Lo scandalo delle partite truccate che ha investito il Catania Calcio e la Serie B si allarga a macchia d’olio giorno dopo giorno. Dopo gli arresti dei vertici societari della società etnea e l’iscrizione al registro degli indagati di giocatori di società calcistiche che avrebbero partecipato alle combine, la lente di ingrandimento della Procura si sposta anche sulla Ternana, sul Bari, sul Brescia, sul Cittadella e sul Carpi.

Per quanto riguarda il club umbro, la partita incriminata sarebbe quella disputata tra Catania e Ternana, terminata con il punteggio di 2 a 0 in favore della squadra siciliana. I nomi al centro della combine sarebbero i giocatori rossoverdi Jens Janse, già indagato, e Pasquale Daniele Fazio, capitano della compagine, ancora non iscritto nel registro degli indagati, ma il cui nome compare nelle intercettazioni. Il sistema era sempre lo stesso: Delli Carri veniva informato dal dirigente Di Luzio attraverso l’uso di un linguaggio codificato, nel quale numero di binario e orario del treno indicavano il numero di maglie dei giocatori collusi. I due atleti smentiscono la loro partecipazione alla combine, dando incarico ai propri avvocati di curare i loro interessi.

La vicenda che interessa il Bari è differente: da un’intercettazione telefonica tra Delli Carri e Di Luzio, il primo lascia intendere che, se da una parte il Catania stesse comprando le partite, dall’altra il Bari era disposto a venderle. Le 4 sfide incriminate sono: Bari – Crotone, Trapani – Bari, Bari – Bologna e Carpi – Bari, tutte terminate con il punteggio di parità. Anche in questo caso, i vertici della società pugliese hanno prontamente smentito quanto emerso e dichiarato di essere pronti a ricorrere a vie legali per tutelare il club barese.

Anche il Brescia trema: la partita incriminata sarebbe Brescia – Catania. Pur non essendosi consumata la corruzione, in quanto il risultato finale del match fu di 4 a 2 in favore delle rondinelle, dalle intercettazioni tra Di Luzio e Arbotti emerge che quest’ultimo fosse stato in grado di contattare il calciatore Antonio Caracciolo (“il treno delle 3”) e Alessandro Budel (“il treno delle 5”), anche se non esistono intercettazioni in cui partecipano i due citati da Arbotti. La faccenda si complica perché, alla luce delle presunte incertezze di Budel, con un solo giocatore “a disposizione” – Antonio Caracciolo – la combine sarebbe stata impossibile e, per questo, Arbotti cambia strategia, cercando di indirizzare il risultato finale verso un differenza di reti pari a 2, come è evidenziato in una delle registrazioni, per poter incassare somme di denaro derivanti dalle scommesse sportive. A meno di 5 ore dall’inizio della partita, è lo stesso Presidente del Catania Pulvirenti a bloccare tutto, attraverso una telefonata con Delli Carri.  Se fosse confermato quanto emerso, il Brescia Calcio potrebbe vedere sfumare le proprie chance di ripescaggio nella serie cadetta dopo il fallimento del Parma.

Nelle intercettazioni compare anche un’intercettazione che riguarderebbe il Cittadella: Daniele Delli Carri avrebbe cercato di combinare un accordo per la partita Cittadella – Catania al fine di pilotare il risultato finale verso il club padovano, al fine di favorire le scommesse sportive. I granata di Foscarini si imposero con il risultato di 3 a 2 maturato allo scadere del tempo regolamentare.

Dulcis in fundo, nel polverone scatenatosi sulle partite truccate, spunta anche il Carpi. La favola della squadra emiliana che dalla Lega Pro è salita in due stagioni nella massima serie italiana, potrebbe essere macchiata dalla scandalo della vendita di partite. Dalle intercettazioni pubblicate da Gazzetta dello Sport, viene evidenziato come il risultato della partita Carpi – Catania sia stato deciso prima dell’inizio del match in questione. Il tutto viene testimoniato da una telefonata intercorsa tra Delli Carri e Di Luzio in cui il primo sottolinea il fatto che l’allora direttore sportivo del Carpi, ora in forza al Napoli, Cristiano Giuntoli, dovesse ricambiargli un favore. La partita terminò con il punteggio di 0 a 0, senza grandi emozioni, portando la matematica promozione in Serie A del Carpi e la permanenza in Serie B del Catania. In merito alla questione, il Presidente del club emiliano Claudio Caliumi si dichiara fiducioso circa l’estraneità della sua squadra ai fatti sopra citati.

Quanto appena elencato rappresenta solo uno studio preliminare di come le cose siano realmente andate ma, è certo, che in Serie B, da qualche giorno a questa parte, nessuno si sente al sicuro.

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