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Sport & Integrazione

Rayo Vallecano: quando le donne insegnano calcio agli uomini

Gianluca Pirovano

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Vallecas è un quartiere dove lo sport è qualcosa di più. È aggregazione, partecipazione, riscatto sociale.

Vallecas è il quartiere del Rayo, la piccola e orgogliosa terza squadra di Madrid, appena retrocessa in Segunda.

E se è vero che un po’ di tristezza aleggia sul quartiere operaio a sud di Madrid pensando alla salvezza sfuggita per un nulla, Vallecas in questi giorni ha scritto un pezzo di storia del calcio.

Il Rayo Vallecano Femenino Infantil ha infatti vinto il proprio campionato e si è guadagnato la promozione in Primera Infantil, il massimo campionato spagnolo per la categoria.

Fin qui tutto normale, non fosse che per la prima volta nella storia a vincere il campionato è stata una squadra composta da sole ragazze che hanno sconfitto squadre di soli ragazzi.

Una vera propria impresa come racconta Virginia Leon, allenatrice delle ragazze: “E’ stato difficilissimo. I ragazzi hanno più forza fisica in ogni giocata che fanno, ma il sacrificio e tutti gli sforzi fatti dalle ragazze ci hanno permesso tutto questo”.

rayoSquadra

Una vittoria di squadra quindi ma con due protagoniste assolute. Isabel Navas, miglior portiere del girone, e Susana Lopez, capocannoniere della squadra con 33 reti.

Un vittoria diventata ufficiale con addirittura una giornata di anticipo grazie allo 0-2 sul campo del Rivas.

Pulgada a pulgada”, un centimetro alla volta, è stato il motto delle ragazze durante tutta la stagione, affascinate dal discorso di Al Pacino in “Ogni maledetta domenica”.

“Pulgada a pulgada” hanno scritto un pezzetto di storia di questo sport.

Ed è facile pensare che non potesse accadere in un posto diverso da Vallecas.

Piccolo e orgoglioso quartiere di Madrid, dove il calcio è qualcosa di più.

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Calcio

L’Orlando City e i seggiolini arcobaleno in memoria della strage del Pulse

Gianluca Pirovano

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Il nuovo stadio di Orlando, inaugurato il 24 Febbraio 2017 in tempo per la data della prima gara ufficiale, contro il New York City, del 5 Marzo dello stesso anno, è un piccolo gioiellino da 25mila posti a sedere, interamente dedicato al calcio.

Un impianto che lo scorso anno finì al centro della cronaca per una decisione presa dal Presidente della squadra  che ha emozionato e mostratogrande vicinanza verso la popolazione della città della Florida, squarciata dall’attacco omofobo avvenuto proprio il 12 Giugno del 2017.

La franchigia viola, in MLS dal 2015, ha deciso infatti di colorare 49 seggiolini del nuovo stadio con i colori dell’arcobaleno.

Il motivo? Orlando, come dicevamo, è stata teatro di una delle peggiori stragi nella storia degli Stati Uniti. 49 morti e più di 50 feriti in seguito ad una sparatoria all’interno del Pulse, locale notturno frequentato dalla comunità omosessuale cittadina.

 “Sono posti che saranno visti da tutto lo stadio, proprio dietro le panchine, e questo ci è sembrato un buon modo per ricordare quel giorno” ha raccontato Phil Rawlins, presidente dell’Orlando City.

I seggiolini sono stati posti nella tribuna Ovest, settore 12.

Non una scelta casuale.

“Il settore è il 12 perché la data della strage è il 12 giugno” ha aggiunto Rawlins.

Chiudendo la presentazione dell’iniziativa e ringraziando chi ha reso possibile realizzarla, Phil Rawlins ha ricordato come scelte di questo tipo rafforzino l’immagine del club ed il suo obiettivo di creare una comunità “inclusiva, variegata ed aperta a tutti”.

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Calcio

“Stiamo preparando i nostri giocatori al peggio”: l’Inghilterra e la paura di Russia 2018

Emanuele Sabatino

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Nel 2018, a meno di un mese dalla Coppa del mondo che in teoria dovrebbe essere una festa di sport, una federazione quella inglese deve preparare i propri giocatori a ricevere insulti razzisti e discriminatori durante tutta la manifestazione.

Il coach dei leoni d’oltremanica Gareth Southgate si è detto molto preoccupato per il viaggio dei suoi in Russia poiché lì in quel paese il razzismo sta diventando molto endemico e ramificato tant’è che la Federazione Russa è stata multata di 33.000 franchi svizzeri (25.000 euro) proprio per i canti razzisti dei suoi supporters durante l’amichevole contro la Francia dello scorso anno.

In quella partita Paul Pogba stella del Manchester United e Ousmane Dembele del Barcellona furono oggetto del disgustoso appellativo di scimmie con contorno di ululati razzisti durante la vittoria per 3-1 dei galletti a San Pietroburgo.

“Stiamo preparando i nostri giocatori al peggio”, ha spiegato Southgate, “in questi casi ci è stato affidato un protocollo da seguire ma speriamo di non doverlo mai utilizzare perché quella che deve essere una festa di sport resti tale. L’importante è che i nostri giocatori, qualora venissero bersagliati, sapranno perfettamente che tutto lo staff e tutti i compagni di squadra gli saranno vicino il più possibile. Ci sono alcuni incontri a cui stiamo partecipando per arrivare il più preparati possibile a qualsiasi evenienza. Tutti i giocatori sanno che avranno tutto il supporto possibile.”

Il razzismo nel calcio russo è diventato una piaga da dopo il collasso dell’Unione Sovietica nel 1991 è l’inizio dell’arrivo dei giocatori stranieri.

Il FARE (Football Against Racism) ha riportato 89 episodi di razzismo durante la stagione 2016-2017. I numeri sono gli stessi delle tre stagioni precedenti sintomo che la volontà di risolvere il problema da parte della federazione russa sembrerebbe non esistere.

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Calcio

La Scuola di Hans Dorfner e il calcio come divertimento per costruire i campioni di domani

Emanuele Sabatino

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La Scuola calcio Hans Dorfner è da oltre 20 anni  un nome familiare per giovani talenti e per gli appassionati di calcio. L’idea di Hans Dorfner è quella di trasmettere ai  piccoli talenti del calcio tedesco le sue conoscenze e abilità provenienti dalla sua lunghissima esperienza come giocatore del Bayern Monaco, Norimberga e della nazionale tedesca, da cui è emerso un concetto innovativo, rivoluzionario e secondo a nessuno.

La sua scuola calcio è diventata una delle più grandi in Germania. Qui i responsabili sono tutti insegnanti e allenatori sportivi e di calcio qualificati e addestrati. Ciò garantisce che questi ultimi siano pedagogicamente efficaci nell’insegnamento di questo sport.

Progettata e rivolta ai ragazzi dai 6 ai 14 anni, la scuola calcio propone sempre e ovunque un allenamento tecnologico e divertente. Nelle sessioni di allenamento del pomeriggio ciò che è stato appreso la mattina viene convertito in pratica sotto forma di gioco, competizione e torneo. Oltre alla formazione, ai bambini viene sempre offerto un’alimentazione equilibrata e variegata e vengono costantemente supervisionati per controllare che mangino tutto e apportino i giusti macronutrienti prima di tornare a giocare e divertirsi.

Travolta da un’ondata di entusiasmo dei piccoli calciatori ma anche dei genitori, la scuola calcio di Hans Dorfner ha dovuto ampliare costantemente la gamma di corsi e camp calcistici con l’obiettivo di soddisfare la sempre più crescente domanda.

Il successo della Germania calcistica parte dai più piccoli ed i suoi ingredienti segreti sono le scuole calcio meno tattiche ma tutto divertimento, nutrizione ed educazione, specialmente quando lo chef è d’eccezione come Hans Dorfner.

 

 

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