Settantasette giorni. Questo è quanto è durato Frank de Boer come manager del Crystal Palace. Un totale complessivo di sole 11 settimane, 4 partite di campionato e soli 360 minuti di calcio effettivo sulla panchina delle Eagles. Sconfitto per 1-0 sul campo della sorpresa Burnley, l’olandese è stato licenziato dopo che il suo Palace si è reso protagonista di un imbarazzante inizio di stagione, perdendo tutte e quattro le partite senza segnare neanche la misera di un gol. Una partenza tanto scadente di una squadra di Premier League non si registrava da ben 93 anni. Un esonero lampo secondo solo, nella carriera di De Boer, a quello della scorsa stagione all’Inter dopo appena 84 giorni.

Terzo Classificato – Nella storia della Premier è il terzo esonero più veloce. Prima di De Boer ci sono in questa poco edificante classifica, Renè Meulensteen tecnico del Fulham per 75 giorni e, in testa, Les Reed che durò appena 40 giorni alla guida del Charlton. Record non di certo invidiabili ma che raccontano di come la carriera di De Boer da allenatore predestinato stia diventando pian piano quella del grande incompreso lasciato ai margini del calcio che conta.

8 Maggio 2016 – Non è un data a caso. E’ la data in cui De Boer perse il titolo di Campione d’Olanda all’ultima giornata con l’Ajax pareggiando 1-1 contro il modesto De Graafschap e regalando così la vittoria finale al PSV. Prima di quel giorno De Boer aveva vinto 4 campionati consecutivi ed una Supercoppa. Una carriera totalmente in discesa e pronta ad entrare nel calcio di primissima fascia. Quell’8 Maggio, però, sembra essere stato lo spartiacque della sua giovane carriera da tecnico. Da quel giorno De Boer sembra aver perso certezze. Catapultato in un calcio isterico e in ambiente per nulla facile come quello di Milano sponda nerazzurra, l’ex allenatore dell’Ajax era totalmente un pesce fuor d’acqua. Nessuno a Milano ma anche al Crystal Palace, poteva avere la calma e la pazienza di saper aspettare i frutti del suo lavoro tattico e tecnico. De Boer è senza dubbio un allenatore che va lasciato lavorare e sbagliare, come è possibile fare all’Ajax in un calcio, come quello olandese, senza pressioni. Dopo questo fallimento la carriera di De Boer è ormai davanti ad un bivio: Cambiare, per potersi riproporre anche subito su un determinato tipo di mercato, oppure rimanere sé stesso e non tradire la sua idea di calcio aspettando la chiamata giusta, in una piazza che possa permettersi di aspettarlo e di vedere successivamente i frutti del suo lavoro? Ai posteri l’ardua sentenza.

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