Si tratta di una selezione di foto scattate nell’arco di sei anni, tra il 2011 e il 2016, sulle corse più importanti del panorama ciclistico primaverile tra Francia e Belgio: Giro delle Fiandre, Parigi-Roubaix, Gent-Wevelgem, E3 Harelbeke, Tre giorni de la Panne, Attraverso le Fiandre”. Così l’iraniano Mohsen Sariaslani, curatore della personale di Andrea Bruschettini dal titolo “Passaggio al nord”. Accolta presso lo spazio Mohsen, a Siena, il cui titolare è lo stesso Sariaslani (“il mio è un negozio di artigianato persiano, ma è anche un luogo di ritrovo sociale e culturale, che ospita mostre fotografiche e pittoriche, presentazioni di libri e progetti”), la rassegna rimane aperta al pubblico fino al prossimo 9 febbraio. L’ingresso è libero.

Nato a Siena (“una città culturalmente desolata, ecco perché cerco di tenere accesa la fiammella della speranza dandole un luogo reale dove incontrarsi e confrontarsi”, riprende il curatore), Bruschettini ha iniziato a realizzare i suoi scatti, come i più, nella prima adolescenza, prendendo “in prestito” la macchina fotografica presente in famiglia. Fin dal principio – siamo alla fine degli anni Ottanta – il suo obiettivo (in tutti i sensi) è stato rivolto alla fotografia sportiva, per poter vivere e cogliere le emozioni degli eventi che più lo incuriosivano. Con l’avvento del digitale, il fotografo toscano si è spinto oltre, sperimentando nuove tipologie di foto e ampliando il campo degli interessi. Una dimensione che ha portato Bruschettini a concentrare la sua attenzione, negli ultimi anni, soprattutto sull’atletica leggera e sul ciclismo.

Tre Giorni della Panne- Driedaagse De Panne - I tappa - foto Andrea Bruschettini

Tre Giorni della Panne- Driedaagse De Panne – I tappa – Andrea Bruschettini

E proprio il ciclismo è il focus della mostra – consigliata ad appassionati e a semplici curiosi – “Passaggio al nord”, un vero e proprio racconto fotografico (in bianco e nero) della passione popolare che accompagna le grandi classiche del panorama ciclistico a cavallo tra Francia e Belgio, alla scoperta di un fenomeno che non è solo sportivo ma anche culturale, identitario e turistico. Competizioni note e meno note (ma non per questo di minor popolarità a certe latitudini), in grado di calamitare lungo le strade oltre un milione di persone, tra tifo, fiumi di birra, musica e folklore. Luoghi simbolo e di grande fascinazione, dunque, a fare da sfondo a campioni celebrati e gregari indomiti. Situazioni emozionanti che evolvono ad un ritmo incessante, con il cuore di ciclisti e tifosi che batte all’impazzata. Anche perché, come affermava Albert Einstein: “La vita è come andare in bicicletta: se vuoi stare in equilibrio devi muoverti”.

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