Nella vita non esiste il pareggio. E’ la tagline della prima perla cinematografica di Paolo Sorrentino, ‘L’Uomo in più’. Nella vita non esiste il pareggio è anche una filosofia esistenziale, sebbene sia pregio di pochi farla propria. D’altra parte è vero che la vita della stragrande maggioranza degli uomini è un infinito e quindi ripetitivo pareggio.

Nel calcio come nella vita” diceva Nereo Rocco. Una massima con la quale mi trovo più che d’accordo. Ho calcato decine e decine di campetti locali, dalla terra battuta ai sintetici di ultima generazione. Le persone più generose che ho conosciuto in campo, lo sono anche fuori. Così come chi, pur di vincere una partita, è disposto ad adottare qualunque stratagemma: sono gli stessi furbi che nella vita galleggiano grazie a qualche sotterfugio.

L’uomo, i suoi sogni e la crisi delle certezze. C’è questo e molto altro nel film di Sorrentino, che racconta il calcio e la vita. Spesso il momento di maggior gioia e successo corrisponde all’inizio del declino.  L’uomo in più è un film sui perdenti, sugli abbandonati ma anche su chi a modo suo è un vincente, rimanendo libero dai dogmi imposti dalla società. La cosa più grave per un uomo è non avere immaginazione. In mancanza di fantasia tutto diventa molto scontato, ripetitivo e banale.

E’ un pò la mentalità calcistica di uno dei protagonisti de ‘L’Uomo in più’. Fantasia e creatività, concetti non semplici da trasmettere. “Antò io ti devo dire quello che penso: penso che il calcio è un gioco, e tu sei un uomo fondamentalmente triste“. Pisapia è un allenatore tanto innovativo quanto insicuro e timido. Il personaggio ha una vita parallela con un altro Pisapia, un cantante di musica leggera che pensa di poter spaccare il mondo.

Tanto diversi quanto uguali, le loro storie viaggiano su binari paralleli senza mai incrociarsi. L’Uomo in più è un gran film sul calcio. E sulla vita. Perchè nella vita si perde o si vince, proprio come nello sport. Non esiste il pareggio sembra volerci sussurrare Paolo Sorrentino. Vivere o morire. Nel calcio come nella vita si cerca sempre di risalire la classifica, di vincere e di inseguire nuovi obiettivi. Poi ci sono le sconfitte che ci ingabbiano nella realtà. L’importante è provarci, perchè trentotto pareggi a volte possono anche non bastare.

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