Quella odierna sarà una giornata molto particolare per Tom Boonen, belga di Mol, cittadina delle Fiandre dove è nato il  15 ottobre del 1980: oggi per l’ultima volta sarà un ciclista professionista. Chiuderà infatti la sua carriera correndo per la quattordicesima volta la Parigi – Roubaix, una delle cinque classiche monumento, per molti la più prestigiosa corsa al mondo, nota come “L’inferno del Nord”, la corsa che il grande Bernard Hinault odiava al punto che dopo averla vinta nel 1981 vi tornò una sola volta nel ’82 da campione in carica e poi non vi si fece mai più vedere, la corsa che Francesco Moser vinse tre volte di fila tra il 1978 e il 1980, impresa mai riuscita a nessun altro.

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Ebbene Tom Boonen, Tornado Tom per gli appassionati, la Roubaix l’ha vinta quattro volte ( 2005, 2008, 2009, 2012) ed è il primatista di successi insieme a un altro grande belga, anche lui fiammingo, Roger de Vlaeminck vincitore negli anni appena precedenti alla tripletta di Moser, tra il 1972 e il 1977. Il sogno di Boonen è lasciare con la quinta vittoria: l’ha sfiorata lo scorso anno quando finì secondo, sfinito dopo una gara durissima, battuto da un carneade, l’australiano Mathew Hayman, classe 1978, che, onesto professionista dal 2000, in carriera aveva vinto fino a quel momento una manciata di corse di secondo piano, l’ultima delle quali nel 2011. Probabilmente se in quell’occasione non fosse spuntato Hayman a rovinare tutto Boonen avrebbe chiuso la carriera a fine 2016, ma visto che l’australiano c’era e nella Roubaix 2016 ha vissuto lui la sua favola, Tom ha deciso di prolungare la carriera di qualche mese per riprovarci e realizzare il suo di sogno.

Professionista dal 2002 Boonen vanta un palmarès molto prestigioso, oltre alle quattro Parigi-Roubaix ha vinto tre volte il Giro delle Fiandre, altra classica monumento, un Campionato del Mondo, sette tappe e una classifica a punti al Tour de France, due tappe alla Vuelta d’Espana, e una serie di altre classiche del Nord: cinque E3 Harelbeke, tre Gand-Wevelgen, e tante altre. Due le sue vittorie alla Scheldeprijs, la prova che si svolge proprio in provincia di Anversa, sulle strade di casa, e dove lo scorso 5 aprile ha disputato la sua penultima corsa, l’ultima in territorio belga. L’organizzazione ha voluto tributargli grandi omaggi. La partenza è stata eccezionalmente spostata proprio nella sua città natale,  Mol e per rendergli omaggio dopo l’avvio in parata dalla piazza centrale gremita da una folla incredibile, la carovana dei ciclisti ha percorso alcuni chilometri per le vie del paese in trasferimento, passando davanti alla casa dove è nato, all’asilo e alle scuole superiori  che ha frequentato,  fino a raggiungere la casa per anziani dove risiedono suo nonno e sua nonna, e proprio lì è stata data la partenza reale della corsa con un emozionatissimo nonno Raymond Boonen a sventolare la bandiera delle Fiandre nel ruolo di starter. In corsa il belga ha lavorato per il compagno alla Quick-Step Floors Marcel Kittel, risultato poi vincitore della prova, e nel finale si è leggermente staccato dal gruppo onde non correre i rischi della volata, per tagliare il traguardo salutando l’immensa folla presente: all’arrivo invitato sul podio per salutare la folla ha dichiarato:

“E’ incredibile, qualcosa di mai visto. Voglio ringraziare tutti per il sostegno che mi è stato dato durante la mia carriera, non credo nessun altro abbia mai avuto un addio simile. Che una corsa importante come questa sia partita dal mio paese è incredibile. E’ stato bellissimo pedalare per un’ora sulle strade su cui mi alleno di solito, non potrò mai ringraziare abbastanza chi ha organizzato tutto questo per me.”

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 Oggi alla Roubaix però il suo atteggiamento sarà ben diverso, sarà per l’ultima volta quello di chi corre per vincere, andrà per l’ultima volta all’assalto della mitica foresta di Aremberg e avrà tutta la squadra al suo servizio. Il quinto successo arriverà? Vedremo, ciò che è certo è che comunque nulla scalfirà il suo mito. Boonen in Belgio non può circolare per strada, viene riconosciuto continuamente e fermato dai tifosi che vogliono toccarlo, farsi un selfie, avere un autografo. La granfondo in cui tra qualche settimana saluterà i cicloamatori condividendo con loro qualche chilometro in strada ha già chiuso le iscrizioni dopo aver raggiunto il limite massimo possibile di presenze: ventimila!

 

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