L’Italia è in crisi, l’Italia non si riprende, l’Italia non produce. Quante volte abbiamo sentito queste frasi nei titoli di lancio di un telegiornale, o stampati a caratteri cubitali sulle prime pagine di un importante quotidiano? Se ne è perso il conto. Ma forse c’è un aspetto che molti non considerano e che varrebbe la pena analizzare. L’Italia conta circa 35 milioni di persone che praticano sport, un settore che genera un volume d’affari di 25 miliardi l’anno, pari all’1,6% del pil. Ed ecco che il Veneto, a differenza di altre regioni del belpaese, non etichetta lo sport solo come attività fisica ma ne valuta anche il suo aspetto economico, sociale, educativo e culturale. È questa la base da cui si è partiti per il convegno “Moving Together: lo Sport ed il Wellness come valore sociale, educativo, economico, culturale in Veneto e in Italia”, tenutosi lo scorso 22 novembre a Vicenza. L’iniziativa – supportata da Dote InMovimento – è nata con l’intento di sostenere economicamente quelle famiglie che non possono permettersi di iscrivere i propri figli a qualche società sportiva.

Proprio in Veneto sono circa 3,6 milioni le persone che esercitano abitualmente attività fisica, un dato che va al di sopra della media nazionale. Si parla di 9.500 tesserati ogni 100.000 abitanti e oltre 5.600 società sportive che garantiscono un punto di offerta ogni 118 abitanti. Il Veneto è anche uno dei maggiori produttori di articoli sportivi, abbigliamento e accessori di eccellenza internazionale ed è al secondo posto per numero di palestre sul territorio. Un modo quindi per fare business anche attraverso l’attività fisica, non escludendo nessuno e incentivando l’attività sportiva nei bambini di età compresa tra i 6 e gli 11 anni

. In Italia, il 40% della popolazione non pratica alcuna attività fisica. Un italiano su tre è sovrappeso, uno su dieci è obeso. Numeri che riferiti ai più piccoli si traducono in due su dieci sovrappeso e uno su dieci obeso. E tanto costa anche la cura di patologie come queste: per il sovrappeso e l’obesità si spendono, in Italia, 28 miliardi di euro l’anno.
Il progetto pilota nato in Veneto prevede la creazione di un fondo da destinare ai bambini della scuola primaria. Con i fondi raccolti fino ad ora, sono stati emessi dei buoni “Dote Sport” del valore di 150 euro ciascuno. Le società iscritte al registro Coni e aderenti all’iniziativa, hanno accettato questi soldi a copertura totale dei costi per la pratica sportiva di un bambino per l’intero anno scolastico. A oggi, si contano 2000 famiglie iscritte, 1000 bambini beneficiari, 600 società sportive aderenti e 48 sponsor e partner. Ora l’obiettivo è portare l’iniziativa anche nelle altre regioni italiane.

L’idea di poter esportare questo modus operandi in altre località italiane può quindi incentivare il nostro paese alla “rinascita”. Lo sport è da sempre uno dei nostri fiori all’occhiello, un vanto, un orgoglio, poterlo far diventare anche uno strumento concreto che porti crescita economica e aumento del pil è solo un modo come un altro per reinventarsi. E se nella vita di tutti i giorni è necessario farlo, per non soccombere, per non rimanere indietro, per riuscire a vedere nuovi orizzonti che ci sembravano lontani, può farlo anche l’Italia. Anche se sotto cumuli di “macerie”, meritiamo una possibilità: lo sport, ce ne offre una da non sottovalutare.

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