Secondo le cifre della polizia britannica, nell’ultimo triennio, oltre cento ragazzi al di sotto dei diciotto anni sono stati banditi dall’ingresso negli stadi per assistere a partite di calcio.

Il più giovane a ricevere un Football Banning Order (Ordine di divieto per i match calcistici), utilizzato per prevenire disordini e fenomeni legato al mondo degli hooligans, ha addirittura soltanto dodici anni. Un dato pazzesco.

Le cifre variano ampiamente in base alle differenti aree analizzate dalla polizia, con 43 divieti imposti in una sola zona, ad esempio, e nessuno in molte altre. Magra consolazione.

Le persone colpite da un FBO sono costrette a dover riconsegnare i propri passaporti prima di partite all’estero, come nel caso dell’attuale torneo di Francia per nazionali.

Una mossa che, comunque, non ha evitato gravi incidenti nel paese transalpino visto che gli stessi fan inglesi, oltre ad altri come russi e croati, si sono resi protagonisti di grosse tensioni prima delle gare delle rispettive squadre.

Gli FBO possono essere emanati da una corte dopo una condanna legata a scontri per partite di calcio, o in seguito a segnalazioni della polizia locale.

La loro durata varia dai tre ai dieci anni e violare il divieto può portare fino a 5000 sterline di multa o, addirittura, alla reclusione.

I dati riguardanti gli FBO, ottenuti dall’Associazione della Stampa inglese attraverso la legge denominata Freedom of Information Act, coprono il triennio marzo 2013-2016.

Il caso del dodicenne che ha ricevuto un ordine di allontanamento dagli impianti è arrivato dopo che questi ha lanciato oggetti e si è dimostrato violento durante gli scontri al termine del derby tra Newcastle e Sunderland, vinto per 3-0 dai Black Cats nel 2013. Questo quanto rivelato dalla Northumbria Police (forza che agisce nel nord dell’Inghilterra).

La stessa area detiene il numero più alto di FBO per gli under-18. I 43 FBO della zona sono stati imposti a 38 tifosi del Newcastle United e cinque dei cugini del Sunderland.

Steve Neill, sovrintendente della Northumbria Police, ha affermato: “Riconosciamo che si tratta di numeri elevati ma bisogna anche dire che una larga parte dei divieti è stata emessa dopo la stessa partita, ovvero il derby dell’aprile del 2013 dove sono stati coinvolti molti giovani”.

In seguito a questo match, noi abbiamo effettuato sforzi incredibili per migliorare il nostro modo di lavorare e di entrare in contatto con la comunità calcistica esistente nel nord-est del paese. I risultati sono stati ottimi. Durante la stagione 2015/16, infatti, i tifosi si sono comportati in modo impeccabile“.

I 106 ordini totali contro gli under-18s includono:

  • 13 divieti in Scozia, per ragazzi identificati come tifosi di Celtic, Hamilton, Hearts, Hibernian, Dundee United, Dunfermline, Motherwell and Rangers
  • 10 divieti a Londra per fans di AFC Wimbledon, Brentford, Chelsea, Crystal Palace, Fulham, Millwall e Queens Park Rangers
  • un tifoso turco del Galatasaray
  • zero divieti nelle regioni di Greater Manchester, Leicestershire, Derbyshire e più di una dozzina di altre zone controllate da forze di polizia

Geoff Pearson, esperto docente di legge presso la Manchester University, ha tuttavia affermato di aver riscontrato “profonde discrepanze” nel modo in cui le forze di polizia hanno utilizzato la legislazione inerente gli FBO.

Amanda Jacks della FSF (Federazione dei Tifosi di Calcio), in merito, ha detto invece che i divieti dovrebbero rappresentare una sorta di ‘ultima spiaggia’ da parte dei vertici della polizia nei confronti dei più giovani. La Jacks sostiene, infatti, che bisognerebbe fare di più per incoraggiare i giovani a restare al di fuori dei problemi di sicurezza durante le partite.

Giovani o anziani, ad ogni modo il problema della sicurezza intorno e dentro gli stadi si è proposto prepotentemente anche durante gli Europei attualmente in corso di svolgimento in Francia. Scarsa organizzazione della polizia transalpina o eventi effettivamente di difficile gestione? Si tratta di una domanda di difficile risposta su cui, tuttavia, senza dubbio c’è necessità di una profonda riflessione da parte degli organi preposti.

 

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