Mentre il calcio mondiale è investito dallo scandalo all’interno della FIFA, il calcio italiano fa segnare l’ennesimo episodio negativo. Nella mattinata di oggi, la DIGOS ha eseguito una perquisizione all’interno della FIGC nell’ambito di un’inchiesta portata avanti dalla Procura di Napoli. Il motivo di questa azione è l’accusa di estorsione da parte del Presidente della Lazio e della Salernitana, nonché vice presidente della Federcalcio italiana, Claudio Lotito.

L’indagine è scaturita a seguito della registrazione di una telefonata tra Lotito e il dg dell’Ischia calcio, Pino Iodice, consegnata agli inquirenti. Gli illeciti contestati dalla Procura sono relativi ai tentativi di estorsione da parte dell’imprenditore romano verso società di Lega Pro al fine di ottenere voti di approvazione del Bilancio con lo scopo di acquisire posizioni di forza in FIGC, Serie A e leghe minori anche in favore di Lazio e Salernitana, di cui lo stesso è presidente.

La DIGOS, oltre alla FIGC, ha perquisito anche gli uffici di Lotito presso Formello, centro sportivo della Lazio, e presso la sua abitazione privata nel quartiere EUR. Inoltre, all’interno della Federcalcio, oltre che all’interno delle stanze di Lotito, sono state effettuati dei controlli ispettivi negli uffici di Carlo Tavecchio, presidente FIGC, e Mario Macalli, presidente di Lega Pro, che però all’ stato attuale non risultano essere indagati. Per la Procura di Napoli, Claudio Lotito sarebbe indagato per dei contributi versati a club di Lega Pro, ex serie C, al fine di ottenere l’appoggio per l’elezione del Presidente Mario Macalli.

In merito alla vicenda, aveva aperto un fascicolo anche la Procura Federale della FIGC, attraverso Stefano Palazzi, al fine di verificare se le parole del Presidente della Lazio, nella famosa telefonata con il dg Pino Iodice, avessero avuto un seguito.

Nel frattempo, va avanti l’inchiesta calcioscommesse, con altre cinque persone indagate e un’altra partita sospetta.

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