Claudio Lotito torna a parlare di Curva Nord. Lo fa dalla cattedra dell’Università Europea di Roma. Il Presidente della Lazio si scaglia contro quella parte della tifoseria che, a suo dire, ha un forte peso all’interno del settore più caldo di fede biancoceleste che, dopo un’annata deludente, è tornato a contestare, evidenziando come il rapporto con il consigliere federale non sia mai sbocciato.

Il numero 2 della Federcalcio si è soffermato sul ruolo degli ultras all’interno della società, sottolineando come pochi individui siano i responsabili di un clima che non ha nulla a che fare con lo sport e con comportamenti civili. Porta all’attenzione le analisi condotte dal comitato per la sicurezza delle curve, secondo il quale la Curva Nord sia diventata un luogo di spaccio di droga, vendita di merchandising contraffatto, prostituzione e reclutamento di criminali.

Un luogo ad appannaggio di pochi che, sempre a suo dire, negli anni passati, ai tempi di Cragnotti, indirizzava addirittura le scelte societarie in capo al calcio mercato e alle strategie di sviluppo. Situazione che è cambiata grazie al suo insediamento a Formello, quando la Curva ha perso il suo peso decisionale e la società non è più suddita dei suoi tifosi più fedeli.

Ha parlato anche riguardo alle barriere interne allo stadio, dichiarando di non poter far altro che rispettare una scelta di un’autorità pubblica come la Prefettura. Conclude, come spesso accade, autoelogiando il suo operato come un esempio di calcio trasparente in linea con quanto espresso dal Fair Play finanziario.

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