Il ciclista Vincenzo Nibali, in arte lo “squalo”, è stato squalificato dalla Vuelta a Espana. Insieme a Nibali, è stato squalificato anche il direttore del team Astana, Alexander Shefer. Lo riporta La Gazzetta dello Sport. Il ciclista siciliano è stato espulso dopo essersi attaccato all’ammiraglia per essere trainato dalla macchina per circa 150 metri. Un comportamento totalmente fuori dalle regole dello sport e dal regolamento delle gare ciclistiche che è stato ampiamente stigmatizzato dagli organi di stampa.

Una reazione, quella dei media, che Nibali ha considerato “fango eccessivo”. Anche se, dopo la squalifica, “lo squalo” ha voluto chiedere scusa a tutti, affidando ad un lungo post pubblicato sulla sua pagina facebook la spiegazione di quello che è accaduto. “Per quello che è successo –ha scritto Nibali – chiedo scusa a tutti. Ti ritrovi alla prima tappa – ha aggiunto – con il culo per terra, ti rialzi aiutato da un compagno, sperando di non esserti fatto male, ti guardi le ferite, cerchi la tua bici che è andata distrutta, panico, caos nel gruppo… Quando risalgo sulla bici ho un ritardo di 1:20, mi fiondo all’inseguimento senza paura…piano piano guadagno di terreno..fino a quello sbaglio che mi costa caro: una trainata di 150 metri”.

Il messaggio prosegue e Nibali scrive che nel “ciclismo la corsa è corsa e nessuno ti aspetta. E di questi episodi ce ne sono molti, a maggior ragione dopo una caduta”. Il messaggio si chiude con la reazione alla squalifica: “Alla fine tutto avrei pensato, una multa salata da pagare ed una penalizzazione come si usa fare..anche una penalità di dieci minuti”.

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