Al Comune di Jena, centomila abitanti nel Lander della Turingia, ci hanno messo anni prima di approvare il progetto definitivo per il nuovo stadio.

Un percorso cominciato nel 2007 e conclusosi, almeno nella sua prima parte burocratica, a fine 2015.

L’Ernst Abbe è un impianto storico, inaugurato nel 1924, e da sempre casa dello sport nella città dell’ex DDR.

Il Carl Zeiss Jena, nato nel 1903 e rifondato dopo varie peripezie nel 1946, è la società più conosciuta e seguita in città.

Ha chiuso l’ultima stagione al settimo posto nella Regionalliga Nordost, quarta divisione del sistema tedesco, con un’ottima media spettatori superiore alle 3500 presenze per partita.

 E sarà proprio il Carl Zeiss il principale destinatario del nuovo impianto che sorgerà sulle ceneri dello storico Ernst Abbe.

Uno dei dibattiti più accesi sulla strada verso l’approvazione del progetto è stato infatti quello della destinazione.

Uno stadio solo per il calcio? Da sempre l’Ernst Abbe aveva fatto da casa anche all’atletica.

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Non sarà più così in futuro, con l’investimento però di 3 milioni per un nuovo impianto, sempre in città, e riservato soltanto agli altri sport.

Mentre, come già detto, l’Ernst Abbe sarà dedicato soltanto al calcio.

Tribune coperte e vicinissime al campo, grazie alla rimozione della pista, per un totale di circa 15mila spettatori.

Un investimento complessivo di 22 milioni di euro quasi interamente a carico della municipalità (solo 7 milioni da fondi privati).

Termine lavori previsto per il 2017.

Tutti contenti quindi.

E invece no.

 La Südkurve Bleibt, gruppo ultras del Carl Zeiss, si è infatti opposto fortemente al progetto definitivo approvato dal Comune.

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Il motivo? Lo spostamento della fanzone di casa dalla curva Sud a quella Nord per motivi legati esclusivamente alla gestione dell’afflusso dei tifosi ospiti da parte delle forze dell’ordine.

Una scelta che eliminerebbe di fatto la Südkurve come settore di casa, rendendolo settore ospiti, e cancellando quello che è per gli ultras di Jena lo storico punto di ritrovo e cuore pulsante del tifo. “Un luogo dove da sempre, di generazione in generazione, si riunisco i tifosi biancogialloblu. La nostra casa”.

 “Noi esigiamo un settore ospiti all’altezza ma in Curva Nord”.

Esistono, di fatto, differenti progetti che permetterebbero di accontentare le richieste di Polizia e Vigili del Fuoco e di mantenere la Südkurve come settore di casa.

I progetti però prevedono modifiche agli accessi che comporterebbero un aumento delle spese totali.

Per questo motivo il Comune di Jena non si è detto disponibile ad apportare modifiche onerose al progetto.

 Gli ultras non si sono però arresi ed hanno dato vita ad un progetto di crowdfunding con l’intento di raccogliere la cifra necessaria per apportare le modifiche al progetto e salvare il proprio storico settore.

Hanno creato una piattaforma online chiamata CrowdFANding dove è possibile donare la cifra voluta a sostegno della Südkurve.

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Tale piattaforma, nei progetti degli ultras tedeschi, sarà poi messa a disposizione di chiunque lo vorrà, per progetti simili a quello di Jena.

 Ad oggi, a poco più di un mese dall’inizio dell’inizio della sfida, la cifra raccolta è superiore ai 60mila euro ed in continua crescita.

Il progetto ha raccolto anche l’appoggio della squadra. Il capitano René Eckardt ha raccontato al Thüringische Landeszeitung che:“Sono cresciuto anche io nella Südkurve e appoggio in pieno il progetto. Per questo ho coinvolto anche i miei compagni che hanno accettato subito la sfida”.

ÜÜÜ

La data di chiusura della campagna sarà il 15 Agosto prossimo e solo allora si potranno fare i conti.

Nel frattempo la Südkurve qualcosa ha già dimostrato.

L’attaccamento alle proprie tradizioni, nonostante il tempo che va.

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