Ci sono Abebe Bikila e Mamo Wolde. Ci sono Haile Gebrselassie e Kenenisa Bekele.

La geografia dell’Etiopia che corre è chiara e illuminata, da medaglie e record, ed ha il suo cuore a Bekoji, la town of runners.

I cinque imperatori d’Etiopia.

C’è infatti anche Miruts Yifter. C’è soprattutto Miruts Yifter. Gli ori e i misteri.

Erede di chi c’è stato prima, ispirazione per chi è venuto dopo.

Scoperto quando faceva il militare nell’aviazione etiope venne convocato ma non impiegato durante le Olimpiadi di Città del Messico.

Esordì quattro anni dopo a Monaco di Baviera vincendo il bronzo nei 10mila.

Avrebbe dovuto correre anche i 5mila, in quella Olimpiade, ma Miruts non li correrà mai.

Il motivo? Ancora oggi resta un mistero.

Litigò forse con la delegazione etiope. O forse venne fermato dalla sicurezza prima dell’ingresso allo stadio, non arrivando in tempo per la gara. C’è chi dice che, al ritorno in patria, venne persino condannato per tradimento ed incarcerato.

Di certo c’è che lui non ha mai fatto nulla per diradare le nubi attorno a sé.

Così come ha fatto con la sua età, che nessuno ha mai conosciuto.

Non conto gli anni. Qualche uomo potrebbe rubare i miei polli. Qualche uomo potrebbe rubare la mia pecora. Nessun uomo può rubare la mia età” è la sua frase più famosa.

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Nato forse nel 1938, forse nel 1944.

Nessuno può sapere quanti anni avesse quando nel 1980, a Mosca, ottenne due ori, nei 5mila e nei 10 mila, guadagnandosi il soprannome di Yifter the Shifter, per il suo incredibile cambio di velocità negli ultimi metri.

Percorse gli ultimi 200 metri nei 10mila in poco più di 26”. Qualche centesimo in meno rispetto ai 27” con cui chiuse i 5mila davanti a Suleiman Nyambui e Kaarlo Maaninka.

L’età non gli permise di arrivare in forma a Los Angeles aprendo per lui una carriera da allenatore.

Carriera che abbandonò sedici anni fa quando partì per il Canada per motivi politici.

Miruts Yifter si è spento il 22 Dicembre a Toronto a causa di un’insufficienza respiratoria. Aveva 72 anni, dicono i lanci di agenzia.

La sua morte, in pieno stile Yifter, era stata annunciata qualche settimana fa e prontamente smentita dal letto di un ospedale.

Un po’ di mistero anche nella coda.

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