Italia-Cina negli ultimi anni è una rotta molto vivace con giocatori che provano l’esperienza nel grande Paese asiatico (vedi Gilardino, Diamanti, in ultimo Graziano Pellè e prima di loro Cannavaro) e di grandi investitori che portano capitali in un calcio italiano così bisognoso di valuta fresca ( Suning, Sino-Europe Sports). Un calcio, quello cinese, che sta crescendo in visibilità e livello grazie anche agli innesti di campioni sul viale del tramonto e allenatori affermati dall’enorme palmarès. E’ il caso di Marcello Lippi che, ieri, si è accordato ufficialmente con il Guangzhou. Un ritorno quello del viareggino dopo la parentesi di tre anni che l’ha visto vincere 3 campionati, una coppa e una champions league asiatica. Lippi negli scorsi mesi si era accordato con la Figc per il ruolo di direttore tecnico da affiancare a Ventura nelle vesti di nuovo allenatore. Non se ne è fatto poi niente a causa di un articolo interno al regolamento che vieta a coloro che hanno parenti impegnati nel mondo del calcio nelle vesti di procuratore ( come il figlio Davide Lippi) di poter ricoprire cariche all’interno della Federazione italiana onde evitare eventuali conflitti di interesse.

Marcellone nazionale non aveva preso di buon grado questo passo indietro, accusando la Figc, definendoli “Fuori di testa”, in merito alla tempistica con cui gli eventi in questione si sono svolti. Fortunatamente per lui, il futuro gli ha presentato un’opportunità irrinunciabile. Tornare in Cina, nella squadra che ha reso grande, e continuare il cammino intrapreso anni fa. Un matrimonio che porterà nelle tasche dell’ex tecnico di Juve e Inter la cifra mostruosa di 60 milioni di euro in tre anni. 20 milioni all’anno che lo portano ad essere l’allenatore più pagato al mondo, superando i 19 che Pep Guardiola percepirà dagli sceicchi del Manchester City. Una nuova seconda esperienza nel Paese asiatico che ci fa capire ancora una volta come il tanto bistrattato calcio nostrano sia ancora molto appetibile nel resto del mondo, in Cina come in altri Paesi, tra tutti l’Inghilterra.

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