Dimenticate il 29 aprile 2007. In questa data si gioca uno dei derby della Capitale più brutti di tutti i tempi che vede Roma e Lazio spartirsi uno 0-0 sotto un sole cocente in una partita noiosa e caratterizzata anche da un innaturale silenzio delle due curve, entrambe in protesta contro le decisioni dell’allora prefetto Achille Serra. A parte qualche incidente di percorso, però, la stracittadina di Roma ha sempre saputo offrire uno spettacolo formidabile al punto da consentirle di sbarcare nelle case di oltre 170 paesi in tutto il mondo. Il derby di Roma è infatti per natura distante da quell’assolato pomeriggio di aprile che deluse le tifoserie di entrambe le sponde. L’imprevedibilità fa da padrona e in effetti non sono pochi gli episodi bizzarri che hanno segnato questa partita in quasi 90 anni di storia. Ne abbiamo selezionati cinque, li conoscevate tutti?

La scazzottata del 1931

Squalifica del campo per Roma e Lazio, multa di 3.000 lire ad entrambe le società, quattro gare di squalifica al romanista De Micheli e tre a Bernardini (Roma) e Ziroli (Lazio). Un bottino niente male quello del derby di Roma giocato il 24 maggio 1931 e tutto per colpa di una rimessa laterale. Sul risultato di 2-2, la notizia del vantaggio della Juventus scuote i giallorossi che iniziano ad accelerare per trovare la via del gol vittoria. Nei minuti finali la palla esce dal rettangolo di gioco, il terzino giallorosso De Micheli si affretta per riprendere il gioco ma il presidente della Lazio Giorgio Vaccaro scaglia la sfera lontano. E’ la miccia che rompe un già fragile equilibrio: De Micheli si avventa contro il generale e gli rifila un pugno che innesca una rissa sul campo e sugli spalti. Sarà necessario l’intervento della polizia a cavallo per sedare gli animi, è il primo episodio di violenza della storia del derby di Roma.

Il doppio voltafaccia

Nell’estate del 1934 lo storico capitano della Roma Attilio Ferraris IV fu ceduto alla Lazio con la clausola di non giocare il derby pena il pagamento di una multa di 25.000 lire. Un salvataggio in corner della società per tentare di rimediare al danno ma un’ulteriore beffa è in arrivo. Il 18 novembre del 1934, data del derby di andata, la Lazio decide all’ultimo minuto di pagare la multa e di far scendere in campo Ferraris. All’ingresso in campo, i tifosi giallorossi accolgono l’ex beniamino con il coro “Venduto, venduto” mentre i laziali rispondono con un beffardo “Comprato, comprato”. Ma i tifosi di entrambi gli schieramenti non possono immaginare un retroscena: pare che alcuni giocatori si fossero radunati prima della gara per truccare il risultato: 1-1, come da copione.



La Lazio paga il buio

Non da una rete o da una parata, il derby della fase a gironi di Coppa Italia del 7 novembre del 1969 viene deciso in tribunale. Eppure un gol la Roma lo aveva fatto e il marcatore di quella (inutile) rete fu Peirò al 35’ con un grande gesto tecnico. A convincere l’arbitro Di Bello a sospendere la partita a soli 6’ dalla fine è un black out che lascia completamente al buio lo Stadio Olimpico. Nei giorni successivi, il giudice sportivo applica il principio della responsabilità oggettiva nei confronti del club biancoceleste che perde così la partita a tavolino per 2-0.

 

La nevicata del secolo

Nel mese di marzo del 1956 l’Europa e in particolare l’Italia vengono investite da una ondata di gelo e da quella che sarà ribattezzata la “nevicata del secolo”. Il 4 marzo dello stesso anno allo Stadio Olimpico Roma e Lazio sono pronte a darsi battaglia in un derby che vale una buona fetta di stagione. A frenare il fischio d’inizio è proprio una furiosa nevicata che si abbatte sulla Capitale costringendo i giocatori a darsi appuntamento al mese successivo. Nell’insolito freddo polare, la Roma sudamericana di Ghiggia e Da Costa non si trova a suo agio come i biancocelesti guidati dagli scandinavi Selmosson e Præst che si imporranno nella gara di recupero per 1-0 con il gol di Muccinelli.

Gli spari dell’ex Petrelli

Il legame tra la Lazio degli anni ’70 e le armi è stata spesso confermata dagli stessi protagonisti. Una passione quella per le armi introdotta da alcuni giocatori, su tutti Sergio Petrelli, ex giallorosso, che alla vigilia di un derby del ’74 si rende protagonista di un episodio bizzarro quanto pericoloso. Sotto l’albergo che ospita i calciatori biancocelesti, un gruppo di tifosi romanisti si raduna per dare fastidio e rovinare il sonno ai giocatori laziali. A prendere in mano drasticamente la situazione è lo stesso Petrelli che spara due colpi per spaventare il gruppetto di disturbatori colpendo un lampione nelle vicinanze. Il gesto convince i tifosi giallorossi a lasciare l’albergo, non era decisamente aria.

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