Con l’arrivo della pausa natalizia per la Serie A e l’inizio del nuovo anno, è tempo di fare un bilancio olistico del panorama europeo per quanto riguarda gli stadi non solo del massimo campionato italiano, ma anche degli altri quattro principali campionati europei: la Premier League, la Liga spagnola, la Bundesliga e la Ligue 1. Un dato molto interessante, che va comunque commisurato alla dimensione degli impianti, è quello sulla percentuale di riempimento degli stadi, un indicatore numerico che può essere in buona parte esplicativo perlomeno della passione che il più importante campionato nazionale riesce a trasmettere ai tifosi delle varie squadre, misurando la capacità dei singoli club e del movimento intero a portare i sostenitori allo stadio, per supportare dal vivo la propria squadra, come vogliono la tradizione e il romanticismo del calcio. Le battute finali del 2016, mentre la Premier è scesa in campo a ritmo sostenuto a partire dal Boxing Day dello scorso 26 dicembre (oltre ai match di ieri e oggi), e gli altri campionati osservano la pausa cominciando a movimentare il calciomercato, sono lo scenario adatto per tirare le somme sullo status quo degli stadi europei dal punto di vista di uno dei loro principali compiti: riempirsi. Qual è la percentuale di riempimento degli stadi nei cinque maggiori campionati europei?

La risposta più esauriente l’ha delineata il portale asturiano Deportes & Finanzas, che sul suo account Twitter ufficiale @DeporFinanzas ha diffuso all’inizio di questo mese un’infografica riportante un valore medio in punti percentuali con cui tutte le squadre riempivano gli stadi tra Spagna, Italia, Francia, Germania e Inghilterra. Non solo, nel tweet, il dato si estendeva alle seconde serie, compresa la Serie B dove la prima della classe è l’Entella con l’87.69% del piccolo stadio di Chiavari. L’account twitter del sito con base a Oviedo è una lunga e utile trafila di classifiche, analisi e confronti su tanti numeri del calcio, con un particolare occhio di riguardo, di recente, alle dinamiche di interazione con i social network da parte delle società spagnole (chi è il più twittato? Chi il più menzionato? Va più forte il Barça, il Real Madrid o il PSG sui social? Di quanto si è parlato sui social del clasico Boca vs River?). Il raffronto fra i cinque maggiori campionati vede comprensibilmente l’Italia in ultima posizione, su di un intervallo che oscilla su un ampio raggio, dal 94%-93% di Premier League e Bundesliga, al 53,49% della Serie A, con i due valori intermedi Liga (73,71%) e Ligue One (66,05%). L’intera panoramica è nell’immagine riportata qui sotto.

affluenza

Scendendo nel dettaglio si scopre un mondo che tanto nuovo non è: Premier League costantemente piena, lo stadio più vuoto, del neopromosso Hull City, è comunque gremito per l’80,85% delle sue capacità. In Germania lo scenario cambia poco, anzi, nel complesso quasi migliore: delle 18 squadre, solo due  riempiono meno del 90% del loro stadio (Herta Berlino, nell’ampio Olympiastadion, e Mainz). Il Westfalenstadion trascinato dal muro giallo e l’Allianz Arena, sono inoltre le uniche due società ad andare regolarmente in tutto esaurito in questo 2016. In Spagna la situazione si fa invece più estesa ed omogenea, senza essere trascinata da colossi come Arsenal (al primo posto in UK col suo 99,45%, seguito dal Swansea, 99,44%, meglio dei Blues e, per un soffio, dei Red Devils) e Bayern Monaco. Infatti, la prima della classe in Liga è il neopromosso Leganés, alla periferia di Madrid, che con l’entusiasmo della prima volta, riempie il 90% dei poco più di 10.000 posti dell’Estadio Municipàl de Butarque. Il Real Madrid è terzo dietro all’Osasuna, dove il pubblico di Pamplona si fa sentire, mentre il Barcellona addirittura quinto, e i suoi concittadini dell’Espanyol all’ultimo posto, con un 49,23% che in Serie A vorrebbe dire quasi a metà del ranking. La Ligue 1 presenta numeri simili a quelli spagnoli, poiché anche in Francia solo una squadra, il PSG, va oltre il 90% delle sue capacità, e i numeri non sono confortanti per le altre big: Lione al sesto posto, Monaco terz’ultimo, Marsiglia che riempie solo il 58% del suo stadio, e anche il Nizza di Balotelli, da poco tempo nella nuova casa dell’Allianz Riviera da 35.694 posti, non va oltre il 61% della capienza. I 20.000 posti del Marcel-Picot di Nancy sono invece occupati per un buon 87%.

Infine, nella nostra Serie A, purtroppo c’è uno scenario che è conseguenza di cause già note, ma che ci mette di fronte anzitutto ad un dato inattaccabile: le vaste dimensioni degli stadi di Serie A. Dopo la Juventus, unica big con lo stadio di proprietà costruito ex novo e capace di stare al passo di Arsenal e Borussia Dortmund grazie al 97,45% del suo Stadium pieno, la seconda della classe è il Torino, che nel vicino stadio Comunale raccoglie meno del 70% della propria capienza, così come l’Udinese nella nuova Dacia Arena. Nessun’altra big figura tra le prime posizioni, con l’Olimpico di Roma che in una fase caotica si riempie appena per il suo 26% contro la Lazio (dato più basso della Serie A), e del 38% quando gioca la Roma. Non va molto meglio a San Siro, che in media accoglie poco più della metà della disponibilità dei suoi seggiolini. Tra il Meazza, l’Olimpico, il Bentegodi e lo Juventus Stadium vincono quasi le provinciali: Empoli, Atalanta, Cagliari e Pescara sono tra i primi posti grazie però alle ridotte dimensioni dei propri impianti (tra questi il più grande è l’Atleti Azzurri d’Italia, 26.000), ma stiamo comunque parlando di cifre attorno al 60% degli spalti. Quelle riguardanti le dimensioni dello stadio sono però osservazioni importanti che influiscono significativamente sull’osservazione dei dati. La realtà inglese, lontanissima da quella italiana, è frutto di un rapporto perfetto tra stadi di dimensioni mediamente più ridotte rispetto a quelle di grandi arene italiane (basti solo pensare all’Olimpico, al San Paolo, al San Nicola in B) e un percorso di fidelizzazione agli spalti, lungo e intricato (non privo di effetti collaterali) che però continua ad offrire sempre l’atmosfera di calore per eccellenza. Swansea e Leganès sono invece il chiaro esempio di come uno stadio a misura del proprio bacino d’utenza possa fornire con costanza un colpo d’occhio notevole sfiorando il tutto esaurito con le tribune gremite. L’Italia è comunque in ritardo rispetto agli altri. La media italiana di spettatori (di circa 22.000 unità) resta complessivamente troppo distante da tutte le realtà europee, ma sul dato italiano influisce quasi di tutto, da un Olimpico vuoto ad un Crotone che per le sue prime tre uscite gioca a Pescara tra meno di 1000 spettatori, un Sassuolo che nonostante l’approdo in Europa non riesce a trasformare (giustamente, e per fortuna) i tifosi della Reggiana in tifosi neroverdi. Forse la formula magica della Bundesliga potrebbe trovare terreno anche in Italia, ma su venti squadre, circa la metà per ora non è in grado di riempire nemmeno metà del proprio stadio. Sono ancora tempi non proprio facili per i nostri stadi.

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