A Milano la giunta di Beppe Sala si è insediata da quasi due mesi, ma le prime novità sono già in campo. Tra queste, nel Municipio 3, ha suscitato curiosità la delega alla felicità e benessere affidata al ventiseienne neo-assessore Luca Costamagna. Che benessere e felicità possano essere sinonimo di sport, è quanto di più spontaneo – e forse banale – possa dirsi. Si parla sempre di sport come antistress, come miglior modo per stare in forma, come pratica collettiva, al di là della competizione e dell’agonismo. Abbiamo cercato di capire con l’Assessore Costamagna se e in che modo il comune di Milano, in particolare il Municipio 3 (zona est della città) intenda promuovere nuove forme di sport nell’ottica del benessere e della felicità.

Anzitutto, che cos’è l’Assessorato al Benessere e Felicità?

Benessere e Felicità è un binomio che sa di semplificazione, innovazione e tempo libero. Abbiamo voluto dare un riconoscimento ai contributi sul tema della felicità pubblica, affrontati da diversi economisti come Stefano Zamagni e Luigino Bruni, rifacendoci al precedente assessorato di Chiara Bisconti, cercando di avere in tutte le nostre politiche la cifra della felicità, in questo caso, felicità urbana, attivando processi di partecipazione collettiva. In ogni caso, questa delega non è una nostra invenzione, esiste già in tanti comuni (es: Ceregnano, RO).

Felicità, benessere e sport. Senza entrare nel campo della dotazione infrastrutturale e tecnica, quale legame vedi fra le tre componenti?

Premetto che la delega allo sport è affidata a Massimo Scarinzi, ma il consiglio di zona 3, ora Municipio 3, ha fatto molto per lo sport, con il progetto Il miglio di sport, occasione di benessere, e con le giornate di trasformazione di Corso Buenos Aires in luogo di attività sportiva. Intendiamo portare lo sport nelle piazze, dal calcio allo skateboard al karate. Nel Programma di Coalizione si pensa anche al benessere fisico, anche con un’attenzione agli anziani, con corsi di ginnastica dolce, promossi negli edifici popolari, oltre che manifestazioni per disabili, a prezzi agevolati. In tal senso, mi impegno anche ad abolire tutte le barriere architettoniche.

Quali iniziative intendete proporre?

Oltre a quelle già citate, come detto, vogliamo portare lo sport nei cortili e negli spazi verdi degli edifici popolari, e in generale, legare lo sport al tema della felicità e benessere portandolo fuori dalle strutture deputate, e non confinarlo solo al mondo dei giovani (Costamagna ricopre anche la delega alla Cultura e Politiche Giovanili, ndr). Lo sport deve diventare una voce nel criterio del BES, Benessere Equo Sostenibile, perché, come diceva Kennedy, la felicità non si misura solo col PIL, ed esiste un Diritto alla Felicità dal 1776, giorni della Dichiarazione d’Indipendenza Americana. Serve riempire la parola felicità di contenuti portando tante iniziative nelle piazze e spazi verdi.

In tal senso il nuovo corso con la giunta Sala sta già preparando questi nuovi progetti?

Un anno fa, con il Bilancio Partecipativo, ha vinto l’opera di riqualificazione del Parco Lambro, un progetto da 800.000€ per rigenerare le strutture sportive del parco. Questo è già un segnale. Ma «Benessere e Felicità» implicano anche il coraggio di cambiare, con una dimensione legata agli aspetti fisici di questi due elementi, andando a chiedere al cittadino cosa lo rende felice, per una riqualificazione attenta.

Come possono le istituzioni sollecitare o anche produrre felicità e benessere?

Io ho girato tutti i quartieri e mi rendo conto che non si possa verificare tutto è subito, è un processo graduale che porta i suoi risultati con calma, ma vogliamo riallacciare tutte le zone del Municipio 3, dall’area popolare Rizzoli alla zona centrale di Porta Venezia. Fare rete e generare benessere non ha un gran costo, e bisogna iniziare dai posti lasciati a sé stessi, portando lo sport anzitutto lì, in quelle piazze, per poi scoprire cosa si può fare in ogni singolo luogo.

Che slogan useresti per promuovere questi nuovi obiettivi del Comune di Milano?

Ti direi «essere felici di abitare il proprio territorio». Inoltre, un municipio comunica meglio quello che fa non solo sui social o sui giornali, vorrei che il mio ufficio da assessore fosse anche accessibile ai cittadini.

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