Il gioco d’azzardo è ormai una delle peggiori piaghe sociali che affligge e rovina milioni di famiglie. Quotidianamente la cronaca ci racconta storie finite in tragedia legate alla Ludopatia. Lo Stato, spesso indicato come il principale responsabile di questo fenomeno, ha mostrato una nuova sensibilità sul problema: educatore e non complice. Come? Stanziando milioni di euro per la lotta e la prevenzione all’azzardopatia. Nel Lazio, l’Onorevole Rita Visini, Assessore alle Politiche Sociali Sicurezza e Sport, ha varato un piano regionale biennale da 14,4 milioni di euro e ha aperto 80 sportelli regionali. Una soluzione necessaria. Il Lazio è la seconda regione italiana per spesa e GAP (gioco d’azzardo patologico) e “ospita” 50mila terminali fra slot e videolottery.

Onorevole Visini, lei ha stanziato 14 milioni di euro contro il gioco d’azzardo. Una cifra considerevole, che induce a una riflessione: la ludopatia è un’emergenza sociale?

Assolutamente sì. Non serve chissà quale studio per accorgersene: basta andare a prendere un caffè al bar la mattina quando le slot stanno già rovinando a pieno ritmo l’esistenza di un pensionato, di un padre di famiglia, di una disoccupata, di un ragazzo che a quella slot non dovrebbe nemmeno stare seduto perché è minorenne ma nessuno gli ha chiesto l’età. Oppure basta mettersi in fila alla cassa, insieme a quelli che grattano sempre e non vincono mai. In ogni caso l’esperienza personale viene confermata dalle statistiche devastanti sul fenomeno, in Italia e nel Lazio che, a causa dell’enorme densità di macchinette presenti a Roma, è una delle regioni messe peggio. Il nostro Piano no-slot parte proprio da qui: le emergenze vanno affrontate con misure straordinarie.

Molta gente ha paura o vergogna ad ammettere la dipendenza dal gioco d’azzardo. Come si può aiutare chi ne soffre a confessare la propria debolezza?

Io credo che un ruolo fondamentale lo giochino le famiglie e la cerchia degli amici: sono loro molto spesso a fare il primo passo verso chi ha bisogno di aiuto. Anche per questo molte delle nostre iniziative si rivolgono a loro: un giocatore compulsivo non ha quasi mai la lucidità di ammettere da solo la propria dipendenza. Gli utenti dei nostri sportelli informativi sono per la maggior parte familiari.

“Non lasciamoli Perdere” è uno slogan efficace, nonché un inno alla speranza: si guarisce dalla ludopatia?

Certo che si guarisce, a patto di farci i conti per davvero, esattamente come avviene per chi è afflitto da una dipendenza da sostanza. C’è bisogno di potenziare i servizi territoriali, perché le nuove dipendenze hanno bisogno di professionisti della sanità e del sociale, esattamente come le dipendenze classiche. Buona parte del nostro stanziamento andrà ai Ser.D. delle Asl del Lazio e all’apertura di nuovi servizi, come un centro residenziale regionale di recupero.

Una domanda “cattiva”. Se la gente ingrassa, non dipende delle pasticcerie e dai ristoranti. E se si rovina con il gioco, è colpa delle slot?

Risposta “cattiva”: chi percorre la Tiburtina, uscendo da Roma, non trova una fila di pasticcerie, ma una sfilza di sale giochi degna della strip di Las Vegas, eppure facciamo più campagne – sacrosante – sulla prevenzione e sugli stili di vita salutari che non sulla dipendenza da azzardo. L’azzardo è un’industria che lucra sulla disperazione della gente, e il sistema dell’azzardo è pienamente responsabile dell’emergenza sociale in corso, anche grazie alla possibilità di bombardare il pubblico attraverso investimenti pubblicitari faraonici.

Il gioco d’azzardo è spesso terreno fertile per gli usurai e, in generale, per la criminalità organizzata. Una piaga dolorosa. Come se ne esce?

Con normative fiscali e autorizzative molto più severe. Le tasse sul gioco sono troppo basse, e le concessioni sono troppe. Se non si mette un freno al dilagare delle slot sarà impossibile fermare anche l’escalation criminale legata all’azzardo legale, che supera di gran lunga il volume d’affari di quando gestiva il gioco illegale prima delle liberalizzazioni.

Francesco Totti, un simbolo del calcio italiano, presta la sua immagine alla pubblicità del gioco del lotto? Gli vuole suggerire qualcosa?

Ho letto che Totti ha accolto l’invito che tanti gli avevano rivolto, soprattutto giovani, e ha deciso di rinunciare ai contratti di sponsorizzazione legati al gioco e di finanziare iniziative anti-azzardo. Se è vero, ne sono veramente contenta. Spero che una scelta simile faccia riflettere gli altri testimonial.

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