Divertente. Tenero. Tutti abbiamo sorriso alle immagini del portierone del Sutton United relegato in panchina che addentava un panino agli sgoccioli della partita: affamato, abbiamo pensato; avvilito per la mancata partecipazione al gioco, ci siamo commossi. Abbiamo gioito: finalmente un po’ di umanità nel mondo patinato e ormai distante da emozioni genuine com’è il calcio d’oggi. Lui sì, taglia forte, non si cura dell’etichetta e delle leziosità: ha fame, quindi divora il suo sandwich. Semplice, naturale, logico, vero.

Alcuni di noi ne hanno sorriso con i figli: vedi, i calciatori non sono solo modelli tatuati e un po’ fricchettoni, c’è fra loro chi, come noi, asseconda schiettamente bisogni essenziali. Abbiamo benedetto quelle immagini venute a soccorrere genitori impegnati in lotte impari con sagome stucchevoli rifilate dal web. Diciamocela tutta: abbiamo tirato un mezzo sospiro di sollievo, vabbè, un quarto di sospiro, che comunque medicava la giornata storta, la discussione col capufficio e lo straziante colloquio con la professoressa di storia del pargoletto.

Bene.

Una manciata di ore; naturalmente nel frattempo avevamo dimenticato Sutton, portiere, panino, tatuaggi&co. Mattina, ufficio, caffè, occhiata veloce alle notizie: rieccolo, il portierone. Nell’era in cui le news fanno muffa ancora prima di essere lette, ci siamo chiesti perché nuovamente tanto interesse; incuriositi, abbiamo letto.

Male.

Malissimo.

Niente schiettezza, genuinità, semplicità. Niente di niente. Non era vero niente.

Su quel panino qualcuno aveva scommesso tantissime sterline, quel gesto era stato solo in apparenza spontaneo e lui, il portierone, piccineria e furbizia imbottite insieme, era al corrente delle puntate: un sandwich all’azzardo, insomma. E’ andata proprio così: si è scommesso sulla possibilità che un gesto – solo in apparenza innocente, ma in realtà colpevolmente agito – venisse o meno compiuto.

Fine del divertimento, svaporata la tenerezza. Meno male che i nostri figli avevano dimenticato prima di noi le gesta del famelico inglese: abbiamo benedetto frenesia e volatilità della rete e sperato che la notizia venisse inghiottita ed espulsa velocemente. Come spiegare loro che era tutto un bluff?

Affannarci a predicare lealtà, correttezza, spirito di sacrificio e coerenza, esaltare il Gioco sano, la Cultura, la Solidarietà e poi vedere annacquato l’impegno educativo in una botte di calcolo e scaltrezza: questi i contesti con cui spesso noi adulti ci troviamo a fare i conti e – ancor più inquietante – queste le tentazioni alle quali i nostri figli dovrebbero essere in grado di resistere. Difficile, quasi impossibile, visto e considerato che il calcio oggi è satollo d’azzardo.

Bene. O forse male.

L’importante è, ancora una volta, dimenticare in fretta.

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