Quella del Valencia non è stata una stagione facile.

Un anonimo dodicesimo posto condito da tre diverse guide tecniche e dalla cocente eliminazione ai quarti di Europa League contro l’Athletic Bilbao.

E, visti i presupposti, non sarà facile nemmeno la stagione alle porte.

È altissima infatti la tensione fra il Valencia ed i suoi ultras, gli Yomus.

Durante la conferenza stampa di presentazione degli abbonamenti, il direttore della comunicazione del club, Damià Vidagany, ed il capo della sicurezza, Julian Suescun, sono stati gravemente minacciati da un gruppetto di persone riconducibili proprio agli Yomus, fra cui il presidente del gruppo, Fernando Leon, ed il leader storico Joan Josep Martinez.

Minacce che hanno costretto il Valencia a sporgere denuncia e che hanno trovato la ferma condanna anche da parte del sindaco della città, Joan Ribò.

“È necessario cambiare l’aria socialmente irrespirabile che emanano gli ultras Yomus” ha affermato il sindaco.

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Il motivo della tensione è ben definito.

Il Valencia ha infatti deciso di riservare la Curva Nord, conosciuta anche come Mario Alberto Kempes, ai tifosi con età compresa fra i 16 ed i 30 anni, trasformandola in quella che in Spagna è chiamata grada joven. La Curva Nord è il cuore del tifo valenciano e la casa degli Yomus, e questa scelta da parte della società porterebbe di fatto all’esclusione di buona parte del direttivo Yomus dal settore che da sempre occupano.

La stessa situazione si era presentata anche con la precedente presidenza, quella di Amedeo Salvo, con l’eccezione che il club aveva permesso ai membri Yomus con età superiore ai trent’anni di accedere comunque al settore, senza però gli sconti previsti per gli abbonamenti.

Il neopresidente Peter Lim, originario di Singapore e proprietario del 70% della azioni del Valencia dallo scorso anno, la pensa invece diversamente.

Dal suo insediamento infatti non ha mai nascosto la volontà di eliminare la componente violenta e di estrema destra della tifoseria valenciana, gli Yomus appunto.

“Sono stanco di vedere come un gruppo di fanatici sporca e degrada l’immagine del Valencia in tutto il mondo con proclami razzisti e di odio” ha ripetuto più volte Lim.

Già da anni infatti sono completamente interrotti i rapporti fra la Curva Nord ed il Club che dal 2013 non riconosce più gli Yomus come gruppo di tifosi affiliati.

Vogliamo un settore aperto, apolitico e di tifo. Il nostro progetto è quello di avvicinare il più possibile i giovani al Valencia evitando però che quel settore diventi luogo di indottrinamento per neonazisti e violenti” sono le parole del già citato  Damià Vidagany.

La protesta forte e clamorosa degli Yomus non è piaciuta quasi a nessuno. Anche molti membri del gruppo, che conta quasi 1800 tesserati, si sono dissociati attraverso i social ed i forum dei tifosi.

Intanto il direttivo della Curva Nord ha indetto la prima protesta di gruppo fuori dal Mestalla con lo slogan “animar no tiene edad”, tifare non ha età.

La prima di quella che si prospetta una lunga estate.

Succederanno cose poco gradevoli” ha confessato una fonte anonima al quotidiano “Levante”.

Peter Lim e la società però non sembrano voler scendere a compromessi.

“Nessuno vuole che la gente non tifi, è quanto di più lontano da noi ci possa essere. Quello che pretendiamo sono i valori della convivenza e del rispetto”.

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