La stranezza del regolamento della Serie B, per quanto riguarda la disputa dei play off e dei play out, è stata messa maggiormente in risalto in questa stagione sportiva appena conclusa. Secondo le regole che disciplinano gli “spareggi”, infatti, se la squadra terza classificata al termine del regolare campionato ha ottenuto più di 10 punti di distacco dalla quarta, è direttamente promossa nella massima serie. A differenza delle retrocessioni in Lega Pro: se la quart’ultima della classifica della serie cadetta ha realizzato più di cinque punti di distacco dalla quint’ultima, è retrocessa senza potersi aggrappare alla speranza “play out” – come avvenuto quest’anno-. 10 punti di distacco dalla quarta, dunque, per salire direttamente in A, 5 punti dalla quart’ultima per restare in B. Non c’è, dunque, uniformità tra le ipotesi di svolgimento dei play off e dei play out. E questo, potrebbe divenire un’ingiustizia insopportabile per quelle squadre che, paradossalmente, hanno condotto sempre un campionato al vertice, per poi rischiare di essere eliminate, nell’insidiosa turnata dei play off, da una squadra arrivata alla lotteria degli spareggi per il rotto della cuffia.

Se, infatti, c’è un distacco comprendente i 14 punti tra la terza e l’ottava, i play off vedono coinvolte le squadre che si sono classificate dal gradino più basso del podio fino, appunto, a chi è giunto nell’ottava posizione. Negli ultimi quattro anni di play off, intanto, nessuna formazione classificatasi terza è poi salita in serie A: Latina, Livorno, Vicenza e Trapani le squadre arrivate terze nelle ultime stagioni, ma sconfitte nei play off. In questi casi, però, il distacco tra la terza e la quarta era minimo -tranne per il Livorno che conquistò 7 punti di vantaggio sulla quarta, l’Empoli, che poi andò in serie A- al contrario di quanto accaduto quest’anno dove il Frosinone, giunto terzo, ha distaccato il Perugia, quarta classificata, con 9 punti, uno solo in meno per accedere alla promozione diretta. In serie B, in ogni caso, solo per un anno non si sono svolti i play off: stagione 2006/2007 Juventus, Napoli e Genoa direttamente in serie A. 10, infatti, furono i punti di distacco tra la squadra della Lanterna, arrivata terza, ed il Piacenza, classificatasi quarta al termine del campionato regolamentare.

L’ombra dei diritti televisivi e del ricavo dei biglietti, infatti, potrebbe aleggiare su tutta la questione. Senza ombra di dubbio, sono molto più attraenti e seguite le “battaglie” combattute per salire in Serie A, rispetto a partite giocate da squadre arrivate tra le ultime in classifica e che, con le unghie e con i denti, si giocano la permanenza nelle serie cadetta. Considerando anche i 64,5 milioni di euro che Sky elargisce alla serie B per il triennio 2015-2018 per i diritti televisivi – 21 milioni di euro per l’anno passato, 21,5 milioni per questo ancora in corso e 22 milioni per il prossimo– sembra quasi che questo sistema di regolamento sia pensato per strizzare l’occhio proprio alla parte “economica” del calcio, tra diritti televisivi, introiti pubblicitari e ricavi dai soldi dei biglietti -per gli spareggi infatti non vale l’abbonamento annuale già acquistato e quindi si è costretti a fare nuovi singoli tagliandi anche per gli abbonati- con buona pace della meritocrazia e della costanza sportiva.

Fonte Foto: SportAvellino

Close