Si sa, il tifoso della Roma ama la propria squadra più di qualunque altra cosa al mondo. Ma ieri, all’Olimpico, i supporters giallorossi hanno dato prova di un amore ancor più profondo. Quello nei confronti di un calciatore: Francesco Totti.

Nascono così gli amori, come straordinarie melodie vanno avanti negli anni senza bruciarsi mai. Magari attraversano qualche piccola tempesta, ma lasciano al cuore sempre la pienezza della passione, del rispetto e della fiducia. Ciò che è accaduto ieri, subito dopo Roma – Torino, ha tramandato nel ricordo d’ogni persona la consapevolezza di poter credere che nel calcio ci possa ancora essere lo spazio per vivere meravigliosi momenti di puro sentimento. Un sentimento spensierato, divertente e semplice, uguale identico a come quotidianamente ce lo insegnano i bambini. Come noi tutti vorremmo intimamente che fosse.

Scorrono, ripetutamente nelle menti, le immagini dei ragazzi e delle ragazze – allo stadio, lacrime in volto – a salutare l’ennesimo capolavoro del loro capitano, romano e romanista doc. Sono bastati pochissimi minuti per fare in modo di fortificare un grandissimo amore mai spentosi, insegnando alla vita che le sfide – spesso – possono sconfiggere le difficoltà del momento. Il tifoso della Roma ha vissuto questi ultimi mesi con il tormento che destabilizzava l’anima.

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Egli doveva decidere da che parte stare e con chi stare: se con il cuore o con la mente. Seguire l’istinto o dare retta ai risultati. Un tormento forte, come quando le nuvole nascondono il sole e fa più freddo. Il tifoso giallorosso raccontava ogni sera alla sciarpa della sua vita sportiva un dolore immenso, troppo grande rispetto alla magia che lui – invece – avrebbe voluto e dovuto vivere. E così, c’è chi non ce l’ha fatta, “tradendo” Totti per il bene di quei colori – il giallo e il rosso – che, comunque, più d’ogni altra cosa amava e doveva incondizionatamente amare; mentre c’è stato chi si è ripetuto all’infinito, fino allo sfinimento, fino all’autoconvincimento che – volente o nolente – Francesco Totti fosse giunto al capolinea. Tempo di lasciare, quindi. Andarsene, spegnere la luce e abbandonare il terreno di gioco.

Invece no, allo Stadio Olimpico ha vinto l’amore. Ma soprattutto ha vinto la tanta voglia di tranquillità..

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FOTO: www.blitzquotidiano.it

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