Le ultime indiscrezioni riportano il futuro di Luciano Spalletti lontano da Roma e dalla Roma. Adesso si parla di un possibile approdo alla guida della nazionale di calcio ora che Antonio Conte ha lasciato libera la panchina dopo essersi accasato al Chelsea. Il sito di SportMediaset.it ne parla addirittura come possibile “una via d’uscita” per il tecnico di Certaldo; come se Spalletti dovesse fuggire da qualcosa o peggio ancora da qualcuno. Tanto sarebbe pesante l’aria in quel di Trigoria.Una guerra civile” sarebbe addirittura arrivata a definirle Il Giornale. Certo, non sono un mistero le incomprensioni con il capitano Francesco Totti. Il quale, alla soglia dei 40 anni, si è visto relegato in panchina e adoperato con il contagocce.

Nonostante i piedi (“straordinari” proprio per bocca di Spalletti) siano quelli di sempre, capaci di realizzare gol belli e imprevedibili come quello (il primo) nell’ultima vittoria contro il Torino. E che nelle ultime due giornate di campionato abbiano “salvato” la Roma da due possibili sconfitte prima contro l’Atalanta e poi all’Olimpico proprio contro il Torino. Riportando, per la gioia di molti giornali, la polemica al centro della scena.

Con la domanda di partenza che tornava ad essere la stessa: Totti o Spalletti? Come se veramente i due non potessero coesistere; e l’uno escludesse per forza di cose l’altro. Ma se Totti, come hanno (giustamente) scritto molti giornali non si può discutere neanche a 40 anni (visti i risultati), l’altra domanda, alla quale bisognerebbe dare una risposta diventa necessariamente un’altra: ma si può discutere Luciano Spalletti? Guardando ai numeri della Roma, la risposta dovrebbe essere che no, Luciano Spalletti non si può discutere. La Roma, che il calcio d’estate dava come una delle favorite per lo scudetto, alla 20° giornata di campionato (la settimana dell’esonero di Rudy Garcia) occupava il quinto posto della classifica. Lo scudetto era semplicemente un miraggio e l’Europa che conta (cioè la qualificazione alla Champions League) fortemente a rischio. Garcia aveva lasciato una squadra con il morale a pezzi. Che  solo a metà della stagione, con il sogno scudetto ormai svanito e gli ottavi di finale di Champions ancora da disputare contro il Real Madrid, rischiava di pensare già a dove poter trascorrere le vacanze estive.

Poi, invece, è ritornato lui. Luciano Spalletti da Certaldo. Che se ne era andato in un pomeriggio di settembre del 2009, all’indomani di una sconfitta con la Juventus nella seconda giornata di campionato. Non aveva sbattuto la porta ma l’aveva momentaneamente chiusa. All’epoca si dissero tante cose: che si era concluso un ciclo; che a Spalletti fosse ormai sfuggita di mano la squadra; che al tecnico non andavano proprio giù i “comportamenti” di alcuni giocatori. Totti e De Rossi in primis. Già proprio quei “comportamenti” che il tecnico di Certaldo ha sempre ripetuto più volte (anche in conferenza stampa) che dovevano essere i “comportamenti giusti”. E che evidentemente, sempre giusti non sono stati.

Come, di recente, l’intervista che Totti ha rilasciato alla Rai (il 20 febbraio scorso) chiedendo “più rispetto”. E che Spalletti non ha proprio digerito, a tal punto di spedire (la domenica successiva per l’incontro contro il Palermo) il Capitano direttamente in tribuna. Scatenando un vespaio di polemiche. E via di nuovo a scrivere che avrebbe ragione l’uno oppure l’avrebbe l’altro. Totti contro Spalletti, una volta di più. Come prima. Forse, anche più di prima. Ma i tempi, rispetto a prima, sono evidentemente cambiati.

Non c’è più Rosella Sensi, romana e romanista proprio come Francesco. La quale, non riusciva proprio a dire di no alle richieste che arrivavano dal Capitano. Come quelle, “di interrompere i ritiri” (e tante altre cose) imposti allora dal tecnico di Certaldo. Oggi, c’è mister Pallotta che nonostante le frasi di facciata, sta provando veramente come scrive sempre Il Giornale a “deromanizzare” la Roma. Nel senso di dare maggiori poteri al tecnico e meno ai giocatori, anche quelli più rappresentativi. Romani e romanisti (come appunto Totti e De Rossi). Spalletti dal canto suo ha risposto con i risultati: 8 vittorie consecutive, 34 punti conquistati in 15 gare, terzo posto in classifica e qualificazione Champions (quasi) assicurata. E soprattutto, con il coraggio di prendere le decisioni. Anche quelle più impopolari. Ma sempre per il bene della squadra. Come quella di mandare in tribuna il giocatore più importante nella storia della Roma. Un coraggio che solo un Mister, con la emme maiuscola, potrebbe avere.

bannertotti

Close