La sua voce ci tiene compagnia e ci emoziona durante tutti i Gran Premi del Motomondiale; con le sue esclamazioni enfatiche e passionali riesce ad arrivare agli spettatori con una facilità unica facendoli sentire quasi come se fossero in pista. Si tratta di Mauro Sanchini, ex motociclista italiano ora telecronista di MotoGP e Moto3 su Sky Sport MotoGP HD. A lui è affidato anche il compito di spigare pieghe e traiettorie in pista attraverso lo “Sky Sport Tech”, l’esclusivo touchscreen che permette di analizzare e confrontare la tecnica di guida dei piloti (foto). La stagione delle due ruote si è conclusa e abbiamo deciso di intervistarlo per tirare le somme del campionato appena terminato con un sguardo particolare anche al prossimo anno e alla crescita dei giovani piloti italiani.

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Valentino Rossi in questa annata è stato, a detta di tutti, il pilota più competitivo ma non è riuscito comunque a portare a casa il mondiale; l’anno prossimo, con una primavera in più sulle spalle, riuscirà a lottare e conquistare questo tanto agognato decimo titolo?

“Sinceramente credo di sì, il Valentino che abbiamo visto negli ultimi GP è stato molto competitivo; lasciando la competizione a novembre e riprendendola a marzo, non credo che questi tre mesi possano essere determinanti su una carriera così lunga. Sono convinto che possa assolutamente farcela. Quest’anno è stato molto positivo per lui, sia a livello di pole position che di prestazioni in gara; poi ci sono state delle sventure, come quella del Mugello, che ne hanno implicato il cammino. Vincendo la gara in Italia sarebbe tornato a casa vicinissimo se non sopra Marquez; trovandosi in vantaggio di 30 punti è stato più facile per lo spagnolo fare il ragioniere. L’errore pesantissimo di Valentino ad Assen e poi la gara in Germania, prima bagnata e poi asciutta, hanno dato la botta finale alle speranze di titolo”.

Iannone, Lorenzo e Vinales i top riders che hanno cambiato scuderia. Chi tra questi tre può trovare più vantaggi dal cambio sella?

“Credo che il maggior vantaggio di tutti possa averlo Vinales; guida una moto che in due anni ha fatto primo e secondo nel mondiale e poi secondo e terzo. È vero che Yamaha dovrà lavorare molto dato che il prototipo 2017 che portato a Valencia non ha funzionato al massimo, tant’è che sia lo spagnolo che Valentino hanno fatto i propri miglior tempi con le moto del 2016. Penso comunque che tra Ducati, Suzuki e Yamaha quest’ultima sia quella messa meglio. Lorenzo e Iannone, però, faranno lo stesso una bella stagione; la Suzuki ha dimostrato di essere una moto molto competitiva e Andrea è un pilota che va forte. La moto italiana, invece, ha raggiunto ottimi risultati con Iannone e Dovizioso e penso che con Lorenzo possa migliorare ulteriormente; vedo lo spagnolo con la Ducati favorito per la gara di esordio in Qatar”.

Tre dei piloti top della Moto2, ovvero Zarco, Rins e Lowes sono passati in MotoGP; rispettivamente su Yamaha, Suzuki ed Aprilia. Chi tra questi potrà adattarsi meglio alla nuova categoria?

“Dei tre, anche se non lo avrei detto prima dei test, ti dico Zarco. Il francese, così come il suo compagno Folger, ha la fortuna di guidare una moto ben sviluppata come la Yamaha; pensavo che il francese fosse un pilota un po’ costruito stando in Moto2 e in realtà il suo modo di guidare una MotoGP mi è piaciuto molto, da pilota già abituato a questa categoria. Quindi, tra i tre, dico che Zarco possa essere il best rookie  del prossimo anno”.

Nelle cilindrate inferiori, lo Sky Racing Team VR46 si è ampliato portando un team anche in Moto2 dove ci saranno Pecco Bagnaia e Stefano Manzi. In Moto3, invece, Migno e Bulega proveranno a portare in alto i colori italiani. In prospettiva, come pensi si comporteranno i quattro piloti azzurri?

Migno è stata la sorpresa più grande del motomondiale e su di lui vorrei spendere alcune parole: penso che Andrea rappresenti in maniera perfetta lo spirito del progetto Sky e Academy. Se si prende un pilota già forte e lo si mette su una moto competitiva allora è più “semplice” vincere; ad esempio Bulega era un ragazzo già affermato e da lui ci si aspettavano determinati risultati. Migno, invece, era un po’ più sconosciuto e per quello che è lo spirito del team Sky, ovvero di scoprire nuovi talenti, è l’esempio perfetto. Il prossimo anno, se crede di più in se stesso come fatto nelle ultime gare, può essere un pilota che può lottare per il mondiale. Bulega è stato sfortunato in questa stagione, un paio di volte è stato coinvolto in delle cadute, ma penso che nel 2017, insieme a tanti altri italiani, sia uno dei favoriti. Per la Moto2, invece, è un discorso tutto nuovo e dire prima quello che potrà venire è molto difficile. È una categoria particolare con una moto priva di elettronica, dove a fare la differenza è più la conoscenza del mezzo stesso. Sarà un anno di transizione, i piloti e il team dovranno imparare a conoscere la moto; i primi test hanno mostrato che già son partiti forte, soprattutto Bagnaia che ha fatto una stagione straordinaria. Credo che vada lasciato loro il tempo di lavorare per poi essere l’anno dopo uno dei team favoriti. A parer mio penso che il progetto Sky sia molto bello; dare a dei ragazzi la possibilità di crescere, di sbocciare, in Moto3 dargli il passaggio in Moto2 e poi, se vengono fuori, dargli la possibilità di arrivare in MotoGP, che è il sogno di tutti i bambini quando salgono in sella, penso sia fantastico”.

Sei stato a lungo un pilota Kawasaki nel Mondiale Superbike, con la “verdona” giapponese Rea si è laureato campione per il secondo anno consecutivo ma nell’ultima gara della stagione ha destato scalpore il suo gesto di lasciar passare il compagno di squadra Sykes per permettergli di conquistare il titolo di vice-campione ai danni del ducatista Chaz Davies. Come giudichi quest’azione da parte del pilota inglese?

“Qualcuno gli ha fatto i complimenti e altri hanno alzato la polemica; io credo che si sia trattato di un normale gioco di squadra e non sia giusto parlare di scandalo. Non ho visto quella gara in diretta e mi era stato raccontato l’accaduto come una scena brutta con Rea che aveva preso in giro Sykes, veniva presentata come una barzelletta; poi ho guardato la corsa e non ho visto nulla di tutto ciò. L’inglese ha fatto una gara pazza, cercando in tutti i modi di sorpassare Davies consegnando così comunque il secondo posto al compagno di squadra; visto che non ci è riuscito giustamente ha lasciato il posto a Sykes. I team investono tanti soldi e un minimo di gioco di squadra è lecito. Max Biaggi ha vinto un Mondiale Superbike per mezzo punto grazie a Laverty che lo aveva lasciato passare in Russia. Un aiuto sarebbe sporco se un pilota facesse cadere un altro per avvantaggiare il proprio compagno di marca, quella sarebbe una cosa poco sportiva. Del resto Davies non ha perso il secondo posto lì, ma in altre gare dove ha commesso degli errori”.

Dopo aver vissuto tanti anni in sella ad una moto, adesso ti trovi a raccontare le vicende che accadono in pista e grazie allo “Sky Tech” anche a spiegare alle persone da casa come si comportano i piloti in gara. Cosa te ne pare di questo nuovo ruolo che pare ti calzi a pennello?

“Quando sei impegnato personalmente in pista l’adrenalina che si prova è un’emozione pesante. Sei lì da solo a lottare col cronometro, la moto, quando riesci vinci; è tutto molto forte, tanto è vero che tanti piloti in passato hanno fatto fatica poi a trovare le stesse emozioni nella vita fuori dalle gare. In questa nuova veste io mi sto divertendo molto, sto provando grandissime emozioni perché probabilmente ci sono portato; mi è sempre piaciuto farlo. Da ragazzini si era soliti fare gli sciocchi col motorino tra le strade del paese ed era una mia abitudine auto-commentare quello che facevo; mi creavo una gara finta, immaginavo i sorpassi, le traiettorie, riuscivo a non vincere anche se ero da solo (ride ndr) e mi divertivo da matti facendo la telecronaca delle mie azioni. Probabilmente quindi una certa predisposizione a questo lavoro già l’avevo. Mi piace vedere quello che fanno i piloti, ho la fortuna di riuscire a leggere quello che succede in pista e sono felice di portare tutto questo nelle case delle persone. Mi succede una cosa strana: quando ero in moto non avevo paura, ora che sono fuori invece la sento perché da quest’altra parte vedi e senti di più il rischio. Mi è capitato una volta che un pilota ha fatto un highside ed io sono caduto dalla poltrona, istintivamente ho delle reazioni forti e questo mi permette di sentire in maniera quasi telepatica quello sentono i ragazzi in moto e arrivare meglio a chi ascolta in televisione. Quando una cosa la fai con passione e ti diverte, può essere solo positivo”.

Chiudiamo con dei pronostici secchi: i prossimi campioni Moto3, Moto2 e MotoGP saranno?

“Non riesco a dirteli ed evito la domanda dicendoti che il 2017 sarà un anno bellissimo dal punto di vista della spettacolarità per la lotta ai mondiali. In Moto3, e qui i ragazzi non devono deludermi perché li adoro e li ho visti crescere, abbiamo dei piloti bravissimi che possono arrivare in alto; da Bastianini a Fenati, da Di Giannantonio a Bulega, da Antonelli a Migno. In Moto2, invece, Morbidelli deve lottare sicuramente per il campionato così come Baldassarri. In MotoGP ci sarà per la prima volta l’anno prossimo una testa di serie per ogni marca; ognuno di loro potrà di la sua in ottica mondiale”.

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