Durante Euro 2016, nonostante la paura di attacchi terroristici che potessero colpire gli stadi transalpini, tutto si è svolto nel migliore dei modi. Una rassegna continentale conclusasi con la sorprendente vittoria del Portogallo a danno dei padroni di casa, considerati più che semplicemente favoriti prima dello svolgimento della sfida, su cui, tuttavia, si è posata l’attenzione delle forze di polizia di diversi paesi. La causa? Un’ampia rete di scommesse illegali sulla manifestazione francese che ha coinvolto ben undici nazioni.

Oltre 4.100 persone sono state le persone arrestate nel corso di operazioni coordinate tra le forze dell’ordine di undici differenti paesi nel corso di Euro 2016.

Quasi 4.000 interventi sono stati condotti tra Cina, Francia, Grecia, Italia, Malesia, Singapore, Thailandia e Vietnam come parte dell’Operazione SOGA VI, la sesta indagine riguardante le scommesse clandestine portata avanti dall’Interpol, l’organizzazione globale che facilita il lavoro delle varie forze di polizia nazionali. SOGA è stato usato come abbreviativo per “soccer gambling”, scommesse illegali sul calcio appunto.

Una seconda operazione, denominata Aces, ha invece avuto come obiettivo siti internet e call center per scommesse tra Cambogia, Corea del Sud, Filippine, Thailandia e Vietnam.

L’Interpol ha affermato che in tali operazioni sono stati sequestrati circa dodici milioni di euro, ma è stato stimato che durante Euro 2016 addirittura seicento milioni di euro sono stati gestiti da agenzie per scommesse illegali.

Jim Anderson, capo dell’unità anti-corruzione e crimini finanziari dell’Interpol, ha detto: “Le scommesse clandestine generano profitti massicci per quelle reti di organizzazioni criminali che sono spesso legate a casi di corruzione, traffici di droga e riciclaggio di denaro sporco.”

L’Interpol ha poi affermato che le sei operazioni SOGA hanno condotto a: oltre 12.500 arresti, il sequestro di circa 42 milioni di euro in contanti e la chiusura di quasi 3.400 agenzie illegali che avevano gestito sino ad allora la somma monstre di ben cinque bilioni di euro.

A parte la prima Operazione SOGA, annunciata nel Novembre del 2007, i risultati delle altre iniziative della polizia sono stati svelati nel 2008, 2010, 2012, 2014 e 2016; in tutti i casi, immediatamente dopo un grande torneo per nazionali (Mondiali o Europei).

Dopo la cosiddetta SOGA II, che coincise con Euro 2008, torneo disputato in Austria e Svizzera vinto dalla Spagna, l’Interpol affermò: “L’obiettivo conseguito al termine di questa operazione è significativo, non solo riguardo allo stroncamento di diverse reti criminali che sfruttavano le scommesse illegali ma anche per la grande dimostrazione fornita sul piano della co-operazione tra le varie forze di polizia nazionali, che è stata eccellente.

Ad ogni modo, il fatto che le operazioni dopo otto anni, di volta in volta, vengano ancora ritenute un grosso successo da parte dell’Interpol ha fatto storcere il naso a molti. Diversi ex addetti ai lavori, come Chris Eaton, poliziotto australiano che ha lavorato con l’Interpol e l’International Centre for Sports Security in Qatar, hanno posto seri dubbi sulla reale efficacia delle operazioni SOGA, ritenendo che spesso si tratti di nient’altro che campagne pubblicitarie di routine da parte dell’organizzazione per la sicurezza globale.

Intervistato dalla Press Association, Eaton ha dichiarato: “L’Interpol sta portando avanti operazioni contro le scommesse illegali in Asia da anni ormai, sempre con numerosi arresti e il sequestro di agenzie sul territorio”.

I grandi operatori online, che risiedono in paradisi fiscali come Filippine e Malesia, tuttavia, spesso con infiltrazioni, se non vero e proprio controllo, da parte di organizzazioni criminali, fanno bilioni di euro e fuggono da tali controlli

Tali operatori internazionali si celano dietro maschere che danno idea di legalità mentre sono coloro che spesso portano alle frodi sportive gli atleti. Le operazioni di polizia vanno bene ma devono essere estese su larga scala altrimenti vengono eliminati i pesci piccoli e non gli squali. In questo senso, il lavoro da effettuare è ancora molto”.

Soltanto interventi co-ordinati da parte dei governi di tutto il mondo potrebbero aiutare a ripulire e salvare il mondo dello sport, così anche l’Interpol sarebbe incoraggiata a fare di più.

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