di Paolo Seghezzi

Come ogni anno, la finestra di mercato estiva impegna freneticamente tutti gli operatori del settore; ed ogni anno è sempre più difficile portare a termine una trattativa per motivi di ampia complessità. E quindi, vien da sé, che il tempo non basta mai e che perfino le pause pranzo sono spesso un lusso da consumare velocemente.

Anche per questo motivo, quando un mese fa sono stato contattato per visionare un ragazzo in Italia da pochi mesi, non ero esattamente entusiasta. Ma la curiosità e l’aspetto romantico del pallone mi hanno spinto in prima persona a recarmi in un oratorio nelle periferie milanesi. Conosco un ragazzo gambiano, timido e concentrato a capire le poche parole di italiano apprese in questi mesi. Poi entra in campo, e la musica cambia! La timidezza svanisce: dribbling, tecnica, velocità. Noto che calcia le punizioni a destra con il mancino ed a sinistra con il piede forte (cosa che ho scoperto essere il destro solo a fine partita, data l’egual efficacia con entrambe i piedi). E, dulcis in fundo, in una delle ultime azioni si coordina per una perfetta rovesciata che si insacca sotto la traversa: degna di O’Rey!!

Non sono uno che si entusiasma facilmente, ed in effetti mantengo un profilo basso; il livello della concorrenza in campo era poco più che sufficiente ed allora decido di metterlo alla prova. Grazie all’aiuto degli operatori ed ai componenti della mia Agenzia gli organizzo qualche partita-provino con un livello sempre più crescente: Lamini non conosce tattica, non ha le scarpe da calcio e… diciamo varie ed eventuali. Ed entra in campo con una diffidenza simile a quando si parla di fase difensiva per un terzino brasiliano, alla prima partita lo schierano addirittura mediano davanti alla difesa (tanto lì… la tattica non conta… eh…) e non sfigura, contrasta, lotta e da’ qualità alle sue giocate: sono sempre più convinto di lui.

Ma poi, ecco! Il mitologico sistema del calcio italiano fatto di diffidenza, pregiudizio, presunzione e… altre cose molto meno pulite! Lamini è una macchina che va a tre cilindri, anche fisicamente ha un potenziale straripante, ha solo bisogno di fiducia e nozioni.

Ho investito molto tempo in questo progetto, e con me un’operatrice sociale generosa, disponibile e determinata, e con me la nostra psicologa dello sport che vede due passi più avanti. Mancava solo una squadra che gli desse fiducia e la ricerca non è stata semplice!. Ed eccolo, l’ultimo tassello, una squadra ha deciso di affiancarsi a noi in questa scommessa ed ora è arrivata la firma!

Ora è l’inizio, non la fine di questa storia, ringrazio i dirigenti coraggiosi e disponibili e sono molto contento per la firma che (non me ne vogliano gli altri miei ragazzi, che adoro! ) quest’anno, mi inorgoglisce di più!

Paolo Seghezzi, agente e consulente sportivo di www.calcioprofiler.it

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