Cosa può esserci in comune tra le statue archeologiche di Riace e i nuotatori del mondiale di Kazan?

Due elementi: il fisico e il bronzo. Il fisico perché chi nuota di solito, non ha nulla da individuare nel fisico, al corpo di una statua. Non a caso i fisici degli sportivi, quali sono anche i nuotatori, vengono spesso definiti “statuari”. Il bronzo, perché questo è il materiale delle statue di epoca greca scoperte nella località calabra di Riace ed è anche la medaglia che hanno vinto i ragazzi del nuoto italiano.

Dopo Riace infatti, l’Italia conquista il bronzo a Kazan. La cittadina russa nella quale si stanno disputando i mondiali di nuoto e dove oggi, il quartetto azzurro composto da Dotto, Orsi, Santucci e Magnini, nella gara 4*100 stile libero, ha conquistato la medaglia di bronzo piazzandosi dietro alla squadra francese (seconda) e quella russa (prima). Quarto il Brazile. La staffetta azzurra ha chiuso con il tempo di 3’12’’53,la Russia 3’11’’19, la Francia 3’10’’74.

Nella squadra, brilla la stella di Filippo Magnini che, nonostante i 33 anni, sembra ancora avere il fiato, la braccia e le gambe di quando era un ragazzino. Re Magno, come è stato soprannominato, al termine della gara non ha nascosto la sua felicità per il risultato ottenuto dicendo che “per la medaglia avrei fatto di tutto, anche farmi venire l’infarto”.

Alla fine, è andata benissimo perché è arrivata la medaglia e non è arrivato l’infarto ( e speriamo che arrivi mai).

kazan nuoto

E’ andata peggio invece al quartetto femminile composto da Ferraioli, Di Pietro, Pellegrini e Letrari che sempre nella staffetta 4*100 stile libero non ha conquistato la medaglia, piazzandosi in sesta posizione ma collezionando tuttavia il tempo di 3’37’’16 che rappresenta un record rispetto ai risultati ottenuti dal quartetto negli anni precedenti.

Comunque soddisfatta Federica Pellegrini che, al termine della gara, ha dichiarato che “l’obiettivo è stato raggiunto” aggiungendo di aver avuto “buone sensazioni in vasca” e di mostrarsi “ottimista” per il proseguo della competizione.

Intanto però l’Italia può godersi i suoi bronzi. Dopo quelli di Riace, questi di Kazan.

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