La politica come lo sport è una disciplina che nasconde tanti rischi ed insidie. Ne è un esempio la corsa per l’Eliseo che in questa tornata elettorale è stata particolarmente spietata. Due ex presidenti e tre ex primi ministri, eliminati dalla concorrenza al primo turno non fanno che confermare tutto questo. Di certo lo Sport non è centrale nelle campagna elettorali, ma può darci delle indicazioni concrete su chi siano i due candidati che si sfideranno il prossimo 7 Maggio. Emmanuel Macron e Marine Le Pen, oltre che nella loro visione politica della società e dell’economia, hanno due approcci totalmente differenti verso lo Sport. Vediamo allora quali potrebbero essere le loro idee da applicare una volta diventati inquilini dell’Eliseo.

Valorizzare lo sport professionistico – Il quarto dei cinque punti del programma  per lo sport indicato da Emmanuel Macron, è quello di “promuovere lo sport professionistico”. Macron insiste sul fatto che lo sport professionistico debba fare il cosi detto salto di qualità: “Faremo in modo che entro la cinque anni, tutti gli atleti di punta francesi abbiano un ingaggio”. L’ex ministro dell’economia francese ha dichiarato anche di voler supportare pienamente la candidatura di Parigi per ospitare i Giochi 2024 che vede come una spinta enorme per la Francia oltre che una possibilità concreta di pianificare e costruire nuovi impianti sportivi. In passato Macron ha anche dichiarato di essere un appassionato di calcio e tifosissimo dell’Olimpique Marsiglia “Delle volte sogno ancora il viso di Basilio Boli e i dribbling di Chris Waddle”. Dunque Macron ha un approccio verso lo sport più competitivo con una prospettiva di crescita dello sport professionistico francese, quasi ad ogni costo, pronto a scendere a patti con le strutture dello sport moderno fatto di sponsorizzazioni ed eventi milionari.

Francesizzare lo sport – Di tutt’altro registro e visione sono le idee dell’altra candidata all’Eliseo, Marine Le Pen. In due dei suoi “144 impegni presidenziali” per quello che riguarda lo sport, si legge di “voler sostenere i piccoli club per consentire la presenza di un massimo di giocatori francesi” e di voler “lottare contro il finanziamento a tutti i costi dello sport professionistico “. Un disegno totalmente opposto rispetto a quello suo rivale Macron che vede nella crescita economica il vero obiettivo dello sport professionistico e non solo. Marine Le Pen nel suo programma vuole anche “imporre il rigoroso rispetto della laicità e della neutralità in tutti i club sportivi”. Una volontà che entra anche nel quadro più grande della stretta all’immigrazione con la proposta inserita nel programma, di tassare tutti i contratti dei lavoratori stranieri, compresi quelli europei. Una proposta a cui non sfuggirebbero neanche i contratti degli atleti stranieri e che quindi indirettamente andrebbe ad aiutare quel processo di francesizzazione che Marine Le Pen vorrebbe iniziare una volta vinte le elezioni presidenziali. Totalmente differenti anche gli sport di cui Le Pen è appassionata: Grazie al marito Louis Aliot che ha giocato a Rugby per molti anni, lei è una grande appassionata della palla ovale, oltre che di tennis  e di vela. Gusti totalmente opposti rispetto a Macron calciofilo della prima ora.

Due avversari con due visioni dello sport totalmente agli opposti: se per Macron lo sport deve essere legato ad una crescita finanziaria, aprendosi a tutti i tipi di mercati  mondiali, per Marine Le Pen lo sport, invece, deve tornare al suo spirito iniziale cercando di cancellare il fattore economico dalla competizione agonistica. Inoltre è proprio dallo sport che si deve partire per poter recuperare e conservare la scuola francese cercando di scoraggiare l’ingaggio di atleti stranieri che toglierebbero spazio a quelli di casaDovremo aspettare solo fino al 7 Maggio per saper epoi quali delle due visioni dello sport sarà quella che prevarrà in Francia nei prossimi anni.

 

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