“The next station is Jolimont”. Si scende. Banchina con struttura in mattoni rossi di inizio Novecento, all’orizzonte i grattacieli del CBD di Melbourne. Cinque minuti a piedi nel verde australiano e si è di fronte al monumento di maggior prestigio e importanza. È uno stadio e molto di più. Imponente come una montagna, da lasciare senza fiato. È il Melbourne Cricket Ground (MCG).

Costruito a partire dal 1853, 19 anni dopo la fondazione di Melbourne, è considerato l’anima della città. Il santuario d’Australia, dove sport, cultura e religione spesso si confondono in un’unica fede.

Il MCG sorge sulla riva destra del fiume Yarra, nella zona sportiva del Melbourne Sports and Entertainment Precinct, vicino alla Rod Laver Arena, alla Hisense Arena e all’AAMI Park.

L’impianto è a poca distanza da Federation Square (circa 1 km), centro della città, e dalla stazione principale, Flinders Street station, ed è servito da due linee metro dedicate (Jolimont, nota anche come MCG station, e Richmond), da diverse linee tranviarie, bus e perfino taxi d’acqua.

È lo stadio più grande d’Australia e dell’emisfero meridionale, il decimo a livello mondiale e il più grande stadio di cricket al mondo.

Nella lontana metà dell’Ottocento il Melbourne Cricket Club (MCC), uno dei club sportivi più antichi del Paese, costretto a trasferirsi a causa dello sviluppo della ferrovia, scelse l’area di Birrarung Marr, appartenuta alla originaria popolazione aborigena dei Wurundjeri, come luogo ideale per la costruzione del proprio campo. Tuttora il MCC ha sede all’interno dello stadio. Le prime gradinate per il pubblico risalgono al 1861 (6.000 posti). Da allora si sono susseguiti diversi ampliamenti per ospitare i più grandi eventi d’Australia. Nel 1877 si è tenuto il primo Test cricket della storia tra Australia e Inghilterra. Dal 1859 l’impianto ospita anche le partite di football australiano. Durante la Seconda Guerra Mondiale, tra il 1942 e il 1945, è stato campo base dell’aviazione e del corpo dei Marines statunitensi e della Royal Australian Air Force (RAAF).

Le Olimpiadi del 1956 sono state indubbiamente il momento più importante, per le quali la capienza è stata portata fino a 120.000 posti. Nel 1970, in occasione della VFL Grand Final di football australiano tra Carlton and Collingwood, si è registrata la maggiore affluenza, 121.696 spettatori. L’anno seguente, nel 1971, il campo ha ospitato il primo One Day International di cricket. Ulteriori modifiche sono state effettuate per la Cricket World Cup del 1992 e per i Giochi del Commonwealth del 2006, con ridimensionamento della capienza agli attuali 100.024 posti.

Oggi, lo stadio è sede di diversi eventi sportivi e non solo. Cricket e football australiano prima di tutto, ma anche atletica, baseball, hockey su prato, calcio, rugby, rugby league nonché concerti e avvenimenti di rilievo internazionale. Ogni anno, il 26 dicembre, si tiene il Boxing Day Test match che attira migliaia di tifosi ed è pura tradizione australiana.

Durante la stagione di AFL, è l’indiscutibile punto di riferimento per milioni di tifosi, che si riversano a seguire le partite delle diverse squadre che giocano in questo impianto (Carlton, Collingwood, Hawthorn, Melbourne FC, Richmond) fino all’evento dell’anno in Australia, il rituale conclusivo, la Grand Final, che si svolge qui fin dal 1902.

Ma il MCG è più di uno stadio. È un luogo mistico, nel quale gli australiani riscoprono le proprie radici e riaffermano i propri valori. All’interno è situato il National Sports Museum, ricco di cimeli e pietre miliari della storia sportiva del Paese, che comprende l’Australian Gallery of Sport and Olympic Museum e le Hall of Fame dello sport australiano, di cricket e di AFL.

Dal 2005 fa parte dell’Australian Heritage ed è considerato monumento nazionale. È aperto al pubblico tutti i giorni ed è meta di turisti da ogni parte del mondo. The ‘G, come è colloquialmente chiamato con reverenza e affetto dagli abitanti di Melbourne, è un luogo dove si respira sport e storia ad ogni passo, dove sogni e ricordi vivono nelle statue delle leggende e nelle targhe commemorative.

È un santuario e i giocatori sono eroi moderni. In Australia, terra di sport.

Close