Il convegno organizzato da MyRoma al Teatro Ambra, con ottima partecipazione nonostante l’orario infausto, ha rappresentato un primo, significativo contatto tra la Roma e i suoi tifosi, secondo un modello che deve essere assolutamente implementato e che vede lo SLO (Supporters Liason Officer) quale figura centrale nella triangolazione club/tifosi/istituzioni.

Il ruolo dello SLO è stato spiegato da Riccardo Bertolin, che ha ormai acquisito una significativa esperienza in Europa osservando come ci si è organizzati altrove e spiegando i benefici che può rappresentare un cuscinetto nei rapporti, non sempre facili, tra tifoserie e istituzioni.

Sebino Nela, introdotto dal Presidente Walter Campanile che insieme allo staff di MyRoma ha organizzato alla perfezione l’evento, è l’uomo che la Roma ha scelto per coordinare il suo ufficio SLO e che per ora include, già da tempo, Marco Seghi che dovrà essere necessariamente affiancato, vista la mole di lavoro, da qualche altro elemento che non sia solo una figura di contorno ma che sia davvero operativo.

I problemi da risolvere sono molti, e tanti tifosi li hanno evidenziati: i prezzi dei biglietti, che a Roma stanno subendo una levitazione paranormale quando a Monaco sono i più bassi d’Europa, con risultati tangibili in ordine alle presenze allo stadio, le difficoltà di accesso allo stadio Olimpico, il modo con cui si viene trattati all’interno dell’Olimpico e via dicendo.

Poi si è passato alla parte più spigolosa ed attuale del problema: la desertificazione della Curva Sud, indotta dalle draconiane misure di safety introdotte dalla task force della Questura, con l’iniziale benestare del Prefetto Gabrielli ormai esausto nel dover rispondere, in qualunque punto si trovi della Capitale, alla fatidica domanda “ma quando levate le barriere?”

Si è quindi spiegato con chiarezza come le vituperate barriere – introdotte sulla base di dati scarsamente veritieri – siano solo una parte del problema, in quanto rendono semplicemente difficoltoso il tifo all’interno della Curva.

L’altra parte del problema, oltre ai controlli ossessivi – che comunque ultimamente sono senz’altro più soft – è rappresentato dalle multe irrogate per i cambi posto in un settore che storicamente si è affollato ed aut organizzato in base allo spontaneismo, tanto che la stessa Roma non concedeva la possibilità di scegliere il proprio seggiolino: alla seconda multa nella stessa stagione sportiva infatti – ed in sessanta ne hanno già ricevuta una – scatta il daspo da uno a tre anni, il che non comporta solo il divieto di andare allo stadio, ma anche problemi in ordine al proprio posto di lavoro, trattandosi di una misura di prevenzione.

Un problema di non facile soluzione, perché si è di fronte a due mondi completamente diversi: il rispetto dei posti in Curva Sud comporterebbe un nuovo modello di curva, simile agli acquari di Madrid o di Barcellona, stadi senz’altro pieni ma privi totalmente di passione. Il mancato rispetto degli stessi, ha invece storicamente favorito quell’aggregazione che ha reso la Curva Sud famosa nel mondo. Anzi, che ha reso la Roma famosa nel mondo grazie alla sua Curva, visti gli scarsi risultati sportivi.

Tramite i suoi rappresentanti, la Roma ha dichiarato di essere pronta ad ascoltare le esigenze dei tifosi, forse anche perché ci si è resi conto, grazie allo sciopero di migliaia di persone che hanno rinunziato ad andare allo stadio nonostante il pagamento anticipato dell’abbonamento, che costoro sono difficilmente sostituibili, come forse qualcuno auspicava.

E la cartina tornasole è proprio il derby irreale che si giocherà domenica, con ventidue signori in pantaloncini che correranno attorno ad un pallone in uno stadio vuoto e senza colori: il “nuovo” pubblico, quei biglietti non li ha comprati.

FOTO: www.forzaroma.info

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