Alla fine la sindaca di Roma Virginia Raggi ha detto no. La Città Eterna non si candiderà ad ospitare le Olimpiadi del 2024. In verità, la sindaca, ha fatto anche e molto di più: all’appuntamento già fissato con il presidente del CONI Giovanni Malagò, si è fatta attendere per oltre una mezz’ora, per poi non presentarsi neanche. E farsi immortalare ancora seduta ai tavolini di un ristorante mentre Malagò aspettava in Campidoglio. Proprio come farebbe una bella donna al suo primo appuntamento con un uomo che non desidera. Malagò, nonostante la sua proverbiale fama di tombeur des femmes, non deve averla presa evidentemente bene. Arrivando quindi ad affermare senza mezzi termini che “ sostanzialmente è finita”. Come appunto farebbe un uomo che prende atto di essere stato definitivamente rifiutato. E come hanno preso atto, della decisione della Raggi, anche quelli del comitato promotore di Roma 2024 che sul sito ufficiale hanno recitato il de profundis scrivendo che “E’ un No contro la speranza, il sogno, il lavoro e il futuro”. Insomma, come se davvero tutto il futuro della città di Roma (le cui priorità sono effettivamente altre) girasse intorno alla candidatura come sede dei giochi olimpici del 2024. “Ci dispiace – si legge nel comunicato diffuso in home page – per le 200 mila persone che avrebbero trovato un lavoro, e gli 1,7 miliardi che avrebbero risollevato Roma”. Saranno certamente meno dispiaciuti quelli del Movimento 5 Stelle che invece hanno sempre reputato la candidatura di Roma come l’ennesima occasione per palazzinari e speculatori. Arrivando a definirle ancora una volta, proprio come ha fatto la Raggi nelle ultime ore,  “le Olimpiadi del mattone” . Sulle quali, ha aggiunto la sindaca, i romani si sarebbero già pronunciati quando nel corso del ballottaggio votarono in massa per lei e non invece per il candidato che maggiormente le avrebbe volute, cioè Roberto Giachetti del Pd.

Ma al netto di quelle che possono essere le dichiarazioni di facciata (da una parte e dell’altra) c’è stato un sondaggio elaborato dal Censis nel mese di luglio (di cui ha parlato anche il Corriere dello Sport) e dal quale sono emersi numeri assolutamente interessanti. Che hanno rivelato, al contrario di quello che dice Virginia Raggi, che la maggioranza dei romani intervistati (il 50,2%) sarebbe stata invece d’accordo sulla candidatura delle Olimpiadi. E il consenso sarebbe addirittura cresciuto (fino a toccare il 55% dei consensi) tra gli intervistati che vivono nelle località di provincia. Il Censis ha infatti intervistato un migliaio di persone tra le circa 3 milioni che abitano nella Capitale, le quali sono state  comunque considerate come “statisticamente rappresentative”. E tra queste soltanto un 33% si sarebbe detto contrario alla candidatura, considerandosi “pessimista” sui costi e temendo sprechi e corruttele. Ma allo stesso tempo disposto a cambiare idea se “fossero messi in campo meccanismi di garanzia assoluta, organismi di vigilanza, per controllare i rischi di corruzione e sprechi”. Al contrario invece di coloro (la maggioranza) che hanno considerato le Olimpiadi come un’opportunità economica sotto tutti i punti di vista: degli investimenti, dell’occupazione e del turismo. Tra questi, una buona parte (circa il 39%) avrebbe considerato le Olimpiadi come la possibilità per Roma di dimostrarsi città in grado di organizzare i grandi eventi. Complessivamente, per 8 romani su 10 le Olimpiadi avrebbero lasciato una buona eredità. Cosa sarebbe successo se la Raggi, come aveva detto in campagna elettorale, avesse promosso il referendum?

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