Chi lo conosce lo sa, che Roberto Speziale non è un tipo che si arrende facilmente. Non si è mai arreso in tutti questi anni che ha visto il figlio Antonino dietro le sbarre, dopo la condanna definitiva per l’omicidio preterintenzionale dell’ispettore di Polizia Filippo Raciti. Morto durante gli scontri avvenuti prima del derby Catania-Palermo del 2 febbraio del 2007. Come lui anche Giuseppe Lipera, l’avvocato che ha difeso e difende Speziale, non è un tipo che si arrende facile. E non si è mai arreso neanche dopo la condanna definitiva a otto anni, arrivata nel novembre 2012. Ha provato (tuttavia senza riuscirvi) ad ottenere più volte la revisione del processo. Adesso, sia Roberto Speziale che l’avvocato Lipera, hanno allora pensato di mettere in piedi una raccolta firme per chiedere la grazia di Antonino al presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Come riporta anche l’Ansa, allo scopo saranno allestiti dei banchetti in diverse città italiane. D’altronde sono sempre rimasti convinti (e non soltanto loro) dell’innocenza di Antonino Speziale rispetto all’accusa di aver ucciso l’ispettore Raciti. Hanno sempre creduto che la condanna sia stata in verità un madornale errore giudiziario. E che la morte dell’ispettore sia stata causata da un incidente. E che Raciti sia stato investito da un collega che si trovava al volante di un veicolo della Polizia (il fuoristrada Discovery), nel corso di una manovra durante gli scontri. A differenza di quello che invece ha sempre sostenuto l’accusa per la quale Speziale avrebbe ucciso l’ispettore colpendolo “a mò di ariete” con un sottolavello nel corso degli scontri. Ma durante il processo, l’impianto accusatorio è stato fortemente indebolito prima da una perizia dei Ris (il reparto scientifico dei Carabinieri) che ha dimostrato l’“inidoneità” del sottolavello come arma del delitto, e poi di due sentenze della Corte di Cassazione che annullava due volte (la seconda senza rinvio) l’ordinanza di custodia cautelare. Dato che, anche secondo gli “ermellini”, le prove raccolte per sostenere la colpevolezza di Speziale (inizialmente accusato di omicidio volontario) erano troppo deboli. Alla fine però, le stesse prove, sono bastate (anche per la Cassazione stessa che prima aveva sostenuto il contrario), per far condannare Speziale con l’accusa di omicidio preterintenzionale. E farlo tornare in carcere dove si trova rinchiuso dal novembre del 2012. Adesso, questa nuova iniziativa per richiedere la grazia all’inquilino del Quirinale. L’ultima azione per poter richiedere (ed ottenere) giustizia. Se le firme fossero raccolte la decisione finale, a quel punto, spetterebbe a Mattarella.

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