Chi l’ha detto che un calciatore arabo non possa essere un top player? E un arabo potrà mai essere protagonista in Champions League sugli stessi campi dove segnano e incantano i vari Messi e Ronaldo? Smentire i luoghi comuni del pallone è la sfida di Omar Abdulrahman Ahmed Al Raqi Al Amoudi, fantasista 25 enne dell’Al-Ain e della Nazionale emiratina. Lo chiamano addirittura “Arabian Messi”, altri ancora il “Pirlo del Golfo” per le movenze simili al fuoriclasse italiano. In un calcio dove spesso sono i calciatori dei campionati europei e sudamericani che vanno a “svernare” nella terra dei petroldollari per strappare un lauto ingaggio a fine carriera, Omar Abdulrahman è l’eccezione emergente, il fattore inverso. Lui dopo aver dato spettacolo con la maglia dell’Al-Ain piace sempre più alle big del Vecchio Continente e potrebbe approdare la prossima estate in un torneo di primo livello come la Premier League. Parecchie società europee seguono Omar con attenzione, non soltanto per la curiosa capigliatura rasta che lo rende simile al brasiliano David Luiz.

Omar è nato a Riyad il 20 settembre 1991 in una famiglia di origine hadrami, proveniente cioè dal governatorato di Hadramawt. Suo padre Abdulrahman Ahmed era un ex giocatore e Omar è il più giovane di tre fratelli: Ahmad, Mohammed e Khalid. Cresciuto nell’ambiente della classe operaia, Abdulrahman ha iniziato a giocare a calcio nei quartieri di Riyad.

Attira così l’attenzione del talent scout Abdulrahman Issa ed in seguito di un membro onorario dell’al-Ain, lo sceicco Nasser bin Thaloub che era alla ricerca di giovani giocatori di talento. Proprio Abdulrahman Issa gli raccontò del talento di Omar e dei suoi fratelli Mohammed e Khalid, ha chiesto il passaporto e si sono uniti tutti e tre al ritiro dell’Al Ain in Germania. Al-Ain ha accettato di concedere la cittadinanza a tutta la sua famiglia che poi si sono spostati negli Emirati Arabi Uniti. Omar si è iscritto al club con due dei suoi fratelli e si iscrive nel club giovanile. Omar ha fatto il suo debutto ufficiale per la prima squadra il 24 gennaio 2009 all’età di 17 anni, nel Etisalat Cup contro l’Al Ahli.  La sfortuna ci ha messo la sua mano beffarda, quando il 26 luglio 2009, prima dell’inizio della stagione, Omar ha subito un infortunio del legamento crociato nel corso di una amichevole contro FC Lausanne-Sport con la nazionale under-20. Il 26 febbraio il ritorno in campo con la voglia di dimostrare che il sogno di Omar non si era spezzato ma aveva subito soltanto un incidente di percorso. Il campioncino di origini yemenite è tornato così più forte di prima, capace di incantare la platea con i suoi dribbling, lanci col contagiro, serpentine a tutto campo e una visione di gioco sopraffina. Il tutto accompagnato da punizione calciate con maestria e una sequenza impressionante di assist da “maestro”, con qualche rete d’autore.

E non è un caso che il 6 agosto 2012, Omar sul suo account di Twitter annunciò che si sarebbe unito al Manchester City per un periodo di prova. Quella prova è durata per due settimane, nelle quali ha giocato una partita amichevole, e la relazione è stata positiva, ma l’affare non si è concluso a causa del permesso di lavoro e le questioni nazionali. Il 9 marzo 2013, l’allenatore dell’Al Ain Cosmin Olaroiu ha dichiarato che “Il City ha dichiarato che gli ha offerto un contratto quadriennale dopo l’allenamento con loro la scorsa estate, e che avrebbe presentato una seconda offerta“. In seguito, Brian Marwood allenatore dell’Accademia del Manchester City, ha confermato che i Citizens sono ancora interessati a Omar.

Nel 2012, Abdulrahman ha rappresentato a 21 anni il suo paese alle Olimpiadi di Londra. Nel primo match contro l’Uruguay che la sua squadra ha perso per 1-2, ha dominato l’incontro con la sua abilità di alto profilo, passaggi e cross. Dopo la partita l’attaccante uruguaiano Luis Suárez ha scambiato la maglia con lui. Quello scambio potrebbe presto avvenire di nuovo in Europa perché Omar Abdulrahman in questi anni ha dato spettacolo, si sente pronto al grande salto e vuole diventare protagonista nel calcio che conta. Intanto è tornato d’attualità il corteggiamento del City che potrebbe essere il preludio ad un derby per aggiudicarsi il giocatore. Su Omar ora c’è anche l’interesse dell’altra squadra di Manchester, lo United di Mourinho. Ai Red Devils aveva suggerito già qualche tempo fa di muoversi sul “Pirlo del Golfo” persino una leggenda come Ryan Giggs. L’asta è aperta: sullo sfondo anche Arsenal, Barcelona, Borussia Dortmund, Schalke, Amburgo e Malaga. Avanti Omar, l’Europa ti aspetta.

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