Una settimana intensa all’insegna della memoria e del valore sociale dello sport quella appena passata per la comunità dei tifosi della Sambenedettese. Dopo aver centrato matematicamente i playoff nel Gruppo B di Lega Pro battendo in trasferta l’Ancona, c’è stato spazio per delle interessanti iniziative organizzate dall’associazione di tifosi Noi Samb, nata nel 2013 e attivamente coinvolta nei destini del club locale dopo la ripartenza dall’Eccellenza, con una mostra presso la Palazzina Azzurra di San Benedetto Del Tronto e la IV edizione del Memorial dedicato a Stefano Borgonovo.

Nel pomeriggio del 29 Aprile, con la partecipazione delle autorità cittadine rappresentate dal sindaco Piunti e dagli assessori Tassotti e Ruggieri, si è tenuta la cerimonia di inaugurazione della mostra, allestita con una raccolta di foto, video e testimonianze, realizzata in collaborazione col ‘Museo del Grande Torino e della Leggenda Granata’ e suddivisa in due parti: una intitolata “Lassù qualcuno ci ama” dedicata alla memoria di Carla Bisirri e Maria Teresa Napoleoni, le due ragazze vittime del tragico rogo dello stadio Ballarin del 7 giugno 1981, l’altra al Grande Torino e, in particolare, ai fratelli Aldo e Dino Ballarin.

L’idea dell’evento nasce dalla volontà delle due organizzazioni di ravvivare la memoria storica di due eventi tragici ma significativi, quella del Ballarin a 35 anni di distanza resta la più grave e la più grande tragedia accaduta all’interno di uno stadio italiano, e di ripercorrere il legame che lega le due vicende e due terre solo apparentemente lontane come ci racconta Michele Palmiero, in rappresentanza dell’associazione Noi Samb, presentandoci l’iniziativa:

“Nel gioco del calcio, ogni piazza vive una passione unica e imparagonabile. Non ci sono prove da presentare, non c’è un sistema per classificare: è così, punto e basta. Ogni tifoso custodisce con gelosia la propria identità, secondo il principio del “capire tu non puoi se non sei uno di noi”. Nel caso di Torino e Sambenedettese, però, la situazione si fa molto più complessa. Parliamo di Due mondi lontanissimi sia dal punto di vista geografico che sportivo. I granata sono una solida società di Serie A, punta all’Europa e può godersi il centravanti titolare della Nazionale italiana. La Samb, pochi mesi fa, è riuscita a spezzare le catene del dilettantismo guadagnandosi il ritorno in Lega Pro dopo ben 4 fallimenti in 20 anni.

Apparentemente non esisterebbero punti d’incontro tra due rette tanto distanti. Ad unire i tifosi granata a quelli rossoblu, però, c’è il ricordo di una tragedia. Nel 1949 l’incidente di Superga toglieva al nostro Paese la squadra di calcio più forte del mondo: il Grande Torino. Due dei calciatori della mitica squadra granata erano i fratelli Aldo e Dino Ballarin: a loro viene intitolato lo stadio cittadino di San Benedetto Del Tronto. Lo stadio Ballarin è il catino bollente che vede realizzarsi il “miracolo Samb”. Una piccola cittadina di pescatori arriva nel calcio che conta grazie alla cooperazione di un’intera comunità.

 Nel 1981 la Samb festeggia contro il Matera il ritorno in Serie B. Il Ballarin è stracolmo di passione, ma un terribile incendio spezza la vita di due tifose. La più grande tragedia avvenuta in un impianto sportivo italiano è oggi ricordata in una mostra organizzata dall’Associazione Noi Samb.

 La Palazzina Azzurra di San Benedetto è il punto d’incontro tra due mondi distanti: al fianco dell’Associazione Noi Samb c’è il Museo del Grande Torino e della Leggenda Granata. I due piani del museo offrono due esposizioni distinte: al piano terra ci sono foto e testimonianze di Carla e Maria Teresa, le due tifose rossoblu; al primo piano si ricorda il Grande Torino. La passione di due popoli si unisce nel ricordo: “la tragedia non è morire, la tragedia è dimenticare”.

L’esposizione sarà alla Palazzina Azzurra fino al 10 Maggio per poi essere riproposta dal 4 giugno al 16 luglio a Villa Claretta Assandri in Grugliasco (Torino) negli spazi espositivi del Museo del Grande Torino e della Leggenda Granata.

A completare il week end, allungato dai festeggiamenti del 1° Maggio, si è svolta anche la quarta edizione del torneo giovanile “Memorial Borgonovo”, diventato da tempo un appuntamento fisso per il collettivo rossoblu, per una due giorni di sport per favorire la raccolta fondi per la Fondazione Stefano Borgonovo Onlus, che da anni finanzia la ricerca scientifica contro la sclerosi laterale amiotrofica(SLA).

La manifestazione sportiva, ospitata dalla Sambenedettese e riservata alla categoria Allievi 2001, si è tenuta allo stadio Riviera delle Palme e ha visto l’affermarsi sul campo dei giovani della Maceratese che hanno prevalso nei match del minitorneo, con la partecipazione delle rappresentative dell’Ancona, sconfitta per 3 a 2 in finale, Ascoli, Pescara e Teramo, disputati il 29 aprile e l’1 Maggio. Con l’appuntamento lanciato per la prossima edizione le parole del collettivo a commento del torneo e la voce dei protagonisti:

“Siamo molto soddisfatti perchè portare avanti un torneo giovanile per quattro anni di seguito non è cosa facile. In questa edizione abbiamo anche ampliato il format passando da 4 a 6 partecipanti, Al di là dell’aspetto tecnico, ciò che conta è la solidarietà e l’aiuto che riusciamo a dare alla Fondazione Borgonovo Onlus”

 

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