C’è uno sport americano che sta avendo enorme successo in Cina tanto da diventare il terzo sport per presenze allo stadio di tutta la Repubblica Popolare. In Italia lo conoscemmo nel 2007 con le voci di Giacomo “Ciccio” Valenti e Dan Peterson: parliamo dello Slamball.

Lo Slamball è uno sport giocato su un campo simile a quello del basket, ma con l’aggiunta di quattro tappeti elastici (detti isole) posti sotto ogni canestro; I giocatori, saltando sui tappeti elastici, hanno la possibilità di effettuare schiacciate (del valore di tre punti). È possibile fare punti anche tirando da fuori area (il canestro vale tre punti se fatto negli ultimi 2 minuti della partita, due punti se fatto nel resto dell’incontro) o mandando la palla a canestro nell’area dei tappeti senza effettuare una schiacciata (due punti). Le regole di questo sport sono basate sul basket e prendono in prestito alcune regole dell’hockey e del Football Americano.

Nella lega, la MSAA (Multinational SlamBall Athletic Association), c’è un europeo, un italiano, che quest’anno ha giocato le Finals. E’ il primo europeo della storia della competizione ed è Marco “White” Bianchi, un gunner (l’equivalente dell’ala nel basket).

Viene da Riccione e già giocava a pallacanestro: “Mi ha aiutato molto la mia formazione cestistica anche se nello slamball quasi tutti vengono dal basket” dice in esclusiva ai nostri microfoni, ci racconta della sua passione per questo sport così particolare che piaceva un po’ a tutti quasi 10 anni fa in Italia. Ma quanto è cambiato rispetto a quando tutti i ragazzini vedevano questi atleti volare prima di vedere i Simpsons? “Non è cambiato molto, sono cambiati i canali e dove sta avvenendo lo sviluppo, ovvero la Cina. Lo Slamball è entrato di prepotenza nel loro meccanismo sportivo. È uno sport nato in America ma ha avuto sviluppo in Cina tant’è che nelle università cinesi può essere studiato dato che è diventato il vero e proprio terzo sport della Cina. Ci stanno puntando moltissimo. Pensa che hanno chiuso contratti per la costruzione di 8 campi nuovi. Facendo un parallelo, dato che il pubblico è molto giovane, si può dire che in Cina lo Slamball sta avendo lo stesso sviluppo che ha avuto il basket al college negli anni ’50“.

Marco Bianchi come tutti quelli che conoscono questo sport in Italia si sono avvicinati allo stesso grazie alle dirette su Italia 1 ed allora la conversazione è proseguita proprio sul tema della commercializzazione dello sport e White non ha dubbi “É uno sport talmente spettacolare che può avere grosse fette di pubblico. Lo Slamball oggi diverso da quello che abbiamo visto su Italia1. Grazie ad Andrea Fabbri ho scoperto che noi vedevamo solo 23 minuti su ogni match che di solito dura un’ora. Questo per esigenze televisive: tagliavano molti tempi morti”.

Marco è molto loquace e altrettanto gentilmente ci ha raccontato com’è arrivato ad essere un italiano da record: “Io ho avuto la fortuna di giocare a Rimini, ci provai e dal terzo giorno mi sono allenato 4-5 ore al giorno per raggiungere determinati risultati. Io avevo 3 sogni dal momento in cui ho visto questo sport: giocare a slamball, giocare in NBA e vincere la gara delle schiacciate. Per talento non sono mai riuscito nemmeno ad avvicinarmi all’NBA (ride n.d.r.), poi Andrea Fabbri mi disse che se mi fossi allenato molto avrei avuto l’opportunità di entrare nel Draft dello Slamball. Abbiamo mandato dei video e dopo un bel po’ di filmati mandati, mi hanno fatto vedere alla lega per farmi entrare al Draft. Una sera alle 4 di mattina mi hanno annunciato che ero entrato nel draft e non avendo connessioni televisive ho aspettato. Alle 7:30 mi hanno scritto: ero entrato e giocavo con Stan Fletcher. Non potevo chiedere di più. Per far capire cosa significa, facendo un parallelo, è come per un bambino sognare di giocare in NBA ed al Draft ti ritrovi scelto dai Cavaliers per giocare fianco a fianco a LeBron James. Stan Fletcher è nettamente il giocatore più forte del mondo. In Cina mi sono giocato il contratto e dopo i primi giorni in cui ho avuto difficoltà con la lingua mi sono ambientato.

“Quanto ancora devo imparare? Devo imparare ancora tutto. A distanza di anni ancora devo perfezionare la mia tecnica di schiacciata troppo legata al basket: nella pallacanestro per saltare molto e restare più tempo in aria, devo dare molta potenza, nello Slamball è molto diversa la dinamica perché ci sono i tappeti. Io sono uno che va giù forte anche senza tappeti, anche nel basket riuscivo a schiacciare.”. Infine abbiamo toccato un tasto dolente, tornando nel Bel Paese: “Vogliamo creare un polo a Rimini e Riccione per fare un torneo. Stiamo cercando di costruire un campo perché in estate vorremmo fare una scuola di Slamball“.

GUARDA IL VIDEO DELLO SLAMBALL

social banner

Close