Il 1996 è stata un’annata irripetibile per gli Stati Uniti d’America nello sport. Nel basket il Draft ’96 è largamente considerato uno dei migliori 3 della storia, fu l’anno di Iverson e Bryant, di Nash e di Allen, anche l’NFL si mise al passo e nel ’96 i Ravens fecero il botto scegliendo uno dei migliori Offensive Tackle della storia, ed uno dei migliori Linebacker della storia: Jonathan Ogden, ora Hall of Famer, e Ray Lewis, futuro Hall of Famer.

Parliamo proprio di quest’ultimo però perché Lewis si è contraddistinto per tutta la sua carriera, sempre fedele alla maglia del Maryland, per la sua grinta, le sue dote di leadership, l’assoluta sicurezza che infondeva ai compagni, ma sul sito ufficiale della squadra di Baltimora che deve il suo elegantissimo nome ad Edgar Allan Poe compare una storia raccontata proprio dal campione nato in Florida che ha dell’incredibile.

Non potevo dirlo a nessuno. Né alla mia famiglia, né ai miei compagni, né ai medici. Non mi avrebbero fatto giocare. Mi sono chiuso in stanza ed ho legato il mio braccio con uno shoestring per farmelo tenere alzato e l’altro mio braccio intorno alla testa. Così ho potuto dormire 3 ore“. Queste dichiarazioni tragiche si riferiscono al SuperBowl XLVII, il primo con due fratelli come head coach, ovvero gli Harbaugh, e di come lo abbia giocato con il tricipite destro strappato.

Solitamente questo tipo di infortunio tiene un giocatore lontano dai campi per mesi, ed infatti Lewis quell’anno si infortunò ad ottobre e non sarebbe più dovuto tornare in campo ma il linebacker fa un recupero record e torna per i playoff che chiuderà con 44 placcaggi in 3 partite, di cui 7 nel Super Bowl che poi avrebbe vinto, il secondo in carriera.

Ray Lewis giocò quei playoff con un vistoso tutore che lo aiutava a proteggere la ferita ma il muscolo si strappò di nuovo nell’ultimo allenamento prima del match con i San Francisco 49ers ma non ha voluto lasciare i propri compagni soli nel momento più delicato della loro carriera andando ben oltre i limiti dell’umano perché il dolore derivato da uno strappo muscolare è semplicemente inimmaginabile.

Lewis da simbolo dei Baltimore Ravens non ha temuto la sofferenza andando a compiere quella che, visto l’infortunio, può senza ombra di dubbio definirsi come una delle più grandi imprese nella  storia dello sport.

 

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