Da Giovedì pomeriggio fino all’immediato post match di Inghilterra-Russia, il porto di Marsiglia si è trasformato in un vero e proprio campo di battaglia. Da una parte i supporters inglesi, dall’altra quelli russi ma non solo. Per le strade della città sono scesi anche gli ultras di casa pronti a “difendere” il loro territorio contro gli “invasori” russi ed inglesi. Poche ore dopo scene simili a Nizza, la notte prima di Polonia-Irlanda del Nord e a Lille con scontri tra tifosi tedeschi ed ucraini. Un europeo partito senza dubbio con il piede sbagliato sotto il punto di vista dell’ordine pubblico, nonostante i media francesi lo descrivessero come “l’Europeo della sicurezza” dopo i tragici fatti del Novembre scorso a Parigi. Tante le responsabilità tra cui quelle della Uefa. Ricordando gli scontri del ’98, il Governo del calcio europeo avrebbe potuto evitare di designare Marsiglia come sede di una partita così delicata. La domanda che molti si pongono è : Ora cosa farà la Uefa per cercare di porre un limite a queste pesanti situazioni ?

“NON POSSIAMO INTERVENIRE”- Nella mattinata di domenica la Uefa , in una breve e telegrafica dichiarazione, aveva espresso la sua ferma condanna rispetto agli incidenti di questi tre giorni confermando che le persone coinvolte negli atti di violenza non hanno posto nel calcio ma glissando poi sulle possibili sanzioni la UEFA può solo prendere provvedimenti disciplinari per gli incidenti che si verificano all’interno dello stadio“. Nel pomeriggio poi il cambio di rotta della Uefa, dettato probabilmente da pressioni esterne: Chiediamo alle federazioni inglese e russa si legge nella nota  di invitare i rispettivi tifosi a comportarsi in modo responsabile e rispettoso – L’Uefa non esiterà a imporre ulteriori sanzioni alla FA e alla RFU, compresa la potenziale squalifica delle rispettive squadre dal torneo, se dovessero ripetersi altri episodi di violenza” . Nel giro di poche ore si è passato quindi dalla “semplice” inchiesta sugli incidenti avvenuti all’interno del Velodrome (unico luogo in cui la Uefa può prendere provvedimenti) che vedevano protagonisti i tifosi russi, alla minaccia di esclusione delle due federazioni se si dovessero ripetere episodi di questo tipo anche lontano dagli impianti deputati ad ospitare l’evento sportivo.  Un cambio di atteggiamento che va in controtendenza rispetto alle recenti esperienze in ambito internazionale e che dimostra ancora di più lo stato di emergenza in cui si sta vivendo questo campionato europeo. Di certo la Uefa non è aiutata dalle forze dell’ordine francesi che sono sembrate piuttosto impreparate nell’arginare la violenza delle diverse tifoserie, ma le responsabilità della federazione europea sembrano evidenti. Responsabilità da ricercare soprattutto nel passato con un atteggiamento troppo morbido quando situazioni come quelle di Marsiglia sono accadute anche in competizioni europee tra club.

PRECEDENTI- Come abbiamo detto non è questa la prima circostanza in cui il massimo organo europeo per il calcio si è defilato davanti a incidenti di questo genere. Come non ricordare nel Febbraio 2015 lo scempio di Piazza di Spagna da parte dei tifosi del Feyenoord: in occasione della sfida di Europa League con la Roma, migliaia di tifosi olandesi totalmente senza controllo (ovviamente su questo la Uefa non aveva nessuna responsabilità) vennero convogliati per ore sotto la scalinata di Trinità dei Monti, devastando e vandalizzando tutto quello che passava a loro vicino. La fontana della Barcaccia venne presa di mira con petardi e danneggiata causando danni quasi incalcolabili. Per non parlare degli incidenti che si verificarono la notte prima per le strade del centro. Non solo, per permettere l’afflusso degli olandesi all’Olimpico venne paralizzata praticamente mezza città e più di qualche tifoso della Roma fu impossibilitato a raggiungere lo stadio nonostante avesse già il biglietto in mano. Risultato? Nessuna sanzione dalla Uefa per il Feyenoord, e a fine stagione la federazione olandese fu addirittura premiata con il Premio Fair Play. Copione simile anche in questa stagione quando i tifosi del Galatasaray prima della gara contro la Lazio sempre di Europa League, si resero protagonisti negli scontri contro le forze dell’ordine. Nulla a che vedere con lo scempio di un anno prima ma anche in questa circostanza la condotta dei tifosi turchi non fu presa in minima considerazione dalla Uefa. Situazioni eclatanti come quella di Marsiglia davanti alle quali la Uefa, dopo aver analizzato a fondo i fatti anche con il supporto delle forze dell’ordine,  dovrebbe in qualche modo agire per cercare di dare un messaggio forte, cercando di contribuire in maniera concreta, nel suo piccolo, ad arginare quello che ora sta diventando un fenomeno sempre più abituale in ambito europeo.  Sperando soprattutto che questo non possa essere ricordato come l’Europeo degli scontri tra tifosi.

bannerrussiaengland

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