Oltre alla favola bellissima del Leicester di Claudio Ranieri, in Premier League, in questa stagione si è scritta una delle pagine più brutte e tristi del calcio inglese. Parliamo del derelitto Aston Villa. Una retrocessione scritta da tempo, ma che ha avuto la conferma solamente quando, ad Old Trafford, i Villans hanno subito la loro ventiquattresima sconfitta in trentaquattro giornate di campionato. Una stagione a dir poco disastrosa per l’Aston Villa, sia sotto l’aspetto sportivo ma soprattutto per ciò che riguarda riguarda l’ambito societario. Non è un mistero che già da tempo il proprietario della squadra di Birmingham, l’americano Randy Lerner,  è nel disperato bisogno di vendere e vuole assolutamente trovare un investitore al quale affiancarsi per andare avanti.

STAGIONE DISASTROSA- Una stagione disastrosa quella dei Villans naufragati tra risultati indecenti e polemiche a non finire durante tutto l’anno. Talmente brutta che è venuto anche il sospetto che qualcuno all’interno del club abbia quasi appoggiato questa debacle totale. Qualcuno come Gabriel Agbonlahor, uno degli uomini simbolo dell’epoca recente dell’Aston Villa, che, subito dopo la matematica retrocessione, è stato sorpreso a Dubai a festeggiare inalando gas esilarante e facendosi riprendere in un video. Un episodio, sportivamente parlando, drammatico, che è valso la sospensione all’attaccante inglese e che ci fa capire come si stesse aspettando quasi come una liberazione, la retrocessione matematica in Championship. Oltre all’attaccante inglese, dopo la sfida con il Manchester, anche Lescott ha sfidato l’ira dei già martoriati tifosi dell’Aston Villa con delle dichiarazioni al quanto ambigue: “Finalmente siamo retrocessi, è un peso che ci togliamo dalle spalle. Ora potremmo dare ai tifosi quello che si meritano. La negatività dei tifosi in questa stagione non ci ha aiutato, è stata un fattore negativo”. Parole che, unite all’episodio di Agbonlahor, danno la misura di che atmosfera si vivesse in questi mesi all’interno dello spogliatoio.

SOCIETA’ ALLO SBANDO- Oltre alla parte tecnica totalmente deficitaria (non dimentichiamoci i quattro allenatori che si sono susseguiti in questa stagione sulla panchina dei Villans), la guida societaria è stata totalmente fallimentare e il club ora rischia veramente il tracollo economico. E’ notizia di pochi giorni fa che con la retrocessione, la società sarà costretta a tagliare il 33% del personale, il che equivale a circa 500 esuberi. Al dramma sportivo della retrocessione, quindi, si unisce quello decisamente più importante dei licenziamenti per centinaia di dipendenti che ora si troveranno senza lavoro e magari con una famiglia da mantenere. Una società letteralmente allo sbando, con la gestione del proprietario americano Lerner che ha toccato livelli dilettanteschi e delle volte addirittura farseschi. Lo statunitense per rilanciare il club si era affidato a due figure importante come Mervyn King (appartenente alla Camera dei Lord, ex governatore della Bank of England) e David Bernstein (capo della Croce Rossa britannica e già nella governance del Manchester City). Dopo poco tempo entrambe hanno scelto di abbandonare la nave denunciando gravissime confusioni in seno alla società e ostacoli insormontabili a un’opera di rinnovamento per tentare di dare a squadra e club uno slancio nuovo. E pensare che qualche anno fa Lerner rifiutò un’offerta stratosferica da parte dello Sceicco Mansour per rilevare la quota di maggioranza. Una volta incassato il no, lo Sceicco, virò sul Manchester City. Il resto è cronaca degli ultimi anni. Una fine umiliante ed immeritata per una società gloriosa come l’Aston Villa, che nel 1982 riuscì addirittura ad alzare al cielo la Coppa dei Campioni, e che verrà ricordata, come riporta un sondaggio del Mirror di pochi giorni fa, come la peggior squadra di sempre della Premier League.

FOTO: www.footbola.it

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