Nei giorni scorsi è andato in onda sulla Rai un curioso spot. “Serie A, Champions League, Formula 1, Tour de France” e chi più ne ha più ne metta tutto su…RaiRadio 1. Purtroppo non è uno scherzo, ma è la copertura Rai per gli avvenimenti sportivi più seguiti.

È sconfortante vedere la situazione dello sport sulla televisione di Stato, ridotta ai minimi termini e con una prospettiva di ulteriore peggioramento. Un graduale impoverimento con conseguente calo di ascolti anno dopo anno, in cui si inserisce la chiusura di RaiSport 2 a febbraio. Ma veniamo all’attuale offerta televisiva live che paghiamo con il nostro canone.

Per quanto riguarda il calcio sono rimaste per ora le partite della Nazionale italiana, la Coppa Italia e la Supercoppa Italiana, oltre a una serie di partite di Lega Pro, il Torneo di Viareggio e gli Europei Under 21. L’offerta risulta abbastanza ristretta, mancando la pur minima presenza di partite dei campionati e tornei europei o internazionali delle squadre di club. Inoltre, nemmeno la Lega Pro è coperta adeguatamente in ogni occasione (per esempio non è stata trasmessa la finale di andata di Coppa Italia di categoria). Passiamo al basket, presenza sì di Serie A (partita di cartello della giornata), Coppa Italia e della nuova FIBA Basketball Champions League (squadre italiane e Final Four), ma niente Eurolega. Stessa situazione di copertura limitata agli eventi nazionali per la pallavolo con la Serie A1 maschile e femminile, Coppa Italia e Supercoppa Italiana, ma non la Champions League. Rimangono il Giro, il Tour e le classiche per il ciclismo ma vi è la perdita quasi totale dei motori. Solo alcuni Gp in diretta e gli altri in differita per la Formula 1. Inoltre, assenza totale delle moto. Rimane poi ben poco di pallanuoto, rugby, tennis (invano cercare la recente sfida tra Fognini e Murray agli Internazionali d’Italia) e sport vari.

Ma allora cosa prevede quotidianamente il palinsesto sportivo della Rai e in particolare quello del canale dedicato RaiSport (0,21% di share a marzo 2017), quando non ci sono nazionali e grandi manifestazioni? Perlopiù repliche degli avvenimenti di cui possiede i diritti e rubriche decisamente superate.

Le cause di questa disfatta sono diverse. Ovviamente peso decisivo ha l’agguerrita concorrenza di altri network: Sky, Mediaset, Discovery Communications, Fox Sports, che negli anni hanno preso il controllo degli eventi più importanti innanzitutto attraverso le pay TV. Ciononostante, questa non può essere l’unica scusante per l’attuale situazione dei palinsesti Rai.

Sembra esserci una mancanza di progettazione in grado di rimanere al passo con i competitor su tutti i fronti. Una difficoltà di rinnovamento e di comprensione delle potenzialità di nuovi eventi. Un sostanziale anacronismo nella trattazione del tema sport, in cui una serie di rubriche fanno della lentezza il protagonista assoluto. Poche immagini lasciano spesso spazio a tante, troppe parole. Programmi che diventano ridondanti sugli eventi dei quali detiene i diritti, come quelli in onda sul Giro d’Italia in questi giorni. Poi ci sono le scelte incomprensibili, come la costosa inutilità dei “secondi diritti” di Serie A e Champions League di calcio, per rivedere partite di giorni prima e per questo di scarso interesse.

Il tutto unito alla mancanza di un’informazione online adeguata, moderna e completa. Basta dire che nel menu principale del sito di RaiSport compaiono ancora Rio 2016 e Euro 2016 tra le voci di scelta e nella sezione calcio figura ancora Mondiali 2014 per dare un’idea di come alla Rai le potenzialità di internet siano quasi del tutto inutilizzate.

A questa situazione disastrosa la risposta deve essere affidata, per quanto possibile, a più eventi live per continuare a dare spazio a un sempre maggior numero di sport e raggiungere gli appassionati attraverso televisione e internet. Servono ritmi veloci, approfondimenti incisivi, servizi di impatto e informazione globale. Altrimenti, dovremo tornare alla cara e vecchia radio.

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