Un rapporto innovativo, una classifica “strana” che per certi versi fa molto discutere. Questo è quello che molti lettori hanno provato leggendo la speciale classifica di Soccerex, un sito statunitense, specializzato nell’osservare la finanza dello sport, che ha analizzato i maggiori club a livello mondiale sulla base di determinati fattori. Lo studio è stato condotto da specialisti in valutazioni finanziarie sportive, analizzando i bilanci e le relazioni annuali dei club a partire dal 2015/16, l’ultimo esercizio completo disponibile, oltre ad altre rinomate fonti di informazione come UEFA, Financial Times, Bloomberg, Yahoo Finance, Forbes, Transfermarkt e Hoo. La classifica è stata stilata analizzando cinque fattori principali:  il valore dei calciatori in rosa, gli immobili di proprietà, il conto in banca, il potenziale d’investimento e il debito netto.

SEMPRE PREMIER- Il Manchester City è in testa alle classifiche globali con un punteggio totale di 4,883 (risultato dei 5 fattori sopra elencati).  I citizens in cima a questa speciale classifica non sorprendono affatto dato che sono uno degli esempi più importanti e  significativi di investimenti stranieri che trasformano lo status e il potenziale di un club. Il proprietario multimiliardario di Abu Dhabi, Sheikh Mansour, ha immesso oltre 650 milioni di euro nella squadra e nelle infrastrutture e il potere finanziario del club è stato ulteriormente potenziato dalle enormi offerte per i diritti TV della Premier League. A sorprendere è subito l’ottima posizione dell’Arsenal, che si trova al secondo posto davanti addirittura al faraonico PSG. Nell’immaginario collettivo i Gunners non vengono percepiti come una potenza mondiale ai massimi livelli anche a causa di una mancanza di spese (troppo) folli nel mercato. La classifica di Soccerex spiega che l’Arsenal al secondo posto è il risultato di un solido modello di business, che lo vede nei primo in quattro delle cinque variabili chiave, pur avendo un indebitamento netto relativamente basso. Questa posizione di forza finanziaria sta a significare che l’Arsenal potrebbe investire in modo significativo qualora la gerarchia del club decidesse di cambiare la propria strategia aziendale. Tradotto, l’Arsenal ha tanti soldi e quando deciderà di spenderli senza freno ci sarà da divertirsi. Al terzo posto si piazza il Paris Saint-Germain, che ha battuto il record mondiale di soldi spesi per ingaggiare Neymar ad agosto, ma a fare veramente impressione è lo strapotere del calcio inglese. Il Regno Unito domina la classifica, con otto squadre tra le prime 30 – tre in più rispetto a qualsiasi altra nazione . A far discutere è senza dubbio la posizione del Chelsea (primo tra tutti i club europei per introiti derivati dai Diritti TV) appena nono in classifica. La posizione del club di Stamford Bridge è influenzata dalla quotazione dell’investimento del proprietario come prestito che dà al Chelsea il maggior debito netto tra i primi 100. Un aggiustamento è stato fatto da parte della proprietà per ovviare a questo, ma se il grosso del  “debito” nei confronti di Abramovich fosse registrato a bilancio come sponsor o qualcosa di simile, come è successo con altri club, i Blues sarebbero di livello più alto.



GEOGRAFIA DEL CALCIO MONDIALE- La classifica di Soccerex, conferma anche la grande crescita del calcio cinese dato che al quarto posto c’è il Guangzhou Evergrande (3.423). La squadra asiatica, a sorpresa, viene considerata più potente del Real Madrid, sesto, e fresco di vittoria nel Mondiale per club per la seconda volta consecutiva. Questo sottolinea come il panorama del calcio globale sia cambiato drasticamente negli ultimi due decenni, in gran parte a causa dell’aumentato interesse degli investitori miliardari in Europa, Asia Pacifico, Medio Oriente e America. I proprietari dei nove maggiori club della Cina hanno un patrimonio netto di 75,1 miliardi di euro e il potenziale finanziario della Super League cinese è sottolineato da nove dei suoi club che popolano i primi 100 posti con la Spagna e oltre Francia, Germania e Italia. Netta anche la crescita degli Stati Uniti che sono il secondo paese più rappresentato nella top 30 con cinque squadre, guidate dai LA Galaxy al quattordicesimo posto.  Ciò è in gran parte dovuto a solidi modelli di business, asset di alto valore e forti investimenti. A far riflettere è anche la posizione di Real e Barcellona: detto delle merengues in sesta posizione, il tredicesimo posto del Barcellona sorprende e non poco. Le classifiche dei due giganti spagnoli sono influenzate dalle strutture proprietarie dei membri e dalla mancanza di potenziale di investimento del proprietario. Tuttavia, lo studio sottolinea che se il Real Madrid dovesse essere capitalizzato attraverso i mercati azionari, il suo potere finanziario complessivo lo farebbe valere di più di qualsiasi club. Il rapporto mostra anche il crescente impatto della proprietà straniera sulla Liga, con l’Atletico Madrid al quindicesimo posto grazie al recente investimento di Wanda Group, conglomerato cinese, mentre il Valencia, sostenuta dalla ricchezza di Singapore dell’imprenditore Peter Lim, si piazza al trentesimo posto.

E L’ITALIA? – La prima delle italiane è la Juventus, ottava: il parco giocatori del club bianconero è stimato in 470 milioni di euro, a cui si aggiungono 161 milioni di beni immobili, 33 milioni cash in banca, un potenziale d’investimento della famiglia Agnelli da 403 milioni e un debito netto da 209 milioni. Dopo i bianconeri il vuoto totale dato che per poter arrivare alla seconda italiana dobbiamo arrivare al 26esimo posto del Napoli, seguito a ruota da Inter (30esima) e Milan (34esimo). Ancora più attardate la Roma che si piazza 51esima e la Lazio appena 62esima. Dati e numeri che confermano ancora una volta come il calcio italiano, tolta la Juventus, sia molto lontano dai top club europei e rischia di diventare finanziariamente inferiore anche a parecchi club asiatici ed americani che anno dopo anno crescono a ritmi vertiginosi.

Close