Non appartengo a quelli che oggi sperano in un tracollo della nazionale. Non ci spero perché mi sembra davvero il marito che si taglia le balle per fare dispetto alla moglie.

Tuttavia senza presunzioni, mi sono chiesto come deve sentirsi in questo momento Gian Piero Ventura e cosa farei io se fossi al suo posto. Che non abbia fatto un buon lavoro lo dicono i risultati. Poco importa se alla fine abbiamo fatto ad esempio gli stessi punti del 2006. Poco importa che nel 2006, quando poi vincemmo, non avevamo certo fulmini di guerra nel girone di qualificazione. Le chiacchiere di fronte ad uno spareggio secco e con un gol da recuperare, stanno a zero. Come i nostri gol dell’andata e quasi come i tiri in porta.

Ecco perché, se fossi Ventura, oggi lascerei perdere tutte le tattiche. Punterei tutto sull’istinto. Sul dire “fregatevene di me, ma ne va del vostro orgoglio”. Forse gli sfruculierei la memoria. Gli direi di rimonte epocali e di diffidenze sportive. Gli racconterei di Spagna 1982, dove non ci davano una lira, oppure di rimonte spaventose. Liverpool-Milan da 0-3 a 3-3, oppure Bayern – Manchester United, 1-0 per i bavaresi fino allo scadere e poi assalto disperato. L’incisore della coppa stava già scrivendo il nome, mentre il Manchester in due minuti di follia ribaltò tutto. Perché il primo viatico di farcela è giocarsela senza nulla da perdere. Il secondo è che il dio Culo, dia una mano. Anche piccola. Rimbalzo fasullo, scivolone del difensore. Cose così.

E poi, se fossi lui, non direi più nulla di mio. Farei trovare negli spogliatoi un proiettore. Dove un mostro di recitazione e bravura come Al Pacino, si trova nella stessa situazione in cui è Ventura. Il film è “ogni maledetta domenica”.

Calerebbe il buio e poi primi fotogrammi:non so cosa dirvi davvero non so cosa dirvi davvero
tre minuti alla nostra più difficile sfida professionale
tutto si decide oggi
ora noi…
o risorgiamo come squadra
o cederemo un centimetro alla volta
uno schema dopo l’altro fino alla disfatta
siamo all’inferno adesso signori miei
credetemi…
e possiamo rimanerci farci prendere a schiaffi
oppure aprirci la strada lottando verso la luce
possiamo scalare le pareti dell’inferno
un centimetro alla volta…”.

E così via.

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