Con la consegna del progetto al CONI per l’esame preliminare prima dell’ultima verifica in Regione, lo stadio della Roma è arrivato alle battute finali. Prima di sapere se effettivamente Pallotta e soci potranno coronare il sogno di costruire il “nuovo Colosseo” bisognerà però aspettare l’approvazione definitiva della Conferenza dei Servizi. Dunque, ancora qualche mese (la Regione ha tempo fino a 180 giorni per esprimersi dal giorno di ricevimento della documentazione)  e poi si saprà tutto. Intanto però si è ritornati a parlare del progetto e di tutto ciò che gli gira intorno. Da una parte i favorevoli (che considerano il progetto dello Stadio una grande opportunità) e dall’altra invece i contrari (che bollano l’iniziativa come una speculazione a beneficio di pochi).

Nel mezzo i numeri del progetto che al momento rappresentano forse la fonte di informazione dalla quale partire per capire di che cosa realmente si tratti. Impresa comunque difficile, dato che, come scriveva anche Mattia Pintus su queste colonne il 2 maggio scorso, per spiegare tutti i passaggi di questo progetto (che nella versione definitiva consegnata al CONI si compone di 8000 pagine) forse, non basterebbe un libro. Piuttosto una guardata veloce ai numeri, può essere comunque un esercizio utile. Per questo, in attesa che vengano diffuse le cifre della versione definitiva, possono essere utilizzati anche i numeri diffusi nel giugno 2015.

Quando il progetto venne nuovamente presentato in Comune, dopo le modifiche richieste in seguito all’approvazione (nel dicembre 2014) da parte dell’Assemblea comunale della delibera che ne riconosceva la “pubblica utilità. Sulla quale, anche dopo il via libera dell’aula Giulio Cesare, si sono abbattute le polemiche di coloro che continuano a lamentare una “marginalità” dell’opera- stadio rispetto all’intero progetto. Il quale, come noto, prevede anche la realizzazione di altre opere come il Business Park e il Master Site e un Parco sul Tevere.

Detto in altri termini, di un gigantesco complesso edilizio composto di 3 grattacieli (il Business Park) il più alto dei quali arriva fino a 200 metri di altezza, da destinare a scopi sia commerciali che residenziali. Inoltre, di un altrettanto complesso di strutture sportive (il Master Site) per 105 ettari circa, all’interno del quale dovrà sorgere la “Nuova Trigoria”. Infine un’area di ulteriori 34 ettari (il Parco sul Tevere) che si estenderà fino agli argini del fiume. Compresa la mastodontica colata di cemento da destinare ai parcheggi che dovrebbero arrivare a contenere fino a 10000 vetture.

Poi ci sono le infrastrutture, la realizzazione delle quali il Comune di Roma ha posto come condizione necessaria per l’approvazione del progetto. E parliamo dell’allargamento dello svincolo autostradale della Roma-Fiumicino; l’adeguamento del tratto che collega la via Ostiense con la via del Mare fino al GRA (Grande Raccordo Anulare); un ponte pedonale che colleghi la stazione della linea ferroviaria FL1 ( il treno che da Orte arriva fino all’aeroporto di Fiumicino) fino all’area dove sorgerà lo stadio; la messa in sicurezza del bacino del Fosso di Vallerano. Per quanto riguarda i costi, (alcuni di questi sono consultabili anche sul sito vocegiallorossa.it) la cifra complessiva dell’investimento  (stadio, business park e infrastrutture) si aggira intorno al 1 miliardo e 500 milioni di euro, dei quali 400 previsti solo per la realizzazione dello stadio. Il restante da dividere tra il Business Park, Master Site e infrastrutture. Le quali, come stabilito, saranno tutte a carico dei privati. Anche perché, come ha ribadito in campagna elettorale anche il candidato del Pd Roberto Giachetti, il Comune di Roma non sarebbe in grado (data la situazione finanziaria attuale) di poterle costruire. Per i privati, diventa dunque un passaggio obbligato dovervi fare fronte.

In questo caso, un’indicazione (seppur approssimativa) dei costi per le opere pubbliche è arrivata direttamente dal sito dell’amministrazione capitolina nel quale venne pubblicata una locandina sintetica di tutte le opere e dei costi necessari per realizzarle. Alla voce “investimenti privati per opere pubbliche” si legge allora che l’ammontare totale è di 195 milioni circa: suddivisi tra i 93,7 per la viabilità della Roma-Fiumicino; i 38,6 per la via Ostiense; i 50 per la metro B; 7,5 per il ponte pedonale e 5 per la messa in sicurezza del fosso di Vallerano. 

Passando invece a quello che dovrebbe essere l’impatto sull’occupazione, dal progetto è prevista la creazione di 3000 posti di lavoro “diretti”, cioè solo quelli che verranno coinvolti per la realizzazione di tutte le opere. Non sono presi in considerazione i posti di lavoro che invece potranno essere generati “dall’ indotto” una volta che il progetto sarà completato. Quando lo stadio sarà in funzione infatti, secondo le stime, solo nella struttura sarebbero impiegate 2500 persone mentre all’interno del Business Park (considerando anche che le “Torri” dovrebbero diventare la sede di grandi aziende) troverebbero spazio circa 13500 unità (di cui 12500 nelle aziende). Infine, altri 4750 nel Master Site.

Ma il progetto dello Stadio della Roma porterebbe anche altri benefici. Come quelli indicati da Vincenzo De Tommaso responsabile dell’Ufficio Studi di Idealista.it , società che opera nel settore immobiliare. Ossia di una possibile (se non scontata) rivalutazione immobiliare della zona di Tor di Valle, come anche delle zone limitrofe, “che nell’ordine potrà andare dal 10 al 20% nel giro di 2 anni, grazie al possibile rilancio della zona in chiave turistica”. In tutto questo fino ad oggi, soltanto per coprire i costi della fase preliminare, sarebbero stati spesi almeno 30 milioni di euro. Che infatti sono anche la cifra che la banca d’affari americana Goldman Sachs, come si legge in un comunicato ufficiale del club, ha concesso in finanziamento alla società Stadio TDV Spa (che si occupa della gestione finanziaria del progetto) nello scopo di  “finanziare determinati costi preliminari”. Denaro che dovrà essere rimborsato “entro 22 mesi dalla data di utilizzazione iniziale”. Almeno Goldman Sachs, a quanto pare, sembra credere che alla fine il sogno di Pallotta venga realizzato.

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