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Giochi di palazzo

LO STADIO DELLA ROMA: TANTE CHIACCHIERE, ALTRETTANTI NUMERI

Simone Nastasi

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Con la consegna del progetto al CONI per l’esame preliminare prima dell’ultima verifica in Regione, lo stadio della Roma è arrivato alle battute finali. Prima di sapere se effettivamente Pallotta e soci potranno coronare il sogno di costruire il “nuovo Colosseo” bisognerà però aspettare l’approvazione definitiva della Conferenza dei Servizi. Dunque, ancora qualche mese (la Regione ha tempo fino a 180 giorni per esprimersi dal giorno di ricevimento della documentazione)  e poi si saprà tutto. Intanto però si è ritornati a parlare del progetto e di tutto ciò che gli gira intorno. Da una parte i favorevoli (che considerano il progetto dello Stadio una grande opportunità) e dall’altra invece i contrari (che bollano l’iniziativa come una speculazione a beneficio di pochi).

Nel mezzo i numeri del progetto che al momento rappresentano forse la fonte di informazione dalla quale partire per capire di che cosa realmente si tratti. Impresa comunque difficile, dato che, come scriveva anche Mattia Pintus su queste colonne il 2 maggio scorso, per spiegare tutti i passaggi di questo progetto (che nella versione definitiva consegnata al CONI si compone di 8000 pagine) forse, non basterebbe un libro. Piuttosto una guardata veloce ai numeri, può essere comunque un esercizio utile. Per questo, in attesa che vengano diffuse le cifre della versione definitiva, possono essere utilizzati anche i numeri diffusi nel giugno 2015.

Quando il progetto venne nuovamente presentato in Comune, dopo le modifiche richieste in seguito all’approvazione (nel dicembre 2014) da parte dell’Assemblea comunale della delibera che ne riconosceva la “pubblica utilità. Sulla quale, anche dopo il via libera dell’aula Giulio Cesare, si sono abbattute le polemiche di coloro che continuano a lamentare una “marginalità” dell’opera- stadio rispetto all’intero progetto. Il quale, come noto, prevede anche la realizzazione di altre opere come il Business Park e il Master Site e un Parco sul Tevere.

Detto in altri termini, di un gigantesco complesso edilizio composto di 3 grattacieli (il Business Park) il più alto dei quali arriva fino a 200 metri di altezza, da destinare a scopi sia commerciali che residenziali. Inoltre, di un altrettanto complesso di strutture sportive (il Master Site) per 105 ettari circa, all’interno del quale dovrà sorgere la “Nuova Trigoria”. Infine un’area di ulteriori 34 ettari (il Parco sul Tevere) che si estenderà fino agli argini del fiume. Compresa la mastodontica colata di cemento da destinare ai parcheggi che dovrebbero arrivare a contenere fino a 10000 vetture.

Poi ci sono le infrastrutture, la realizzazione delle quali il Comune di Roma ha posto come condizione necessaria per l’approvazione del progetto. E parliamo dell’allargamento dello svincolo autostradale della Roma-Fiumicino; l’adeguamento del tratto che collega la via Ostiense con la via del Mare fino al GRA (Grande Raccordo Anulare); un ponte pedonale che colleghi la stazione della linea ferroviaria FL1 ( il treno che da Orte arriva fino all’aeroporto di Fiumicino) fino all’area dove sorgerà lo stadio; la messa in sicurezza del bacino del Fosso di Vallerano. Per quanto riguarda i costi, (alcuni di questi sono consultabili anche sul sito vocegiallorossa.it) la cifra complessiva dell’investimento  (stadio, business park e infrastrutture) si aggira intorno al 1 miliardo e 500 milioni di euro, dei quali 400 previsti solo per la realizzazione dello stadio. Il restante da dividere tra il Business Park, Master Site e infrastrutture. Le quali, come stabilito, saranno tutte a carico dei privati. Anche perché, come ha ribadito in campagna elettorale anche il candidato del Pd Roberto Giachetti, il Comune di Roma non sarebbe in grado (data la situazione finanziaria attuale) di poterle costruire. Per i privati, diventa dunque un passaggio obbligato dovervi fare fronte.

In questo caso, un’indicazione (seppur approssimativa) dei costi per le opere pubbliche è arrivata direttamente dal sito dell’amministrazione capitolina nel quale venne pubblicata una locandina sintetica di tutte le opere e dei costi necessari per realizzarle. Alla voce “investimenti privati per opere pubbliche” si legge allora che l’ammontare totale è di 195 milioni circa: suddivisi tra i 93,7 per la viabilità della Roma-Fiumicino; i 38,6 per la via Ostiense; i 50 per la metro B; 7,5 per il ponte pedonale e 5 per la messa in sicurezza del fosso di Vallerano. 

Passando invece a quello che dovrebbe essere l’impatto sull’occupazione, dal progetto è prevista la creazione di 3000 posti di lavoro “diretti”, cioè solo quelli che verranno coinvolti per la realizzazione di tutte le opere. Non sono presi in considerazione i posti di lavoro che invece potranno essere generati “dall’ indotto” una volta che il progetto sarà completato. Quando lo stadio sarà in funzione infatti, secondo le stime, solo nella struttura sarebbero impiegate 2500 persone mentre all’interno del Business Park (considerando anche che le “Torri” dovrebbero diventare la sede di grandi aziende) troverebbero spazio circa 13500 unità (di cui 12500 nelle aziende). Infine, altri 4750 nel Master Site.

Ma il progetto dello Stadio della Roma porterebbe anche altri benefici. Come quelli indicati da Vincenzo De Tommaso responsabile dell’Ufficio Studi di Idealista.it , società che opera nel settore immobiliare. Ossia di una possibile (se non scontata) rivalutazione immobiliare della zona di Tor di Valle, come anche delle zone limitrofe, “che nell’ordine potrà andare dal 10 al 20% nel giro di 2 anni, grazie al possibile rilancio della zona in chiave turistica”. In tutto questo fino ad oggi, soltanto per coprire i costi della fase preliminare, sarebbero stati spesi almeno 30 milioni di euro. Che infatti sono anche la cifra che la banca d’affari americana Goldman Sachs, come si legge in un comunicato ufficiale del club, ha concesso in finanziamento alla società Stadio TDV Spa (che si occupa della gestione finanziaria del progetto) nello scopo di  “finanziare determinati costi preliminari”. Denaro che dovrà essere rimborsato “entro 22 mesi dalla data di utilizzazione iniziale”. Almeno Goldman Sachs, a quanto pare, sembra credere che alla fine il sogno di Pallotta venga realizzato.

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25 Commenti

25 Comments

  1. Rimango sorpreso di come questo giornale che ammiro e di cui sono sostenitore per la capacità critica sempre dimostrata lasci scrivere del famigerato Stadio della Roma ad un giornalista che non dimostra nella stesura dell'articolo di avere particolarmente a cuore i valore del bene comune della città di Roma ma molto più quello dei palazzinari coinvolti nel progetto di realizzazione di quest'opera che cementificherà ancora di più la città.

    maggio 20, 2016 at 11:34 am

    Rimango sorpreso dal fatto che questo giornale che ammiro e di cui sono sostenitore pubblichi un articolo sul famigerato Stadio della Roma che non dimostra a mio parere quella capacità di analisi critica che il giornale ha sempre dimostrato. Sembra più ispirato da interessi legati ai palazzinari coinvolti nel progetto di realizzazione che non dalla tutela del bene comune della città di Roma che sarà destinata nuovamente ad ingoiare nuove colate di cemento.
    Cordiali saluti

    • Cristiano

      maggio 20, 2016 at 12:28 pm

      Ancora con questa speculazione..ma basta! Parlate senza cognizione di causa..leggete e non capite! Dal progetto si evince che, paradossalmente, è il Comune che specula sulla Roma visto che quest’ultima si deve fare carico anche di opere pubbliche come le infrastrutture. Oltre allo Stadio si fanno anche 2 palazzi adiacenti facenti parte della struttura per intero? Cosa c’è che non quadra? Succede in tutto il mondo quando si costruiscono stadi nuovi! Fanno i parcheggi e addirittura col cemento? Oddio la prossima volta li facessero in legno, anzi non li facessero neanche anche perchè a che serve un parcheggio davanti ad un impianto di 45 mila posti?!?! Solo in Italia, anzi solo a Roma si ragiona così! Non si può costruire niente perchè altrimenti si fanno gli interessi dei palazzinari! Piccola annotazione: gli interessi di privati su nuovi edifici sono legittimi e alla base dell’attività imprenditoriale, se vengono chiaramente approvati. Per di più lo stadio della Roma è interamente finanziato da denari privati quindi di quali palazzinari stiamo parlando? Forse sono proprio i palazzinari in questione che stanno facendo problemi per ostacolare qualcosa in cui non possono mettere le mani. Di quale speculazione si sta parlando? Chi sta sfruttando lo Stato per i propri interessi? Ma dai..fate una ricca colazione prima di mettervi alla tastiera..e soprattutto lasciate stare slogan strafritti che sono il vero problema dell’Italia.

  2. giuseppe

    maggio 20, 2016 at 12:16 pm

    Non capisco perchè a Roma, che è capitale d’Italia ed anche un pò “del mondo”, se proprio si debba fare uno stadio nuovo non abbiano pensato ad uno stadio ispirato al massimo mausoleo esistente al mondo ovvero al Colosseo. Avrei apprezzato molto di più (e ….credo non solo io) un nuovo stadio realizzato con materiali moderni(acciaio, alluminio, vetro, plexiglas, etc…) ma, almeno nelle forme, del tutto ispirato al Colosseo completo cosi’ come concepito dagli antichi romani e come ci hanno abituati a vederlo in T.V. nelle tante ricostruzioni degli esperti.
    Sarebbe sicuramente un idea molto più valida ed intelligente da perseguire in modo da rendere omaggio,anche in maniera più concreta, a quei grandi costruttori che furono gli antichi romani che ci hanno preceduto ed insegnato con le loro grandi opere(altro che la “Salerno Reggio Calabria” eterna incompiuta) e dai quali noi oggi in buona parte discendiamo.
    Meditate gente …. meditate!!!

    • marco

      maggio 20, 2016 at 12:51 pm

      Ma il Mausoleo è una tomba, un monumento funerario! Il Colosseo non lo è!

  3. fernando sagrillo

    maggio 20, 2016 at 12:25 pm

    Chi non e’ d’accordo con questa iniziativa puo’ essere:
    – fa parte di Aziende che non sono state coinvolte
    – non ha possibilita’ di lucrare sui lavori come accade a Roma
    – fede laziale normalmente piena di invidia per la ASRoma da sempre
    – non conosce lo stato attuale della zona
    – disinteresse per le possibilia’ di lavoro attuali e per il futuro.
    Avanti Pallotta !!!

  4. Andrea

    maggio 20, 2016 at 12:49 pm

    Io rimango sgomento e allibito dal l’indignazione di quei cittadini che si oppongono in maniera del tutto ottusa e retrograda difronte ad un’opportunità e irripetibile per tutta la città di Roma
    Circa 6000 posti di lavoro andranno creati , si andrà a riqualificare una zona limitrofe alla città attualmente del tutto abbandonata e degradata rendendola viva e attrattiva anche a livello turistico
    Opere pubbliche come raccordi e ponti stradali ampliamenti migliorie della metro C tutti a carico del committente privato e zero spese per il comune di Roma e quindi per il cittadino, riqualificazione delle sponde del Tevere un parco di circa 40 ettari, sarebbe una costruzione che porterebbe la città di Roma al pari o addirittura in vantaggio rispetto a tutte le altre grandi capitali Europee che posseggono impianti simili già da decenni.
    Insomma fa veramente pensare e quindi credere che l’ostracismo di alcuni dimostrato nei confronti di questa possibilità sia solo frutto di giochi di potere dovuti e voluti dalla solita politica Bieca e corrotta in congiunzione con qualche altro personaggio re del mattone ben noto nel nostro paese .

  5. cicciomerenda

    maggio 20, 2016 at 1:18 pm

    Qualche km da questo ‘cul de sac’, dove vorrebbero costruire lo stadio, vi sono: la fiera e relativi parcheggi, 2 centri commerciali e relativi parcheggi, linea ferroviaria e nuova viabilità (esterna al GRA!),
    Si potrebbe sapere quale ‘genio’ ha individuato questa area e se vi è uno studio su quale sarebbe la migliore location per lo stadio? .. o forse a pensar male …. come al solito!

  6. donato

    maggio 20, 2016 at 1:26 pm

    Credo che bisogna valutare la positività che questo progetto apporterà a tutta Roma,tra l’altro l’Amministrazione Pubblica non investe neanche 1 centesimo. La stessa critica venne fatta quando Della Valle si offrì per lil Restauro del Colosseo,e,che oggi tutti ammirano il lavoro compiuto a spese di Della Valle,e anzichè ringraziarlo lo criticarono. Il fattore importante da tenere presente è che l’investitore è il Privato e che non c’è corruzzione,il contrario se l’investitore sarebbe Pubblico.Magari ce en fossero di investitori così,se mai dovesse andare in porto il Ponte sullo stretto di Messna,sarebbe da farlo realizzare ai Privati, allora sì che i costi si abbaterebbero e ZERO CORRUZZIONE.

    • marcello

      maggio 21, 2016 at 11:16 am

      Scusa, ma CORRUZZIONE si scrive con una sola “Z”. Ciao

      • marcello

        maggio 21, 2016 at 11:18 am

        …. o forse è perché sono MOLTO corrotti ?

  7. Alberto

    maggio 20, 2016 at 1:36 pm

    L’unica cosa che mi lascia perplesso e’ la quantita’ dei parcheggi previsti. Costruire uno stadio nuovo, poteva essere l’occasione per provare a cambiare la mentalita’ degli italiani, copiando quella che da sempre e’ la mentalita’ inglese: allo stadio si arriva con i mezzi pubblici. Prendete ad esempio il nuovissimo e bellissimo Emirates stadium dell’Arsenal, nessun parcheggio per le auto private intorno, ma 3 stazione della metropolitana.

  8. Intransigente

    maggio 20, 2016 at 2:35 pm

    Tutto bellissimo. I soldi li ‘cacciano’ i privati? Benissimo. Un parco? Ferrovie che vi giungono? Ottimo. Migliaia di posti di lavoro? Misericordioso.
    Riflessione.
    Siamo a Roma. Si è mai pensato di attuare un ‘meccanismo’ del genere (mi riferisco ai finanziamenti dei privati) per ridare all’urbanistica della città più bella dell’universo l’aspetto che merita, e che avrebbe una ricaduta in termini di turismo neanche calcolabile e che i ‘privati’ rientrerebbero nelle spese in meno di sei mesi?
    Si è mai pensato che lo spettacolo di questa città rimessa in sesto sarebbe nemmeno da paragonare ad una partita di campionato?
    Scusate le domande impertinenti e disallineate.
    Buon ripensamento.

    • Marco

      luglio 5, 2016 at 5:23 pm

      SI ci si è pensato… ma nn è James Pallotta a doversene interessare. Lui Presidente della Roma, pensa all’interesse delle proprie Società… o credi che gli dobbiamo chiedere di rimettere in sesto la città di Roma a sue spese? C’è una amministrazione comunale, ci pensassero loro a trovare i fondi privati per risanarla… che minchia c’entra quello che, seppur giustissimo, dici tu con lo stadio?

  9. Fausto Poli

    maggio 20, 2016 at 9:56 pm

    Finalmente un grande progetto per Roma. Grazie al Sig. Pallotta. in chiave Olimpiadi, sicuramente e’ determinante la realizzazione. Se il business plan e’ come quello scritto sopra, allora avanti tutta.

  10. Massimiliano

    maggio 21, 2016 at 7:25 am

    Localizzazione sbagliata. Utilizzare meno cemento e prevedere maggiori aree verdi? Pannelli fotovoltaici dove sono? Pessimo progetto

    • fernando sagrillo

      settembre 13, 2016 at 12:49 pm

      Sicuramente sei uno di quelli che trova scuse per il no allo stadio, Almeno dicci secondo te dove doveva essere costruito, in cosa il progetto e’ sbagliato, ecc. Probabilmente sei un laziale rosicone ?, un seguace di Caltagirone? o solo un chiacchierone del PD capace solo a dire di No alle iniziative altrui ? facci sapere, grazie.

  11. giuseppe ferrante

    maggio 21, 2016 at 10:15 am

    Ho soltanto due parole per questa situazione assurda: VERGOGNA VERGOGNA!!!! e spero ardentemente che la Raggi venga eletta che mantenga la sua promessa di fare di tutto al fine di bloccare questa ignobile speculazione, dove il tifo non c’entra nulla e non deve entrarci, altre squadre da ultima l’Udinese hanno costruito lo stadio e solo quello, e poi perché non dite che dal capitolo delle opere di urbanizzazione sono sparite cose importanti come il nuovo svincolo sulla Roma-Fiumicino. con annesso ponte veicolare oppure l’adeguamento dei depuratori in zona, sicuramente non in grado di sopportare l’enorme aumento dei volumi di lavoro??? Senza contare il difetto originale della scelta di un area golenale del Tevere per costruire il tutto, ma qui mi auguro se fi farà quello scempio che sia il padre fiume a dare l’ultima risposta…..

    • Marco

      luglio 5, 2016 at 5:26 pm

      Ma di quale area golenale stai vaneggiando? C’era un ippodromo in quella zona, e nn c’è MAI stata una esondazione… tifa lazio e sta tranquillo paisà!

    • fernando sagrillo

      settembre 13, 2016 at 12:55 pm

      Per tua disdetta la Raggi e’ stata avanti ed ha mandato alla Regione il progetto nei termini previsti. Per il resto informati meglio ! Hai presente lo stato attuale della zona? La puzza che si sente passando? Lo stato di totale abbandono del verde e delle strade limitrofe? Nessuno fermera’ Pallotta !!
      Il padre fiume piu’ pulito ne sara’ contento.

  12. Gianpiero

    maggio 21, 2016 at 7:19 pm

    Penso che lo stadio sia necessario ma non vedo perché bisogna costruire anche il resto, grattacieli solo speculazione,edifici grandi quanto basta per creare ricettività alberghiera e locali per un museo della Roma e dello sport

    • Marco

      luglio 5, 2016 at 5:30 pm

      semplicemente perche si è chiesto, conditio sine qua non, di inserire nel progetto anche la realizzazione di opere viarie non strettamente necessarie al raggiungimento dello stadio, oltre ad altre numerose riqualificazioni dell’area interessata. ovvio che chi investe centinaia di milioni di euro, vuol rientrare dell’investimento.. e con i soli biglietti di ingresso non basterebbero 2 vite intere… ma non ve li fate prima di sparare sentenze, due semplici calcolini?!?

  13. LUCA

    maggio 22, 2016 at 10:15 am

    Il progetto è esteticamente interessante, sembrerebbe uno stile Colosseo rivisitato in chiave moderna. I collegamenti su rotaia sono previsti dal progettone (4000 pagine!), vi saranno anche costruzioni non inerenti allo stadio? Ragioniamo un poco, la società del Signor Pallotta è privata, deve lucrare, non è una ONLUS e non lo sono nemmeno le società di calcio di serie A, nessuna, e la A.S. Roma è quotata in borsa. Va benissimo così, io vorrei anche però che il parco raggiunga la sponda del Tevere e che si crei un nuovo circolo di canottaggio collegato alla A.S. Roma ed anche uno stadio per il rugby, più piccolo certo, cerchiamo di approfittare per far crescere anche altri sport…a me preoccupano due cose. Il rendering di visuale dalla curva, mi sembra il campo ancora troppo lontano, per quanti stadi ancora chi non può permettersi una tribuna deve portarsi il binocolo? 🙁 e non vedo pannelli fotovoltaici, tutto il centro dovrebbe esserne rivestito, dovrebbe alimentarsi solo con energia solare e pubblicizzarlo anche, a livello mondiale. I parcheggi vanno fatti ma prevedendo un cambio d’uso quando magari arriverà un’altra fermata della metro e saranno necessari meno posti.

  14. gianfranco

    agosto 23, 2016 at 9:47 pm

    I palazzinari che hanno costruito a Roma, spesso in modo scadente, avendo accesso sempre a facili licenze, facili finanziamenti dalle banche per i mutui, cosa maggiormente scandalosa avendo già l’acquirente prima ancora di costruire (Enasarco ecc.) e senza mai preoccuparsi delle infrastrutture necessarie alle quali doveva poi pensare il Comune a spese dei cittadini, mi auguro che in futuro non possano utilizzare la corruzione per i loro affari e che abbiano vita difficile. Lo Stadio della Roma è un’altra cosa. Un progetto importante per Roma, che produrrà molti posti di lavoro, controllato, ricontrollato e sottoposto ad infiniti esami con addosso gli occhi di coloro che dicono di no a tutto, infrastrutture importanti oltre a collegamenti e parcheggi (qualcuno dice che saranno troppi. Sarebbe la prima volta nella storia). Non posso comprendere le perplessità di coloro che temono questa iniziativa perchè pensano sia mossa dal desiderio di guadagno e mi chiedo se esiste qualcuno disposto a lavorare e rischiare gratuitamente.

    • Franco

      febbraio 14, 2017 at 10:41 pm

      Il PRG prevede la sola costruzione dello stadio. Il problema è che quell’area attualmente è una marana, dove non c’è niente e dove la mobilità di questo quadrante (Via del Mare, Via Ostiense Trenino Roma Lido). Gli oneri e le opere accessorie richieste dal comune sono costosissime a dimostrazione dell’inadeguatezza dell’area che oggi è priva di servizi! Facessero lo stadio e tutte le opere annesse, senza compromettere la mobilità di quest’area. Nelle partite infrasettimanali nello stadio che la roma prenderà IN AFFITTO dal sig. Pallotta, il trenino dovrebbe portare 50.000 pendolari + 30000 tifosi. Per portare 80.000 persone in meno di tre ore servono 25 treni, l’ora. Pallotta, me li dai tu i 700.000.000 di euro che servono a trasformare le carrette del mare della Roma Lido in una metro? E’ giusto che la Roma abbia uno stadio. Ma è giusto che venga fatto in un luogo idoneo, e Tor di Valle per i motivi ben noti non lo è.

  15. luccini guido

    febbraio 19, 2017 at 3:24 pm

    Allora: 1° specificare le mansioni dei 2500 addetti allo stadio . 2° specificare quali AZIENDE potranno occupare 12500 addetti, nelle TORRI 3° specificare quanti amministratori e lavascale troveranno il VERO LAVORO nelle TORRI . GRAZIE a nome degli Italiani.

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Calcio

USA, Messico e Canada “United”per i Mondiali del 2026: se gli affari scavalcano i muri e la Politica

Massimiliano Guerra

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E’ ufficiale: gli Stati Uniti, Messico e Canada co-ospiteranno la Coppa del Mondo 2026. La candidatura unificata sotto il nome United, per l’appunto, ha ottenuto il trofeo più importante di tutti battendo la concorrenza del Marocco con una percentuale del 67% dei voti totali (l’Italia ha votato per il paese nordafricano). L’aspetto più importante è adesso quello di capire quale sia la ripartizione delle 80 partite totali: secondo quanto presentato al momento della candidatura dal trio oltreoceano, gli Stati Uniti ne ospiteranno 60 mentre il Messico e il Canada solo 10 a testa. Tante partite sì, perché quel Mondiale sarà formato da ben 48 squadre da 16 gruppi, vale a dire una vera e propria rivoluzione rispetto alle 32 squadre attuale. C’è però da capire però la ripartizione reale delle partite che si disputeranno: un gran vantaggio che hanno questi paesi è l’abbondanza di stadi che essi hanno sui loro territori. In effetti, anche con un totale di 80 partite da giocare, è chiaro che alcune partite verranno giocate anche in piccoli stadi di città non grandissime. Non è però da scartare l’idea che si possano costruire anche altre strutture in città che già ne hanno più di uno. C’è anche la necessità di trovare un meccanismo tale da garantire alle squadre di non fare lunghi viaggi, attraversando da est a Ovest gli Usa tra una partita e l’altra, nella prima parte del torneo. Ecco come oggi potrebbe essere suddiviso il calendario dei 16 gruppi:

Gruppo A: Los Angeles (due sedi)

Gruppo B: Phoenix e Las Vegas

Gruppo C: Miami e Orlando

Gruppo D: Washington, DC, e Philadelphia

Gruppo E: New York e Boston

Gruppo F: Seattle e Vancouver (due partite in Canada)

Gruppo G: San Diego e Guadalajara (una partita in Messico)

Gruppo H: Toronto e Montreal (tre partite in Canada)

Gruppo I: Pasadena e Guadalajara (una partita in Messico)

Gruppo J: San Jose e Santa Clara

Gruppo K: San Antonio e Dallas

Gruppo L: Città del Messico (due sedi; tre partite in Messico)

Gruppo M: Monterrey e Houston (due partite in Messico)

Gruppo N: Chicago e Detroit

Gruppo O: New York e Montreal (due giochi in Canada)

Gruppo P: Atlanta e Nashville.

Dopo la fase a gironi, il numero di partite e quindi di stadi necessari per ospitarle, sarebbe ridotto. Sulla base del modello proposto il Messico e il Canada potrebbero ospitare tre partite a testa nel primo turno ad eliminazione diretta a 32 squadre. Lo scenario più logico sarebbe quindi quello che vede la partita di apertura allo Stadio Azteca, che ha anche ospitato due finali della Coppa del Mondo nel 1970 e nel 1986, mentre la finale, sarebbe con tutta probabilità essere giocata a New York o a Los Angeles al Rose Bowl di Pasadena che ospitò l’atto finale tra Brasile ed Italia nel ‘94 con temperature infernali.

Come ha dichiarato il presidente della Us Soccer, Sunil Gulati“Le trattative per la spartizione delle partite non è stata facile perché tutti i paesi ne volevano di più, ma alla fine abbiamo trovato un accordo”. Un accordo quindi tra Stati Uniti, Messico e Canada (che diventa con Stati Uniti, Svezia e Germania, uno dei paesi ad aver organizzato sia un Mondiale maschile, sia uno Femminile) in un momento politico così delicato tra questi tre Stati è già una notizia. E’ stato proprio Gulati poi a darci una notizia ancora più importante e cioè come sia nato tutto con la benedizione del presidente Trump: “La candidatura dei tre paesi ha avuto il pieno sostegno del presidente anche se l’attacco al Messico è stato uno dei temi principali della sua campagna elettorale. I colloqui con il presidente, effettuati da un intermediario negli ultimi 30 giorni, hanno rivelato come il presidente abbia supportato e incoraggiato la collaborazione con il Messico. Certo ci sono  preoccupazioni circa l’arrivo di squadre e appassionati da tanti paesi del Mondo in relazione alle restrizioni in materia di immigrazione, ma siamo certi che troveremo una soluzione”.

Dunque Trump mentre da una parte minaccia il rafforzamento di muri divisori dal Messico e annuncia giri di vite sul tema dell’immigrazione, dall’altra combatte la guerra commerciale con il Canada, ma apre ad una collaborazione per organizzare una competizione che muoverà tantissima gente nell’arco di più di un mese. Un comportamento ambivalente, che però proprio Gulati spiega: “Una Coppa del Mondo in Nord America, con 60 partite negli Stati Uniti, sarebbe, di gran lunga, la Coppa del mondo di maggior successo nella storia della FIFA, in termini economici”. Ecco allora che si spiega tutto. Trump da uomo d’affari, prima che uomo politico, ha fiutato l’occasione per poter rilanciare l’economia statunitense nel lungo periodo e un affare da quasi “un miliardo di dollari”, non può essere buttato via così a cuor leggero. Quindi lo sport (supportato da un pesante aspetto economico) potrebbe in un modo o nell’altro abbattere le divisioni tra Stati e soprattutto mitigare le tensioni che in Nord America negli ultimi mesi si sono accumulate in maniera quasi sconsiderata. Sia a Nord che a Sud.

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Calcio

La Casa de Julen

Lorenzo Semino

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Il piano di Lopetegui e della Federazione per mettere a segno un colpo mondiale si complica improvvisamente: la resistenza è appena cominciata o la casa di carta si sgretolerà al primo colpo di vento? Fernando Hierro e Sergio Ramos potrebbero avere la risposta.

Mai mettere i piedi in testa alla federazione spagnola, parola di Rubiales.

L’avventura del successore designato di Del Bosque con le Furie Rosse si è fermata a metà strada, dopo una lunga passeggiata di salute verso il primo posto nel girone di qualificazione al Mondiale ormai in arrivo.

LE SEI E VENTISEI – Alle 17.26 il Real Madrid comunicava l’arrivo di Julen Lopetegui sulla panchina dei Galacticos a partire dalla prossima stagione. A Krasnodar le lancette segnavano le sei e ventisei, il ticchettio costante ed incessante non avrebbe mai fatto presagire un epilogo del genere. Antonio Conte, già sicuro del posto al Chelsea al termine del campionato europeo, nell’estate del 2016 portò l’Italia sul tetto del mondo per qualche giorno proprio con la vittoria sulla Spagna. L’ex tecnico del Porto non prenderà invece mai parte al “suo” Mondiale in seguito al clamoroso esonero, comunicato dalla Federcalcio spagnola a distanza di poche ore dall’annuncio del suo approdo al Santiago Bernabeu. Tutta colpa del colpo di testa di Zidane o a sancire la fine del patriarcato sono state modalità, tempistica e la mancata comunicazione da parte dello stesso Lopetegui a Rubiales? Scherzi a parte, senza dubbio la seconda opzione.

Fernando Hierro si trova in mano una rosa senza scrupoli, disegnata da un tecnico dalle idee chiare e senza mezze misure. Forse troppo? Nato e cresciuto fra i grandi club di Spagna, la versione cartacea di FourFourTwo faceva notare in tempi non sospetti come la grande esperienza di Lopetegui (anche nelle vesti di commentatore tecnico) sarebbe stato l’asso nella manica per non farsi domare nemmeno dai media ispanofoni. Media che ora rischiano di farlo davvero a pezzetti. Squadra troppo forte per essere vera? Dipende, perché nella selezione delle 23 Furie Rosse non sempre Lopetegui ha tenuto conto di numeri e fama mondiale. La chiamata di Rodrigo Moreno Machado al posto di Alvaro Morata ne è un esempio, il benservito a Marcos Alonso per far spazio a un terzino destro come Odriozola la prova del nove.

CASA DE PAPEL –Vediamo le conseguenze solamente quando sono di fronte alle nostre narici” è una fra le tante massime pronunciate dal personaggio Tokyo nella serie televisiva più discussa del 2018 e del paese. Spicca la saggezza di Mosca, città che El Profesòr Julen non vedrà da vicino nelle vesti di allenatore della Spagna, per un gesto ritenuto come poco assennato.

Sergio Ramos, nel frattempo, pone le basi per un patriarcato ergendosi a capopopolo. Nel giorno in cui la Spagna si prepara ad accogliere Aquarius, Lopetegui salta giù dal carro proprio come Tokyo in sella alla sua Enduro e la Nazionale si getta in mare, pronta a rispondere solamente a sé stessa, il capitano del Real Madrid manda un messaggio in mondovisione dalle mura di Krasnodar: “Siamo la Nazionale, rappresentiamo uno stemma, due colori, una tifoseria, un paese intero. La responsabilità ed il nostro impegno sono tutti con voi e per voi. Ieri, oggi e domani: uniti”. Di questi tempi, aggiungerei: “Noi siamo la resistenza”.

Non ditelo a Fernando Hierro, che potrebbe avere in tasca l’origami vincente per mettere a segno il colpo perfetto. Mentre si scatena la bufera, comincia un vero patriarcato.

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Calcio

PSG vs FPF: un rapporto complicato

Emanuele Sabatino

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Il Paris Saint-Germain rischia seriamente di essere sanzionato dalla Uefa per aver infranto le regole del Financial Fair Play dovuto alle grandi spese della scorsa finestra di mercato estiva.

Il board della Uefa ha dichiarato che indagherà sulle finanze dei campioni di Francia dopo l’acquisizione di Neymar, record mondiale per un trasferimento, dal Barcellona e di Mbappe’ dal Monaco.

Le punizioni però non sono del tutto chiare: quella più leggera sarebbe una cospicua multa da pagare, le altre, sempre probabili, vanno dalla restrizione della rosa fino alla vendita forzata di alcuni giocatori per rientrare nei limiti dei regolamenti posti dalla UEFA. Altra ipotesi è quella del blocco del mercato come accaduto anche ad altre compagini.

Il presidente del club Nasser Al-Khelaifi ha aspramente criticato la decisione della UEFA di investigare affermando con forza che le finanze del club sono assolutamente in ordine e rispettose del FFP.

Il fulcro del problema che viene contestato alla squadra campione di Francia è quello di spendere soldi che non ha ma il magnate del Qatar ha ribadito all’Equipe che tutti i soldi spesi provengono da fonti lecite e legittime:

Per me onestamente sarebbe alquanto sorprendente, anormale e scandaloso essere sanzionato. Abbiamo sempre seguito le regole. E’ vero che la UEFA è stata molto dura durante i nostri colloqui e qualche volta ingiusta. Noi abbiamo fatto nulla di sbagliato. Loro sanno da dove vengono i nostri soldi. Non abbiamo debiti e abbiamo dato loro tutte le garanzie del caso”.

A rincarare la tesi ci ha pensato ieri Javier Tebas, numero uno della Liga Spagnola che ha sostenuto l’Uefa nell’apertura dell’indagine nei confronti del club transalpino, augurandosi che venga escluso dalle competizioni europee per “aver barato economicamente e le squadre eliminate da loro sono state vittime delle loro trappole”. Il suo attacco non riguarda solo il PSG ma anche il Manchester City, anch’esso in mano agli emiri e sempre nel mirino degli ispettori Uefa per le spese folli sul mercato.

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