Nelle scorse settimane, gli allenatori di diverse compagini, composte principalmente da giocatori musulmani, hanno dovuto lavorare con la maggioranza dei ragazzi alle prese con la pratica del digiuno dall’alba fino al crepuscolo.

Non è, tuttavia, la prima volta che il Ramadan ha coinciso con appuntamenti sportivi, anzi. Le Olimpiadi di Londra del 2012, la Coppa del Mondo del 2014 o il Campionato Europeo dello scorso anno in Francia sono soltanto alcuni degli esempi più recenti.

Con il clima spesso torrido dei periodi estivi in ​​Europa, la qualità delle prestazioni dei giocatori può dunque essere un serio problema per tante formazioni di ogni sport.

Capitano, comunque, anche occasioni in cui viene concesso il famoso ‘strappo alla regola’.

Durante Londra 2012, la squadra di calcio degli Emirati Arabi ha ricevuto una speciale disposizione da parte dell’autorità religiosa più alta del paese per poter mangiare nei giorni delle partite. Il tedesco Mesut Ozil, di religione musulmana, scelse a sua volta di non digiunare durante la campagna mondiale della coppa più importante per nazionali nel 2014 in Brasile.

Altri atleti, invece, nel corso della storia, hanno seguito le regole imposte dalla propria religione. Ne è un esempio la selezione calcistica dell’Algeria, i calciatori della quale hanno digiunato durante una partita contro la Germania, nonostante avessero ricevuto anche loro una speciale esenzione da tale regola dalle autorità religiose; solo il portiere Rais M’bolhi ha successivamente ‘rotto’ tale scelta, sorseggiando dell’acqua a metà tempo.

Ma andiamo a capire, innanzitutto, in un momento storico così delicato: che cosa è il Ramadan?

Si tratta del nono mese dell’anno musulmano, durante il quale viene osservato il rigoroso digiuno dall’alba al tramonto.

I musulmani credono che qualsiasi azione positiva comporti una ricompensa maggiore poiché il mese è stato benedetto da Allah.

Alcuni, ad esempio, pregano di più, mentre altri leggono il Corano più spesso.

La data, annualmente, cambia, tornando indietro di circa 11 giorni ogni 12 mesi.

Il festival di Eid è ciò che celebra la fine del periodo del Ramadan.

Quest’anno, il Ramadan è partito il 26 maggio, con termine in data 24 giugno; così, molte squadre nazionali in tutta l’Asia e in Africa hanno ritardato il calcio d’inizio delle proprie partite addirittura alla notte.

Il recente match di qualificazione alla Coppa Asiatica tra la Palestina e l’Oman, alla periferia di Gerusalemme, è un esempio di quanto riportato.

La federazione calcistica della Palestina aveva inizialmente programmato la partita a partire dalle ore 21.45 locali, per poi passare alle 22.45 ed infine alle 23.

Tutto ciò era stato creato per dare alla squadra e ai suoi tifosi l’opportunità di mangiare e mettersi, dunque, in forze velocemente prima di andare allo stadio.

In realtà, si è andata a creare una situazione piuttosto caotica, con molti tifosi non in grado di poter andare allo stadio e tornare da esso in tempo per la successiva giornata lavorativa.

Da un punto di preparazione, invece, sia l’Oman che la Palestina hanno spostato allenamenti e addestramenti tattici alle ore notturne, regolando le abitudini alimentari già da diversi giorni prima della sfida.

I preparatori atletici delle nazionali, inoltre, hanno raccomandato ai propri atleti di bere, ovviamente dopo il tramonto, almeno tre litri di acqua al giorno, evitando invece di mangiare eccessivamente, in quel caso stravolgendo totalmente il proprio metabolismo e anche le capacità atletiche.

L’ultima raccomandazione ha riguardato le ore di sonno; tendenzialmente, durante la fase di Ramadan, gli interessati dormono o, comunque, si riposano molto di più.

Per i professionisti di tali squadre, invece, è assolutamente controproducente fare ciò. Via, così, a diverse ore di bagni in acqua gelata o di crioterapia, per mantenere il più possibile il fisico tonico ed in vigore.

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