, sempre più giovani in età minorile si affacciano a questo fenomeno, anche spinti dalla creazione di prodotti realizzati ad hoc per convogliare le fasce di potenziali giocatori composta da adolescenti di gran lunga al di sotto della maggiore età.

E’ il caso dei Redemption Ticket, tagliandi erogati al posto del denaro da slot machine dedicate esclusivamente ai bambini. Al momento della vittoria, la macchina rilascia come ricompensa dei biglietti che, accumulati in una certa quantità, danno accesso a premi di vario genere e valore, partendo da semplici portachiavi fino ad arrivare a tablet e smartphone, a seconda della somma raggiunta.

A differenza delle classiche slot machine, ormai presenti in quasi tutti i punti bar, tabaccherie e quant’altro, questo tipo di giochi non ha limiti di età, non sono vietati ai minori di 18 anni, e possono essere utilizzati da chiunque, anche da bambini, in quanto presenti all’interno delle sale giochi a loro dedicate.


Come ha dichiarato il Presidente della SAPAR (Associazione Nazionale Sezione Apparecchi Ricreativi) Paolo Dalla Pria, l’obiettivo dei Redemption Ticket è, alla stregua delle classiche macchinette, quello di fidelizzare il cliente verso il prodotto. Peccato, però, che il cliente, in questo caso, può avere anche meno di 10 anni.

Le 23 associazioni, riunite nel Coordinamento Nazionale Gruppi per il Gioco D’Azzardo (CONAGGA), hanno voluto portare alla luce questo fenomeno, dicendosi preoccupate per questa volontà da parte dei gestori di voler plagiare i giovani e mostrargli un sistema in cui è la fortuna a poter generare denaro.

A tal proposito, il Ministro della Sanità Beatrice Lorenzin ha evidenziato come sia stato ricostituito l’Osservatorio sulla Ludopatia, con il preciso intento di monitorare la situazione italiana, compresa quella dei minori, affinché venga predisposto un sistema in grado di prevenire, curare e riabilitare il malato patologico da gioco d’azzardo. Il quale verrà assimilato all’interno dei programmi LEA (Livelli essenziali di assistenza) come per i tossicodipendenti e gli alcolisti.

Giorgia Meloni di Fratelli D’Italia, che aveva portato alla luce il problema della patologia fra i giovani già ai tempi del Governo Letta, in un’interrogazione alla Camera nel mesi di Ottobre, ha proposto, tra le altre cose, di trattare il gioco d’azzardo alla stregua delle sigarette, vietandone la pubblicità in quanto veicolo diretto di un fenomeno che porta a miseria, povertà, droga e suicidio e attuare, come per il tabacco, una comunicazione di impatto sui rischi che si corrono.

Il problema della Ludopatia è un problema serio che va affrontato come le altre dipendenze, giudicate più gravi. Lo Stato in questoha sempre chiuso un occhio per un settore che genera un grande flusso di soldi in termini di tasse.

Fortunatamente, anche se isolati, ci sono stati casi, a livello regionale, in cui si fa un’aspra lotta al dilagare del fenomeno decidendo un aumento delle tasse per i gestori di locali che installano slot machine e, viceversa una decurtazione per chi le toglie. O in Valle D’Aosta, dove sono stati vietati i Redemption Ticket per i minori di 18 anni, assimilandoli, nei fatti, ai giochi per adulti.

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