Mentre arrivano, da più parti, le reazioni del mondo calcistico alla notizia degli arresti di Catania –    Tavecchio (Figc)“Saremo inflessibili”; Abodi (Lega di B) “Non daremo tregua ai responsabili” – trapelano ulteriori dettagli su questa vicenda che ha visto tra gli altri l’arresto del presidente del Catania Antonino Pulvirenti. Il quale, a quanto pare, in questa storia, avrebbe avuto un ruolo non proprio marginale, se è vero come riporta anche Il Fatto Quotidiano, che l’inchiesta sarebbe partita proprio da una sua denuncia. Pulvirenti, temendo di ricevere minacce dai tifosi del Catania per lo scarso rendimento della squadra in campo, avrebbe pensato di sporgere denuncia contro di loro. Da quel momento però, gli inquirenti hanno messo sotto controllo anche il suo telefono cellulare e la denuncia contro i tifosi del Catania si è trasformata per Pulvirenti in un mandato di arresto contro di lui.

Proprio ascoltando le telefonate di Pulvirenti, infatti, gli inquirenti sarebbero venuti a conoscenza delle modalità con le quali le partite del Catania sarebbero state truccate. Il frasario utilizzato necessariamente in codice: le gare comprate diventavano “treni”, i giocatori comprati “l’orario” di partenza o di arrivo.

In una di queste telefonate, Pulvirenti, parlando al telefono con l’ex dirigente del Catania Daniele Delli Carri (arrestato anche lui), avrebbe detto al suo interlocutore: “ Se non ci pensavano noi per queste 5 partite eravamo retrocessi”. Evidentemente, Pulvirenti non immaginava che qualcuno lo stesse ascoltando. Adesso, forse, si starà domandando: non sarebbe stato meglio retrocedere?

FOTO: LECCENEWS24.IT

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