Stefano Borgonovo la chiamava “la stronza”. Così definiva quella malattia tanto letale che a poco a poco lo stava portando via. Borgo-gol, che lotterà per 5 anni, morirà lentamente in un giorno di giugno del 2013. Prima di lui era toccato ad un altro illustre del nostro calcio l’ex difensore del Genoa e della Roma Gianluca Signorini. Borgonovo e Signorini: soltanto alcuni degli ex calciatori che una volta appesi gli scarpini al chiodo si sono ammalati (e sono morti) del cosiddetto “morbo di Lou Gehrig” (LEGGI qui). Il giocatore di baseball che fu il primo ad ammalarsi per poi morire di sclerosi laterale amiotrofica (SLA). Dopo 3 anni dalla morte di Borgonovo, la SLA è tornata ad uccidere ancora un ex calciatore. Paolo List, ex terzino del Foggia di Zeman e del Bologna. Morto lunedì scorso all’età di 52 anni. Nativo di un paesino nella provincia di Cremona, List, aveva iniziato la sua attività nelle giovanili del Pergocrema dove successivamente il Foggia andò a prelevarlo. Dopo alcune stagioni in chiaro scuro trascorse nelle serie minori con la maglia di Jesi e Monopoli, con il ritorno a Foggia arriva anche la consacrazione in quello che fu il “Foggia dei miracoli” guidato da Zeman. E’ in quella squadra che, infatti, List si conferma come un terzino di spinta con il vizio del gol (arrivò a realizzarne 7 in una sola stagione) contribuendo alla promozione in serie A dei rossoneri nella stagione 1990/91.

Poi dopo il Foggia ancora in A con il Bologna per 3 stagioni e infine, in C1 al Palazzolo dove chiuderà la sua carriera. Dal 2014 aveva contratto “la stronza”. Che in 2 anni se l’è portato via. List è soltanto l’ultima vittima in una lunga lista di morti tra ex calciatori. Nella quale, oltre a Borgonovo e Signorini, ci sono anche altri ex giocatori più o meno illustri. Nella quale figurano anche altri nomi come Armando Segato altro terzino e campione d’Italia con la Fiorentina nel 1955/56 ed Ernesto detto “Tito” Cucchiaroni, argentino divenuto una bandiera della Sampdoria (il gruppo portante della gradinata Sud arriverà a portare il suo nome “Ultras Tito Cucchiaroni”). Il quale, morirà ufficialmente in un incidente stradale dopo che però (come riporta il Corriere.it) anche a lui gli era stata diagnosticata la malattia. E poi Fulvio Bernardini, centrocampista di Roma, Lazio e Inter (poi diventato anche allenatore) che morirà nel 1984. Vent’anni dopo verrà stabilito che le cause di morte saranno riconducibili alla SLA. La lista, nella tabella qui sotto, rappresenta i giocatori italiani che a partire dagli anni Settanta sono morti a causa della sclerosi laterale amiotrofica. Una ricerca dell’istituto superiore della sanità pubblicata nel 2005 ha stabilito che i calciatori hanno 12 volte in più di possibilità in più di ammalarsi rispetto ad un alla popolazione generale. Anche se quindi non c’è ufficialmente un nesso tra la causa ( di aver giocato a calcio ) e l’effetto ( di aver contratto la malattia). C’è però una lunga lista di morti che deve necessariamente far riflettere.

Enzo Blasone

Alberto Bonaretti

Albano Canazza

Ernesto “Tito” Cucchiaroni

Fabrizio Dipietropaolo

Fabrizio Falco

Sauro Fracassa

Alvaro Gasparini

Adriano Lombardi

Enzo Matteucci

Celestino Meroni

Otello Milan

Lauro Minghelli

Ubaldo Nanni

Ernst Ocwirk

Giancarlo Pomelli

Giorgio Rognoni

Armando Segato

Narciso Soldan

Attilio Tassi

Gianluca Signorini

Guido Vincenzi

Stefano Borgonovo

Piergiorgio Corno

Marcello Neri

Franco Tafuni

 

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