Per la serie a volte ritornano, anche Luciano Moggi è tornato a parlare della “sua” Juve. E lo ha fatto, nella maniera a lui oggi più congeniale, quella del giornalista. Dato che, da qualche anno ormai, l’ex direttore generale della Juventus radiato dal calcio dopo l’inchiesta Calciopoli, è ospite fisso come editorialista sportivo sulle colonne di Libero. Ed è proprio da qui, dalle colonne del quotidiano diretto da Vittorio Feltri, che Moggi è voluto ritornare sul caso Buffon.

Scoppiato in seguito alle esternazioni del portiere juventino dopo la gara contro il Napoli. Al termine della quale, Buffon, all’interno dello spogliatoio avrebbe dichiarato a qualcuno (tra i compagni di squadra o dello staff) che “in Italia,  le squadre si scansano mentre in Europa no”. Una dichiarazione inquietante con quel verbo “si scansano” che ha fatto subito pensare ai tempi peggiori. Quando la Juve, come ci hanno appunto raccontato i processi, beneficiava dei “rapporti” che la “Triade” (Moggi-Giraudo e Bettega), che all’epoca guidava la società bianconera, vantava tra arbitri e dirigenti di federazione. Quella che i magistrati di Napoli definirono una vera e propria “associazione a delinquere” ritenendo che Luciano Moggi (condannato anche in Appello ma prescritto) ne fosse appunto uno dei promotori.

Ma tutto questo non ha impedito a Moggi di continuare a parlare di calcio sulle pagine dei giornali. Per questo che adesso, sulla vicenda che ha coinvolto Buffon, l’ex dg bianconero scrive su Libero che secondo lui, “conoscendo Gigi, è tutto vero” e che la Juve non avrebbe avuto bisogno di fare “comunicati che negassero una più che possibile verità” (riferendosi al comunicato di smentita diffuso dalla Juve qualche ora più tardi lo scoppio del caso sulle pagine della Gazzetta dello Sport). Ma quel “tutto vero” scritto da Moggi, a che cosa si riferisce?  Al fatto che la Juve, beneficerebbe ancora di qualche favore di cui Moggi sarebbe a conoscenza? Niente affatto. Piuttosto, secondo Big Luciano, il fatto che le squadre si scansino sarebbe dovuto alla paura che la Juve infonde nei loro confronti. Ed è per questo, come scrive sempre Moggi, che in Italia “capita che allora qualche allenatore (Moggi fa il nome di Giampaolo della Samp) ritenga opportuno preservare alcuni titolari per l’incontro successivo”.

Dunque, secondo il Moggi pensiero, molte squadre italiane, quando incontrano la Juve, anziché schierare la formazione migliore preferirebbero risparmiare qualche pedina importante, come se già avessero perso in partenza. Meglio quindi pensare direttamente alla partita successiva. Secondo Moggi inoltre, un caso come quello di Giampaolo “non sarà il solo da qui alla fine del torneo”. E se lo dice uno come Moggi, la domanda sorge spontanea: sarà tutto vero anche stavolta?

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